In questo articolo
- Un buco nel cartongesso fino a 5 cm di diametro si ripara in meno di un’ora con stucco e rete adesiva
- Le crepe sottili (inferiori a 2 mm di larghezza) si risolvono con nastro armato e stuccatura in due mani
- Per fori superiori a 15 cm serve un rattoppo strutturale con un pezzo di cartongesso nuovo e listelli di supporto
- Il costo dei materiali per una riparazione fai da te parte da circa 10-15 euro contro i 50-120 euro di un intervento professionale
- Il tempo di asciugatura dello stucco varia da 2 a 24 ore a seconda del prodotto e dello spessore applicato
- Dopo la riparazione è fondamentale carteggiare con grana 120-150 prima di pitturare per ottenere una superficie liscia e uniforme
Indice
- Perché il cartongesso si danneggia: cause principali
- Attrezzi e materiali necessari per la riparazione
- Come riparare piccoli buchi nel cartongesso (fino a 5 cm)
- Come riparare buchi grandi nel cartongesso (oltre 10 cm)
- Come riparare le crepe nel cartongesso
- Stuccatura, carteggiatura e finitura perfetta
- Errori comuni da evitare nella riparazione del cartongesso
- Quando è meglio chiamare un professionista
Se avete mai spostato un mobile, appeso un quadro nel punto sbagliato o semplicemente vissuto in una casa con pareti in cartongesso, sapete bene quanto sia facile ritrovarsi con un buco o una crepa da riparare. Dopo vent’anni di lavori fai da te e ristrutturazioni a Bologna, posso dirvi che riparare il cartongesso danneggiato è una delle operazioni più semplici e gratificanti che possiate affrontare in casa. Non servono competenze da muratore: con i materiali giusti e un po’ di pazienza, il risultato sarà invisibile.
In questa guida vi accompagno passo dopo passo nella riparazione di buchi e crepe di ogni dimensione, condividendo i trucchi che ho imparato sul campo e gli errori che ho visto commettere più spesso. Che si tratti di un forellino lasciato da un tassello o di una crepa che attraversa mezza parete, troverete la soluzione adatta.
Perché il cartongesso si danneggia: cause principali
Prima di prendere in mano spatola e stucco, è utile capire perché il cartongesso si è danneggiato. Conoscere la causa vi aiuta a scegliere la riparazione corretta e, soprattutto, a evitare che il problema si ripresenti.
I danni al cartongesso si dividono sostanzialmente in due categorie: buchi e crepe. I buchi derivano quasi sempre da urti meccanici: lo spigolo di un mobile durante un trasloco, la maniglia di una porta che sbatte contro la parete, oppure fori di tasselli e viti quando si smontano mensole o supporti. Se vi è capitato di installare una mensola a muro e poi cambiare idea sulla posizione, sapete di cosa parlo.
Le crepe, invece, hanno origini diverse. Le più comuni sono legate all’assestamento strutturale dell’edificio, soprattutto nei primi anni dopo la costruzione. Anche le variazioni di temperatura e umidità provocano micro-movimenti che il cartongesso, essendo rigido, non assorbe. Le crepe si formano spesso in corrispondenza delle giunzioni tra i pannelli, dove il nastro di rinforzo può cedere nel tempo. In alcuni casi, crepe ricorrenti possono indicare un problema strutturale più serio: ne parleremo nella sezione dedicata.
Un’altra causa frequente, che vedo spesso nelle case bolognesi più datate, è l’umidità. L’acqua è il peggior nemico del cartongesso: lo gonfia, lo indebolisce e lo fa sbriciolare. Se notate macchie scure o cartongesso morbido al tatto, dovete prima risolvere il problema di umidità e poi procedere con la riparazione. Chi sta valutando un isolamento termico delle pareti interne può cogliere l’occasione per affrontare entrambi i problemi.

Attrezzi e materiali necessari per la riparazione
Uno dei vantaggi della riparazione del cartongesso è che non servono attrezzi costosi. La maggior parte di ciò che vi occorre probabilmente lo avete già in casa, o lo trovate in qualsiasi ferramenta per pochi euro. Se state costruendo il vostro kit base, date un’occhiata alla mia guida sugli attrezzi indispensabili per il fai da te.
