Quali incentivi per la ristrutturazione casa nel 2026?

In questo articolo

  • Il Bonus Ristrutturazione 2026 prevede una detrazione del 50% fino a 96.000 euro per la prima casa
  • Per le seconde case la detrazione scende al 36% con tetto di spesa a 48.000 euro
  • L’Ecobonus ordinario resta attivo con aliquote dal 50% al 65% per interventi di efficientamento energetico
  • Il Sismabonus offre detrazioni fino al 85% per lavori antisismici nelle zone a rischio
  • Il Bonus Mobili consente di detrarre fino a 5.000 euro per arredi ed elettrodomestici legati a ristrutturazioni
  • Tutti i bonus richiedono il pagamento tramite bonifico parlante per essere validi

Con oltre vent’anni di lavoro nel campo delle ristrutturazioni, posso dire che non ho mai visto un panorama di incentivi così articolato come quello che ci troviamo davanti nel 2026. Ogni anno i miei clienti a Bologna mi fanno la stessa domanda: quali sono gli incentivi per la ristrutturazione della casa su cui possiamo contare? Ed è una domanda più che legittima, perché orientarsi tra bonus, aliquote e scadenze richiede attenzione.

In questa guida ho raccolto tutto ciò che serve sapere per sfruttare al meglio le agevolazioni fiscali disponibili quest’anno. Non parlo da commercialista, ma da chi ogni giorno entra nelle case delle persone e le aiuta a trasformarle, cercando sempre di ottimizzare il rapporto tra investimento e risparmio fiscale.

Panoramica degli incentivi per la ristrutturazione nel 2026

Il 2026 segna un anno di transizione importante nel sistema dei bonus edilizi italiani. Dopo gli anni del Superbonus con aliquote altissime, il legislatore ha rimodulato le agevolazioni con un approccio più sostenibile per le casse dello Stato, ma comunque vantaggioso per chi decide di investire nella propria abitazione.

La guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie conferma che il quadro normativo per il 2026 si basa sulla Legge di Bilancio 2025, che ha fissato le aliquote e i massimali per il biennio 2025-2026. Il principio fondamentale è la distinzione tra prima casa e altri immobili, con un trattamento decisamente più favorevole per l’abitazione principale.

I principali incentivi per la ristrutturazione della casa attualmente attivi sono:

  • Bonus Ristrutturazione: detrazione IRPEF per interventi di recupero edilizio
  • Ecobonus: detrazione per lavori di efficientamento energetico
  • Sismabonus: agevolazione per interventi di adeguamento antisismico
  • Bonus Mobili: detrazione per acquisto di arredi ed elettrodomestici
  • Bonus Verde: agevolazione per la sistemazione di aree verdi
  • Bonus Barriere Architettoniche: detrazione al 75% per eliminazione di barriere

Se stai valutando una ristrutturazione casa nel 2026, capire come si intrecciano questi bonus è il primo passo per pianificare i lavori in modo intelligente.

Installazione di nuovi infissi ad alta efficienza energetica: un intervento coperto sia dal Bonus Ristrutturazione sia dall'Ecobonus
Installazione di nuovi infissi ad alta efficienza energetica: un intervento coperto sia dal Bonus Ristrutturazione sia dall’Ecobonus

Bonus Ristrutturazione al 50% per la prima casa

Partiamo dal bonus più utilizzato e più richiesto dai miei clienti: il Bonus Ristrutturazione al 50%. Questa agevolazione consente di detrarre dall’IRPEF la metà delle spese sostenute per lavori di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulla prima casa.

Nel 2026, per l’abitazione principale, le condizioni sono le seguenti:

  • Aliquota di detrazione: 50%
  • Tetto massimo di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare
  • Ripartizione in 10 quote annuali di pari importo
  • Detrazione massima ottenibile: 48.000 euro (recuperati in 10 anni)

In pratica, se spendi 80.000 euro per rifare il bagno, rinnovare l’impianto elettrico e sostituire gli infissi della tua prima casa, recupererai 40.000 euro in dieci anni, ovvero 4.000 euro all’anno nella dichiarazione dei redditi.

