Bonus ristrutturazione 2026: guida completa alle detrazioni

In questo articolo

  • Il bonus ristrutturazione 2026 prevede una detrazione del 36% fino a 48.000 euro per le abitazioni diverse dalla prima casa
  • Per la prima casa la detrazione resta al 50% con tetto di spesa a 96.000 euro grazie alla proroga della Legge di Bilancio
  • I pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante con causale, codice fiscale e partita IVA
  • La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi
  • È obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori per interventi di risparmio energetico
  • Possono accedere al bonus proprietari, inquilini, usufruttuari e familiari conviventi del possessore dell’immobile

Dopo più di vent’anni passati a ristrutturare casa mia e ad aiutare amici e conoscenti con i loro progetti, posso dire che il bonus ristrutturazione 2026 resta uno degli strumenti più importanti per chi vuole migliorare la propria abitazione risparmiando. Ogni anno le regole cambiano un po’, e orientarsi tra aliquote, massimali e adempimenti burocratici non è semplice. Ho scritto questa guida proprio per fare chiarezza su tutto quello che serve sapere per sfruttare le detrazioni fiscali nel 2026, evitando gli errori che ho visto commettere più spesso.

Cosa prevede il bonus ristrutturazione nel 2026

Il bonus ristrutturazione è una detrazione fiscale dall’IRPEF riconosciuta a chi esegue interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su immobili residenziali. Nel 2026 la disciplina è regolata dall’articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 che hanno effetto anche sull’anno successivo.

La novità principale riguarda la differenziazione tra prima casa e altri immobili. Per la prima casa (abitazione principale) si mantiene un’aliquota più favorevole, mentre per seconde case e altri immobili si torna progressivamente alle condizioni ordinarie. Questo è un punto che ho visto generare molta confusione, quindi ve lo spiego nel dettaglio nella prossima sezione.

Documenti e calcoli necessari per accedere alle detrazioni fiscali sulla ristrutturazione
Documenti e calcoli necessari per accedere alle detrazioni fiscali sulla ristrutturazione

Il meccanismo di base resta invariato: si sostengono le spese, si paga con bonifico parlante, si conserva tutta la documentazione e si porta la detrazione in dichiarazione dei redditi, suddivisa in 10 rate annuali. Un sistema che conosco bene perché l’ho utilizzato personalmente per la ristrutturazione del bagno e il rifacimento dell’impianto elettrico del mio appartamento a Bologna.

Se state pensando di avviare dei lavori, il mio consiglio è di pianificare con attenzione: le aliquote nel 2026 sono meno vantaggiose rispetto al passato per chi non interviene sulla prima casa, e dal 2028 si tornerà stabilmente al 36%. Agire adesso può fare la differenza sul risparmio finale.

Aliquote e massimali di spesa: prima casa e altri immobili

Ecco il quadro delle aliquote e dei massimali per il bonus ristrutturazione 2026, che differiscono in base alla tipologia di immobile:

Per l’abitazione principale (prima casa), la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 48.000 euro, ripartita in 10 quote annuali da 4.800 euro ciascuna.

Per gli altri immobili (seconde case, immobili non adibiti ad abitazione principale), la detrazione scende al 36% con un massimale di spesa di 48.000 euro. La detrazione massima è quindi di 17.280 euro, ovvero 1.728 euro all’anno per 10 anni.

Tipologia immobile Aliquota 2025 Aliquota 2026 Massimale spesa 2026 Detrazione massima 2026
Abitazione principale 50% 50% 96.000 € 48.000 €
Altri immobili 36% 36% 48.000 € 17.280 €
Parti comuni condominio (prima casa) 50% 50% 96.000 € per unità 48.000 €
Parti comuni condominio (altri) 36% 36% 48.000 € per unità 17.280 €

Un aspetto che voglio sottolineare, perché in tanti me lo chiedono: il massimale di 96.000 euro (o 48.000 euro) si riferisce alla singola unità immobiliare. Se possedete due appartamenti e ristrutturate entrambi, il tetto vale per ciascuno separatamente. Inoltre, il limite si rinnova se i lavori riguardano interventi autonomi e distinti rispetto a quelli già agevolati negli anni precedenti.

Quali lavori sono ammessi alla detrazione

Non tutti i lavori danno diritto al bonus ristrutturazione 2026. La normativa distingue tra diverse categorie di intervento, e capire in quale rientra il vostro progetto è fondamentale per non avere brutte sorprese.

Manutenzione straordinaria: rientrano gli interventi che modificano o sostituiscono parti anche strutturali dell’edificio senza alterare volumi e superfici. Esempi pratici che ho realizzato personalmente: sostituzione dell’impianto idraulico, rifacimento del bagno con spostamento delle tubazioni, installazione di un parete in cartongesso per dividere un ambiente, sostituzione degli infissi con modifica di materiale o tipologia.