Ecco cosa vi serve:
- Stucco per cartongesso: ne esistono di pronti all’uso (in barattolo) e in polvere da miscelare. Per piccole riparazioni consiglio quello pronto, più pratico e con tempi di lavorazione più lunghi.
- Nastro armato in fibra di vetro (tipo serpentina): autoadesivo, si applica sulle crepe e sui giunti prima della stuccatura. Fondamentale per evitare che la crepa si riformi.
- Rete adesiva per cartongesso: in quadrati o rotoli, serve per rinforzare la riparazione dei buchi piccoli e medi.
- Spatole: una stretta (5-8 cm) per applicare lo stucco nei punti precisi e una larga (15-20 cm) per livellare.
- Carta vetrata: grana 120 per la sgrossatura e grana 150-180 per la finitura.
- Blocchetto abrasivo o spugnetta abrasiva: per carteggiare in modo uniforme.
- Taglierino (cutter) e seghetto per cartongesso: per i rattoppi strutturali.
- Matita, riga e livella: per segnare i tagli con precisione.
- Un pezzo di cartongesso di recupero: per i buchi grandi, basta un ritaglio dello stesso spessore della parete (solitamente 12,5 mm).
| Materiale | Uso principale | Costo indicativo | Dove trovarlo |
|---|---|---|---|
| Stucco pronto all’uso (1 kg) | Buchi piccoli e crepe | 5-8 € | Ferramenta, Leroy Merlin |
| Stucco in polvere (5 kg) | Riparazioni multiple o grandi | 8-12 € | Ferramenta, centri edili |
| Nastro armato in fibra (rotolo 45 m) | Rinforzo crepe e giunti | 4-7 € | Ferramenta, brico center |
| Rete adesiva per rattoppi | Buchi fino a 10 cm | 3-5 € | Ferramenta |
| Spatola larga 20 cm | Livellamento stucco | 4-8 € | Ferramenta |
| Carta vetrata grana 120-150 | Carteggiatura finale | 2-4 € (set) | Ferramenta |
| Pannello cartongesso 120×60 cm | Rattoppi strutturali | 5-9 € | Centri edili, Leroy Merlin |
Un consiglio pratico: comprate sempre un po’ di stucco in più rispetto a quello che pensate di usare. Vi servirà per la seconda mano e per eventuali ritocchi dopo la carteggiatura. Non ha senso trovarsi a metà lavoro senza materiale.
Come riparare piccoli buchi nel cartongesso (fino a 5 cm)
I buchi piccoli sono i più comuni e, per fortuna, i più semplici da riparare. Parlo di fori lasciati da viti, tasselli, chiodi o piccoli urti. Se il buco ha un diametro inferiore a 2-3 cm, non serve nemmeno la rete di rinforzo.
Fori di viti e chiodi (fino a 1 cm)
Questa è la riparazione più rapida in assoluto. Vi servono letteralmente cinque minuti:
- Pulite il foro: rimuovete eventuali residui di tassello, polvere o frammenti di cartongesso con un taglierino. Se c’è un tassello incastrato, estraetelo con una pinza o avvitateci dentro una vite e tirate.
- Inumidite leggermente il bordo del foro con un dito bagnato: lo stucco aderirà meglio.
- Applicate lo stucco con la spatola stretta, premendo bene per riempire il foro in profondità. Passate poi la spatola larga a filo della parete per livellare, rimuovendo l’eccesso.
- Lasciate asciugare secondo i tempi indicati sulla confezione (generalmente 1-2 ore per stucchi rapidi).
- Carteggiate delicatamente con grana 150 fino a ottenere una superficie perfettamente liscia al tatto.
Buchi da 2 a 5 cm
Per buchi di questa dimensione serve un rinforzo, altrimenti lo stucco da solo potrebbe cedere o fessurarsi. Ecco come procedo io:
- Rifilate i bordi del buco con il taglierino, eliminando le parti di cartone o gesso instabili. L’obiettivo è avere bordi puliti e solidi.
- Applicate la rete adesiva sul buco, facendola debordare di almeno 3 cm su ogni lato. Se il buco è irregolare, tagliate un pezzo di rete che lo copra abbondantemente.
- Stuccate con la prima mano: premete bene lo stucco attraverso la rete e livellate con la spatola larga. Non cercate la perfezione in questa fase; è meglio uno strato sottile e uniforme che un accumulo eccessivo.