I lavori ammessi sono piuttosto ampi. Dalla mia esperienza quotidiana, quelli più frequenti includono:

  • Rifacimento completo di bagni e cucine
  • Sostituzione dell’impianto idraulico ed elettrico
  • Installazione di nuovi infissi e serramenti
  • Consolidamento strutturale e rifacimento solai
  • Realizzazione di pareti in cartongesso per ridistribuire gli spazi interni
  • Impermeabilizzazione di tetti e terrazzi
  • Installazione di ascensori e montacarichi

Un dettaglio che molti trascurano: anche la manutenzione ordinaria è detraibile, ma solo quando riguarda le parti comuni dei condomini. Per le singole unità abitative serve almeno un intervento di manutenzione straordinaria.

Detrazione al 36% per le seconde case

Se invece stai pensando di ristrutturare una seconda casa, le condizioni cambiano in modo significativo. La Legge di Bilancio ha introdotto una netta distinzione tra prima e seconda abitazione, e per gli immobili diversi dall’abitazione principale le regole sono meno generose.

Per le seconde case nel 2026:

  • Aliquota di detrazione: 36%
  • Tetto massimo di spesa: 48.000 euro per unità immobiliare
  • Ripartizione sempre in 10 quote annuali
  • Detrazione massima ottenibile: 17.280 euro

Il divario è evidente: chi ristruttura la seconda casa recupera meno della metà rispetto a chi interviene sulla prima abitazione. Ho scritto una guida dedicata al bonus ristrutturazione per la seconda casa dove approfondisco tutti i dettagli specifici.

Un consiglio che do spesso ai miei clienti: se avete una seconda casa da ristrutturare e state valutando di trasferire la residenza, potrebbe avere senso farlo prima di iniziare i lavori. Attenzione però, perché l’immobile deve essere effettivamente adibito ad abitazione principale e il cambio di residenza deve essere reale, non fittizio. L’Agenzia delle Entrate effettua controlli incrociati.

È importante ricordare che dal 2028 la situazione peggiorerà ulteriormente: secondo quanto previsto dalla normativa attuale, l’aliquota per le seconde case scenderà al 30%. Questo rende il 2026 e il 2027 finestre temporali ancora relativamente favorevoli per chi possiede immobili non principali.

Ecobonus per l’efficientamento energetico

Posa del cappotto termico esterno: l'Ecobonus copre gli interventi di coibentazione delle pareti
Posa del cappotto termico esterno: l’Ecobonus copre gli interventi di coibentazione delle pareti

L’Ecobonus resta uno degli incentivi per la ristrutturazione della casa più interessanti, soprattutto se il vostro obiettivo è ridurre i consumi energetici. E vi assicuro che, con i costi attuali dell’energia, investire nell’efficientamento è una delle scelte più intelligenti che possiate fare.

Le aliquote dell’Ecobonus variano in base al tipo di intervento e alla tipologia di immobile. Per la prima casa nel 2026 le detrazioni si attestano al 50%, mentre per le seconde case scendono al 36%, in linea con il Bonus Ristrutturazione. Tuttavia, i massimali di spesa detraibile cambiano a seconda dell’intervento specifico.

Gli interventi principali coperti dall’Ecobonus includono:

  • Sostituzione degli infissi: uno dei lavori che eseguo più frequentemente. Un buon serramento con vetrocamera basso-emissiva può ridurre le dispersioni termiche fino al 40%
  • Installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza
  • Coibentazione di pareti e coperture: il cappotto termico resta l’intervento con il miglior rapporto costo-beneficio
  • Installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda
  • Schermature solari: tende esterne, persiane e chiusure oscuranti tecniche
  • Sistemi di building automation per il controllo intelligente del riscaldamento

Per accedere all’Ecobonus è necessario ottenere l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima e dopo i lavori, dimostrando il miglioramento della classe energetica. Inoltre, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, bisogna inviare la comunicazione all’ENEA tramite il portale dedicato.

Chi vuole approfondire il tema del risparmio energetico può consultare la mia guida sul risparmio sulle bollette, dove spiego come combinare interventi strutturali e buone abitudini quotidiane.

Sismabonus per la sicurezza antisismica

L’Italia è un Paese ad alto rischio sismico, e la sicurezza strutturale della propria casa dovrebbe essere una priorità per tutti. Il Sismabonus è stato pensato proprio per incentivare gli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico degli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Nel 2026, il Sismabonus per la prima casa prevede:

  • Detrazione base del 50% per interventi antisismici generici
  • Detrazione fino al 70% in caso di riduzione di una classe di rischio sismico
  • Detrazione fino all’80% per la riduzione di due classi di rischio
  • Per i condomini, le aliquote salgono al 75% e all’85% rispettivamente
  • Tetto di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare

A Bologna, dove lavoro, siamo in zona sismica 3. Ho visto edifici degli anni ’60 e ’70 che necessitano urgentemente di interventi strutturali. Rinforzo delle fondazioni, cerchiature metalliche, inserimento di controventi: sono lavori importanti ma fondamentali. Il Sismabonus rende questi interventi economicamente più accessibili.

Per poter usufruire delle aliquote maggiorate è necessaria la certificazione di un professionista abilitato che attesti la classe di rischio sismico prima e dopo l’intervento, secondo le linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Bonus Mobili ed Elettrodomestici

Un bonus che si accompagna naturalmente alla ristrutturazione è il Bonus Mobili. Se state già facendo lavori di ristrutturazione sulla vostra casa e avete diritto al relativo bonus, potete detrarre anche l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’immobile oggetto dei lavori.

Nel 2026, il Bonus Mobili prevede:

  • Detrazione del 50% delle spese sostenute
  • Tetto massimo di spesa: 5.000 euro
  • Detrazione massima: 2.500 euro, ripartita in 10 rate annuali
  • Gli elettrodomestici devono essere di classe energetica minima A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori

Rientrano nel bonus: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. Per gli elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento e ventilatori elettrici.

Il punto fondamentale è che il Bonus Mobili è collegato al Bonus Ristrutturazione: senza lavori di ristrutturazione in corso non si può accedere a questa agevolazione. Per chi sta rinnovando l’illuminazione della casa, questo bonus può coprire anche i nuovi apparecchi.

Confronto tra tutti gli incentivi: la tabella riassuntiva

Dopo anni di esperienza nel settore, ho imparato che il modo migliore per orientarsi è avere tutto sotto gli occhi in un colpo solo. Ecco la tabella comparativa di tutti gli incentivi per la ristrutturazione della casa disponibili nel 2026.

Incentivo Aliquota prima casa Aliquota seconda casa Tetto di spesa Durata detrazione
Bonus Ristrutturazione 50% 36% 96.000 € / 48.000 € 10 anni
Ecobonus ordinario 50% 36% Da 30.000 € a 100.000 € 10 anni
Sismabonus 50%-85% 36%-85% 96.000 € 5 anni
Bonus Mobili 50% 50% 5.000 € 10 anni
Bonus Verde 36% 36% 5.000 € 10 anni
Bonus Barriere Architettoniche 75% 75% 50.000 € 5 anni

Come potete notare, la differenza tra prima e seconda casa è marcata soprattutto per il Bonus Ristrutturazione e l’Ecobonus. Il Sismabonus e il Bonus Barriere Architettoniche mantengono invece condizioni più uniformi, a dimostrazione di come il legislatore consideri la sicurezza strutturale e l’accessibilità come priorità trasversali.

Chi sta pianificando lavori importanti, magari una ristrutturazione completa a Milano o in un’altra grande città, dovrebbe valutare attentamente la possibilità di combinare più bonus sullo stesso immobile. È perfettamente legale applicare il Bonus Ristrutturazione per i lavori edili, l’Ecobonus per la caldaia e il Bonus Mobili per gli arredi, purché le spese siano distinte e correttamente documentate.

Documentazione ordinata per la ristrutturazione: fatture, bonifici parlanti e pratiche edilizie da conservare per 15 anni
Documentazione ordinata per la ristrutturazione: fatture, bonifici parlanti e pratiche edilizie da conservare per 15 anni

Come accedere agli incentivi: documenti e procedure

Nella mia carriera ho visto troppi proprietari perdere il diritto alla detrazione per errori banali nella documentazione. È un peccato, perché le procedure non sono complicate: richiedono solo attenzione e ordine.

Ecco i passi fondamentali per accedere correttamente agli incentivi per la ristrutturazione della casa:

1. Prima di iniziare i lavori

  • Presentare la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) o la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune, a seconda della tipologia di intervento
  • Per i lavori in edilizia libera, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà
  • Verificare la regolarità catastale dell’immobile
  • Comunicare all’ASL competente l’inizio dei lavori (quando richiesto dalla normativa sulla sicurezza)

2. Durante i lavori

  • Effettuare tutti i pagamenti esclusivamente tramite bonifico parlante, indicando: causale del versamento con riferimento alla norma (art. 16-bis DPR 917/1986), codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA o codice fiscale dell’impresa
  • Conservare tutte le fatture e le ricevute dei bonifici
  • Per l’Ecobonus, far redigere l’APE pre-intervento da un tecnico abilitato

3. Dopo i lavori

  • Inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori (obbligatoria per Ecobonus e per alcuni interventi del Bonus Ristrutturazione che comportano risparmio energetico)
  • Per il Sismabonus, ottenere l’asseverazione della classe di rischio post-intervento
  • Conservare tutta la documentazione per almeno 15 anni (10 anni di detrazione più 5 anni per eventuali accertamenti fiscali)

Come indicato nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate di febbraio 2026, il bonifico parlante è un requisito imprescindibile. Anche un singolo pagamento effettuato con modalità diverse (contanti, assegno, carta di credito per lavori edili) può compromettere la detrazione su quella specifica spesa.