- Lasciate asciugare completamente (minimo 2-4 ore, meglio tutta la notte).
- Applicate la seconda mano di stucco, allargando leggermente l’area coperta per sfumare i bordi nella superficie circostante.
- Dopo l’asciugatura, carteggiate con grana 120 e rifinite con grana 150.
Un trucco che uso spesso: se il buco è profondo e la rete non ha un appoggio sufficiente, inserisco prima un po’ di stucco nel foro, lascio rapprendere per 30 minuti e poi applico la rete. In questo modo la rete ha una base solida su cui lavorare.

Come riparare buchi grandi nel cartongesso (oltre 10 cm)
Quando il buco supera i 10-15 cm di diametro, la rete adesiva non basta più. Serve un vero e proprio rattoppo strutturale, cioè inserire un pezzo di cartongesso nuovo nella parete. Sembra complicato, ma vi assicuro che con il metodo giusto è alla portata di chiunque sappia usare un seghetto e una spatola.
Esistono due tecniche principali: il metodo California (o “farfalla”) e il metodo con listelli di supporto. Vi spiego entrambi.
Metodo con listelli di supporto (per buchi oltre 15 cm)
Questo è il metodo più affidabile per buchi grandi e lo consiglio nella maggior parte dei casi:
- Squadrate il buco: con matita e riga, disegnate un rettangolo attorno al buco, poi tagliate lungo le linee con il seghetto per cartongesso o il taglierino. L’obiettivo è ottenere un’apertura rettangolare con bordi netti.
- Preparate i listelli: tagliate due pezzi di listello in legno (vanno bene anche dei pezzi di profilo metallico per cartongesso) lunghi circa 10 cm più dell’apertura.
- Inserite i listelli nell’apertura e posizionateli dietro la parete, in orizzontale, uno in alto e uno in basso. Fissateli al cartongesso esistente con viti autofilettanti, avvitando dalla faccia esterna della parete. I listelli fungeranno da supporto per il rattoppo.
- Tagliate il rattoppo: misurate con precisione l’apertura e tagliate un pezzo di cartongesso nuovo leggermente più piccolo (lasciate circa 2-3 mm di gioco per lato).
- Fissate il rattoppo ai listelli con viti per cartongesso.
- Applicate il nastro armato in fibra di vetro lungo tutte le giunzioni tra il rattoppo e la parete esistente.
- Stuccate in due mani, lasciando asciugare tra una e l’altra. Allargate bene la stuccatura per sfumare i bordi.
- Carteggiate e rifinite.
Se avete esperienza con il montaggio delle pareti in cartongesso, troverete questo procedimento molto familiare. I principi sono gli stessi, solo su scala ridotta.
Metodo California (per buchi da 10 a 15 cm)
Questo metodo è più rapido perché non richiede listelli di supporto:
- Tagliate un pezzo di cartongesso più grande del buco di almeno 5 cm per lato.
- Sul retro del pezzo, incidete il gesso a 5 cm dal bordo su tutti i lati e spezzatelo, lasciando intatto solo il cartone frontale. Vi ritrovate con un rattoppo circondato da “alette” di cartone.
- Inserite il rattoppo nel buco (precedentemente squadrato), ripiegando le alette di cartone sulla parete circostante.
- Stuccate le alette e i giunti, carteggiate e rifinite.
Questo metodo funziona bene per buchi di dimensioni moderate, ma per quelli più grandi preferisco sempre i listelli perché offrono una resistenza meccanica superiore.
Come riparare le crepe nel cartongesso
Le crepe nel cartongesso sono spesso più insidiose dei buchi perché tendono a ripresentarsi se non vengono trattate correttamente. La regola fondamentale è semplice: mai stuccare una crepa senza nastro di rinforzo. Lo stucco da solo non ha la resistenza a trazione necessaria per impedire alla crepa di riaprirsi.
Crepe sottili (fino a 2 mm)
Sono le più frequenti e si presentano come linee sottili, spesso in corrispondenza dei giunti tra i pannelli o agli angoli di porte e finestre:
- Allargate leggermente la crepa con la punta del taglierino, creando una piccola scanalatura a V. Sembra controintuitivo, ma serve a dare allo stucco una presa migliore.
- Rimuovete la polvere con un pennello o un aspirapolvere.
- Applicate il nastro armato in fibra di vetro lungo tutta la crepa, centrandolo bene.