Per chi affronta una ristrutturazione per la prima volta, consiglio di leggere anche la guida sulla ristrutturazione della prima casa dove troverete un approfondimento sui costi e le tempistiche tipiche.

Errori da evitare per non perdere le detrazioni

Dopo vent’anni nel settore, ho compilato una lista degli errori più comuni che vedo fare ai proprietari di casa. Alcuni sono banali, altri meno evidenti, ma tutti possono costare caro.

Errore 1: pagare senza bonifico parlante. Lo ripeto perché è l’errore più frequente in assoluto. Il bonifico deve essere specifico per detrazioni fiscali. La maggior parte delle banche offre un modulo dedicato nell’home banking. Non usate il bonifico ordinario: manca la ritenuta d’acconto dell’8% che la banca trattiene automaticamente.

Errore 2: non verificare la capienza fiscale. La detrazione riduce l’IRPEF dovuta. Se la vostra imposta annua è inferiore alla quota di detrazione annuale, perdete la differenza: non viene rimborsata né si può riportare all’anno successivo. Prima di impegnarvi in lavori importanti, fate un calcolo con il vostro commercialista.

Errore 3: dimenticare la comunicazione ENEA. Per gli interventi che comportano risparmio energetico, la comunicazione all’ENEA è obbligatoria. I 90 giorni decorrono dalla data di fine lavori (collaudo), non dalla data dell’ultimo pagamento. Segnatevi la scadenza.

Errore 4: confondere manutenzione ordinaria e straordinaria. Tinteggiare le pareti interne con tecniche di pittura decorative è manutenzione ordinaria e non dà diritto al bonus per singole unità abitative. Diverso è se la tinteggiatura è parte di un intervento più ampio di ristrutturazione.

Errore 5: iniziare i lavori prima della CILA. La pratica edilizia deve essere presentata prima dell’inizio dei lavori. Ho visto casi in cui i proprietari hanno dovuto presentare una CILA in sanatoria pagando sanzioni, con il rischio di perdere il diritto alla detrazione.

Errore 6: superare il tetto di spesa senza saperlo. Il massimale di 96.000 euro è per unità immobiliare e si riferisce a tutti gli interventi effettuati. Se avete già usufruito del bonus negli anni precedenti sullo stesso immobile, il plafond residuo potrebbe essere ridotto. Un’eccezione: se i lavori precedenti sono terminati e quelli nuovi costituiscono un intervento autonomo, il massimale si rinnova.

I miei consigli pratici da artigiano

Permettetemi di condividere alcuni suggerimenti che nascono dall’esperienza diretta sul campo. Sono le cose che dico ai miei clienti quando ci sediamo a pianificare un progetto di ristrutturazione.

Pianificate i lavori per massimizzare i bonus. Se dovete rifare il bagno e anche sostituire la caldaia, organizzate i lavori in modo da sfruttare sia il Bonus Ristrutturazione sia l’Ecobonus. Due bonus diversi, due massimali di spesa separati, un risparmio complessivo maggiore.

Scegliete imprese serie e strutturate. Un’impresa che conosce il meccanismo dei bonus vi aiuterà con la documentazione, emetterà fatture dettagliate con la corretta descrizione dei lavori e vi guiderà nella procedura. Chi vi propone di pagare in nero “per risparmiare” vi sta in realtà facendo perdere la detrazione del 50%: un affare pessimo.

Non trascurate l’efficienza energetica. Ogni euro investito in isolamento termico, infissi performanti o sistemi di riscaldamento efficienti si ripaga nel tempo attraverso il risparmio sulle bollette. Con l’Ecobonus, il ritorno sull’investimento diventa ancora più rapido.