- Stuccate con la prima mano, premendo bene lo stucco attraverso la trama del nastro. Livellate con la spatola larga.
- Dopo l’asciugatura (almeno 4 ore), applicate la seconda mano allargando la fascia di stucco a circa 15-20 cm di larghezza per sfumare i bordi.
- Carteggiate con carta vetrata fine.
Crepe larghe o profonde (oltre 2 mm)
Quando la crepa è larga o si è formata per un assestamento significativo, il procedimento è simile ma richiede più attenzione:
- Allargate la crepa con il taglierino e rimuovete eventuale stucco vecchio o frammenti instabili.
- Se la crepa è molto profonda, riempitela prima con stucco, lasciate asciugare e poi procedete con il nastro.
- Per crepe particolarmente problematiche, utilizzate nastro di carta microforata invece della rete in fibra: offre una finitura più liscia ed è più facile da stuccare sugli angoli.
- Applicate tre mani di stucco anziché due, allargando progressivamente l’area stuccata (10 cm, 20 cm, 30 cm).
Un aspetto che molti trascurano: dopo aver riparato le crepe, è fondamentale pitturare l’intera parete e non solo la zona riparata. Anche con la stuccatura più accurata, un ritocco localizzato di pittura si nota sempre per la differenza di tonalità e texture.
Crepe agli angoli
Le crepe agli angoli interni (tra parete e parete o tra parete e soffitto) richiedono un approccio specifico. Qui il nastro in fibra di vetro non è l’ideale perché fatica a piegarsi a 90 gradi. Usate invece il nastro di carta con rinforzo metallico (nastro angolare), che mantiene la forma dell’angolo durante la stuccatura. Piegate il nastro a metà, premetelo nell’angolo e stuccate ciascun lato separatamente.

Stuccatura, carteggiatura e finitura perfetta
La differenza tra una riparazione visibile e una invisibile sta tutta nella finitura. Ho visto decine di riparazioni tecnicamente corrette rovinate da una carteggiatura frettolosa o da una stuccatura mal livellata. Ecco i miei consigli per un risultato professionale.
Regole per una stuccatura perfetta
- Meglio due mani sottili che una spessa: uno strato di stucco troppo spesso si ritira durante l’asciugatura e può fessurarsi. Due o tre mani sottili garantiscono un risultato molto migliore.
- Allargate sempre la zona stuccata: ogni mano successiva deve coprire un’area leggermente più ampia. Questo crea una transizione graduale e impercettibile tra la riparazione e la superficie originale.
- Pulite la spatola tra un’applicazione e l’altra: residui di stucco secco sulla spatola creano graffi e rigature.
- Non lavorate lo stucco troppo a lungo: una volta applicato e livellato, lasciatelo stare. Continuare a passare la spatola quando lo stucco inizia a tirare crea una superficie ruvida.
Carteggiatura: la fase cruciale
La carteggiatura è il momento che trasforma una riparazione grezza in una superficie perfetta. Ecco come procedere:
- Aspettate che lo stucco sia completamente asciutto: deve essere uniformemente bianco e asciutto al tatto. Non carteggiate mai stucco ancora umido.
- Iniziate con grana 120 per eliminare le imperfezioni più evidenti.
- Passate a grana 150-180 per la finitura.
- Controllate con luce radente: avvicinate una torcia o una lampada alla parete con un angolo molto basso. Qualsiasi avvallamento o rilievo diventerà immediatamente visibile.
- Se trovate imperfezioni, applicate un sottile velo di stucco, lasciate asciugare e carteggiate di nuovo.
Un consiglio importante: indossate sempre una mascherina antipolvere FFP2 durante la carteggiatura. La polvere di gesso è finissima e irritante per le vie respiratorie. Proteggete anche i mobili e il pavimento con teli di plastica, perché la polvere si deposita ovunque.
Se dovete poi stuccare le piastrelle del bagno, le tecniche di finitura sono diverse ma la pazienza richiesta è la stessa.
Preparazione alla pittura
Prima di pitturare, la zona riparata va trattata con un fondo fissativo (primer). Lo stucco fresco è molto più assorbente del cartongesso circostante: senza primer, la pittura assorbirà in modo disomogeneo e la riparazione si vedrà come una macchia opaca sulla parete. Una mano di fissativo acrilico diluito risolve il problema.
Errori comuni da evitare nella riparazione del cartongesso
In vent’anni di lavori ho visto (e talvolta commesso) praticamente tutti gli errori possibili. Ecco quelli che incontro più spesso e come evitarli:
1. Saltare il nastro di rinforzo sulle crepe. È l’errore numero uno. “Tanto è una crepa sottile, basta lo stucco”: nel giro di qualche settimana la crepa ricompare, identica a prima. Il nastro armato è imprescindibile.
2. Usare stucco per muro su cartongesso. Lo stucco per muratura ha una composizione diversa, è più rigido e si fessura facilmente sul cartongesso. Usate sempre prodotti specifici per cartongesso, formulati per essere leggermente flessibili.
3. Applicare strati di stucco troppo spessi. La fretta di chiudere il buco in un’unica passata è comprensibile, ma controproducente. Lo stucco spesso si ritira, si fessura e impiega giorni ad asciugare. Meglio procedere con mani successive da 1-2 mm.
4. Carteggiare troppo aggressivamente. Se carteggiate fino a scoprire il nastro di rinforzo, dovete ricominciare la stuccatura. Movimenti delicati e circolari con la pressione giusta vi risparmiano tempo e frustrazione.
5. Non verificare cosa c’è dietro la parete. Prima di tagliare il cartongesso per un rattoppo strutturale, controllate sempre che non passino cavi elettrici o tubature. Un cercafase e un rilevatore di cavi sono strumenti indispensabili. Se vi serve un trapano per lavori di precisione, scegliete un modello con regolazione della velocità.
6. Ignorare la causa del danno. Se la crepa è causata da infiltrazioni d’acqua o da un problema strutturale, stuccarla senza affrontare l’origine del problema è solo una soluzione temporanea. In caso di ristrutturazione del bagno, per esempio, verificate sempre lo stato degli impianti prima di chiudere le pareti.
7. Pitturare senza primer. Come spiegato sopra, il risultato sarà sempre deludente. Il fissativo costa pochi euro e fa una differenza enorme.
Quando è meglio chiamare un professionista
Il fai da te è fantastico, ma bisogna anche sapere quando fermarsi. Ci sono situazioni in cui la riparazione del cartongesso richiede un intervento professionale:
- Danni estesi su ampie superfici (oltre 50-60 cm): quando il pannello è compromesso in modo significativo, è più efficiente sostituire l’intera lastra piuttosto che rattoppare.
- Crepe che si ripresentano ripetutamente nella stessa posizione: possono indicare un cedimento strutturale. Fate valutare la situazione da un ingegnere o un geometra.
- Danni causati da acqua: se il cartongesso è rimasto bagnato a lungo, potrebbe essersi formata della muffa all’interno della parete. La rimozione della muffa richiede competenze e precauzioni specifiche.
- Cartongesso a soffitto: i lavori in quota sono più pericolosi e lavorare con le braccia alzate rende difficile ottenere una finitura uniforme. Per soffitti alti, considerate seriamente un professionista.
- Pareti con isolamento o barriera al vapore: se la parete contiene uno strato isolante, il rattoppo deve ripristinare anche la continuità dell’isolamento.
Se i danni rientrano nell’ambito di una ristrutturazione più ampia, ricordate che potreste beneficiare del bonus ristrutturazione 2026 per le detrazioni fiscali. In quel caso, però, i lavori devono essere eseguiti da imprese qualificate con regolare fattura.
Per un confronto dei costi medi tra fai da te e intervento professionale, ecco una tabella orientativa:
| Tipo di intervento | Costo fai da te | Costo professionista | Tempo stimato (fai da te) |
|---|---|---|---|
| Buco piccolo (fino a 5 cm) | 5-10 € | 40-60 € | 30 minuti + asciugatura |
| Buco medio (5-15 cm) | 10-15 € | 60-90 € | 1-2 ore + asciugatura |
| Buco grande (oltre 15 cm) | 15-25 € | 80-150 € | 2-3 ore + asciugatura |
| Crepa singola (fino a 1 m) | 8-12 € | 50-80 € | 45 minuti + asciugatura |
| Crepe multiple (parete intera) | 15-25 € | 100-200 € | 3-4 ore + asciugatura |
Come vedete, il risparmio con il fai da te è notevole, spesso superiore all’80%. E la soddisfazione di guardare una parete perfettamente liscia sapendo di averla riparata con le proprie mani non ha prezzo.