Create un fascicolo dedicato alla ristrutturazione. Raccogliete in un unico posto: CILA o SCIA, fatture, ricevute dei bonifici, comunicazioni ENEA, APE, contratti con le imprese, relazioni tecniche. Questo fascicolo vi servirà per la dichiarazione dei redditi e in caso di controlli per i prossimi 15 anni. Vi servirà anche in caso di vendita dell’immobile, perché le quote residue di detrazione possono essere trasferite all’acquirente.

Valutate le tempistiche. Come ho spiegato anche nella mia guida sulla ristrutturazione casa 2025, anticipare i lavori quando le aliquote sono più favorevoli è sempre una buona strategia. Dal 2028 le detrazioni scenderanno ulteriormente: chi ha intenzione di ristrutturare farebbe bene a non rimandare troppo.

Infine, per chi sta ristrutturando e deve scegliere materiali e finiture, vi segnalo le mie guide sulle pitture a effetto speciale e sullo spatolato per pareti moderne: sono interventi che aggiungono valore estetico alla casa senza costi eccessivi.

Da ricordare

  • Verificate se il vostro immobile è prima casa o seconda casa, perché l’aliquota cambia dal 50% al 36%
  • Utilizzate sempre il bonifico parlante per tutti i pagamenti legati alla ristrutturazione
  • Inviate la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori per gli interventi di risparmio energetico
  • Combinate più bonus (Ristrutturazione, Ecobonus, Mobili) sullo stesso immobile per massimizzare il risparmio fiscale
  • Conservate tutta la documentazione per almeno 15 anni e create un fascicolo dedicato

Domande frequenti


Quali lavori rientrano nel Bonus Ristrutturazione al 50% nel 2026?

Il Bonus Ristrutturazione al 50% copre interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia sulla prima casa. Rientrano ad esempio il rifacimento di bagni e cucine, la sostituzione di impianti elettrici e idraulici, il consolidamento strutturale, la sostituzione di infissi, la realizzazione di pareti divisorie interne e l’impermeabilizzazione di tetti e terrazzi. La manutenzione ordinaria è detraibile solo per le parti comuni condominiali.


Posso cumulare più bonus sulla stessa ristrutturazione?

Sì, è possibile cumulare diversi bonus sullo stesso immobile, purché le spese siano riferite a interventi distinti e non si detragga la stessa spesa due volte. Ad esempio, potete utilizzare il Bonus Ristrutturazione per i lavori edili, l’Ecobonus per la sostituzione della caldaia e il Bonus Mobili per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici. Ogni bonus ha il proprio massimale di spesa indipendente.


Cosa succede se non effettuo il pagamento con bonifico parlante?

Se il pagamento non viene effettuato tramite bonifico parlante (bonifico specifico per detrazioni fiscali con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa), si perde il diritto alla detrazione per quella spesa. Il bonifico parlante è un requisito obbligatorio stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Fanno eccezione gli acquisti di elettrodomestici per il Bonus Mobili, che possono essere pagati anche con carta di credito o di debito.


Quali incentivi posso ottenere per ristrutturare una casa vecchia?

Per ristrutturare una casa vecchia nel 2026 potete accedere a diversi incentivi: il Bonus Ristrutturazione al 50% (prima casa) o 36% (seconda casa) per i lavori edili, l’Ecobonus per interventi di efficientamento energetico come cappotto termico e sostituzione infissi, il Sismabonus con detrazioni fino all’85% per l’adeguamento antisismico e il Bonus Barriere Architettoniche al 75% per rendere l’immobile accessibile. Per le case molto vecchie, il Sismabonus è particolarmente consigliato.


Le detrazioni per ristrutturazione si possono trasferire in caso di vendita dell’immobile?

Sì, in caso di vendita dell’immobile oggetto di ristrutturazione, le quote residue di detrazione non ancora utilizzate si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo tra le parti. Nell’atto di compravendita è possibile specificare che il venditore mantiene il diritto alla detrazione. In caso di successione, le quote passano all’erede che mantiene la detenzione materiale e diretta dell’immobile.


Fino a quando sono validi gli incentivi per la ristrutturazione della casa nel 2026?

Gli incentivi per la ristrutturazione della casa con le aliquote del 2026 (50% prima casa, 36% seconda casa) sono validi per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026. Dal 2027 le aliquote resteranno invariate, mentre dal 2028 è prevista un’ulteriore riduzione con il Bonus Ristrutturazione che scenderà al 36% per la prima casa e al 30% per le seconde case. Per questo motivo è consigliabile non rimandare eccessivamente i lavori programmati.


MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.