Da ricordare
- Usate sempre il nastro armato in fibra di vetro sulle crepe, anche su quelle sottili, per evitare che si riformino
- Applicate lo stucco in due o tre mani sottili (1-2 mm ciascuna) anziché in un’unica mano spessa
- Controllate la finitura con una luce radente prima di pitturare per individuare ogni imperfezione residua
- Stendete sempre un fondo fissativo (primer) sulla zona riparata prima della pittura finale
- Per buchi superiori a 15 cm, realizzate un rattoppo strutturale con listelli di supporto e un pezzo di cartongesso nuovo
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per riparare un buco nel cartongesso?
Dipende dalla dimensione del buco. Un foro piccolo (da vite o chiodo) richiede circa 30 minuti di lavoro effettivo più 2-4 ore di asciugatura dello stucco. Per un buco grande che necessita di un rattoppo strutturale, calcolate 2-3 ore di lavoro più almeno 24 ore di asciugatura complessiva tra le varie mani di stucco. In ogni caso, è un lavoro che si completa nell’arco di una giornata.
Posso riparare il cartongesso senza rete di rinforzo?
Per fori molto piccoli, inferiori a 1-2 cm di diametro (come quelli lasciati da viti o chiodi), lo stucco da solo è sufficiente. Per buchi più grandi o per qualsiasi tipo di crepa, la rete o il nastro armato in fibra di vetro sono indispensabili. Senza rinforzo, lo stucco si fessurerà e il danno si ripresenterà nel giro di poche settimane.
Quale stucco è migliore per il cartongesso: pronto all’uso o in polvere?
Entrambi funzionano bene, ma hanno usi diversi. Lo stucco pronto all’uso è più pratico per piccole riparazioni: si apre il barattolo e si lavora subito, con tempi di lavorazione più lunghi. Lo stucco in polvere è più economico per lavori estesi, si conserva più a lungo e permette di regolare la consistenza della miscela. Per chi è alle prime armi, consiglio il pronto all’uso perché è più facile da gestire.
Come faccio a evitare che le crepe nel cartongesso si riformino?
La chiave è il nastro armato in fibra di vetro: applicatelo sempre lungo l’intera lunghezza della crepa prima di stuccare. Il nastro distribuisce le tensioni e impedisce alla crepa di riaprirsi. Se la crepa si riforma nonostante il nastro, potrebbe esserci un problema strutturale sottostante (assestamento dell’edificio, vibrazioni, movimenti della struttura) che va valutato da un tecnico qualificato.
Posso pitturare direttamente sullo stucco fresco?
No, è sconsigliato. Lo stucco fresco è molto più poroso e assorbente rispetto alla superficie circostante. Pitturando direttamente, otterreste una macchia opaca visibile sulla parete. Applicate prima una mano di fondo fissativo acrilico (primer) sulla zona stuccata, lasciate asciugare e poi procedete con la pittura. Inoltre, per un risultato ottimale, pittutare l’intera parete e non solo la zona riparata.
La riparazione del cartongesso rientra nel bonus ristrutturazione?
Se la riparazione è parte di un intervento di manutenzione straordinaria più ampio (ad esempio il rifacimento di una parete, la ristrutturazione di una stanza), può rientrare nelle detrazioni fiscali previste dal bonus ristrutturazione 2026. Tuttavia, la semplice riparazione di un buco o di una crepa è considerata manutenzione ordinaria e, sulle singole unità abitative, non è detraibile. Per le parti comuni condominiali, anche la manutenzione ordinaria può beneficiare delle agevolazioni. Consultate sempre un commercialista per il vostro caso specifico, oppure fate riferimento al sito dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa faccio se dietro il cartongesso trovo della muffa durante la riparazione?
Se durante la riparazione scoprite della muffa, fermatevi immediatamente. La muffa dietro il cartongesso indica un problema di umidità che va risolto prima di qualsiasi intervento estetico. Ventilate bene l’ambiente, indossate guanti e mascherina FFP2 e valutate l’entità del problema. Per piccole macchie superficiali potete trattare con prodotti antimuffa specifici; per infestazioni estese è necessario rivolgersi a un professionista. Il cartongesso ammuffito va rimosso e sostituito, non semplicemente trattato in superficie.