Restauro e risanamento conservativo: interventi che mirano a conservare l’organismo edilizio, come il consolidamento delle strutture portanti, il ripristino dell’aspetto storico dell’edificio, l’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti.

Ristrutturazione edilizia: trasformazioni più consistenti, come la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria, la modifica della facciata, la realizzazione di un soppalco, la trasformazione di una soffitta in abitazione.

Ci sono poi lavori specifici che danno sempre diritto alla detrazione, indipendentemente dalla categoria catastale:

  • Eliminazione delle barriere architettoniche (rampe, ascensori, montascale)
  • Interventi per la prevenzione del rischio sismico
  • Opere per il risparmio energetico (isolamento termico, sostituzione caldaia)
  • Cablaggio degli edifici e riduzione dell’inquinamento acustico
  • Misure di sicurezza contro furti e intrusioni (inferriate, porte blindate, allarmi)
  • Bonifica dall’amianto
  • Interventi per prevenire infortuni domestici (installazione corrimano, rilevatori gas)
Rifacimento del bagno: uno degli interventi più comuni coperti dal bonus ristrutturazione
Rifacimento del bagno: uno degli interventi più comuni coperti dal bonus ristrutturazione

Attenzione: la manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione pavimenti senza modifiche, riparazione di intonaci) è agevolabile solo se riguarda le parti comuni condominiali. Sulla singola unità immobiliare, questi lavori non beneficiano della detrazione. Questo è un errore che vedo commettere spesso: prima di iniziare i lavori, verificate sempre che rientrino nelle categorie ammesse. Se avete dubbi, potete consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni edilizie.

Un consiglio dalla mia esperienza: se dovete pitturare le pareti di casa, da solo questo intervento non è detraibile. Ma se lo inserite nell’ambito di una ristrutturazione più ampia (ad esempio dopo il rifacimento dell’impianto elettrico), può rientrare tra le spese accessorie e complementari, purché documentato correttamente.

Chi può richiedere il bonus ristrutturazione

Possono accedere al bonus ristrutturazione 2026 tutti i contribuenti soggetti all’IRPEF, residenti e non residenti in Italia, che sostengono le spese per i lavori. Non è necessario essere proprietari dell’immobile. Ecco l’elenco completo dei soggetti ammessi:

  • Proprietari e nudi proprietari
  • Usufruttuari, titolari di un diritto d’uso, di abitazione o di superficie
  • Inquilini e comodatari (con il consenso del proprietario)
  • Soci di cooperative divise e indivise
  • Imprenditori individuali per immobili non strumentali
  • Familiari conviventi del possessore (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado)
  • Conviventi di fatto ai sensi della legge sulle unioni civili

Il punto sui familiari conviventi merita un approfondimento. Se mio figlio vive con me e sostiene le spese per ristrutturare il bagno della mia casa, può portare in detrazione quelle spese anche se l’immobile è intestato a me. La convivenza deve però essere già in atto al momento dell’inizio dei lavori.

Un altro caso frequente: l’acquirente di un immobile con compromesso registrato. Chi ha firmato un preliminare di compravendita registrato può accedere al bonus, a condizione che sia stato immesso nel possesso dell’immobile e che esegua i lavori a proprio carico. L’ho sperimentato io stesso quando ho acquistato il mio attuale appartamento e ho avviato i lavori prima del rogito.

Per i condomini, la detrazione spetta a ciascun condomino in base alla quota millesimale, a meno che il regolamento condominiale non preveda diversamente. L’amministratore rilascia una certificazione con l’importo spettante a ogni condomino.

Come pagare: il bonifico parlante e la documentazione

Questo è il passaggio dove non si possono commettere errori. Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, che è un bonifico bancario o postale specifico per le detrazioni fiscali. La maggior parte delle banche e degli uffici postali ha un modulo dedicato, ma controllate sempre che contenga i dati obbligatori:

  • Causale del versamento con riferimento alla norma (art. 16-bis del DPR 917/1986)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi porta in detrazione le spese)
  • Codice fiscale o partita IVA del beneficiario del pagamento (l’impresa o il professionista)

Se i lavori li eseguite voi stessi con il fai da te, la detrazione spetta solo per l’acquisto dei materiali, non per la manodopera (che non esiste, essendo lavoro vostro). Anche in questo caso, pagate con bonifico parlante. Ho visto persone perdere la detrazione perché hanno pagato i materiali con carta di credito o in contanti: non fatelo.

Oltre al bonifico, dovete conservare la seguente documentazione:

  • Fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute
  • Ricevute dei bonifici di pagamento
  • Titoli abilitativi (CILA, SCIA, permesso di costruire) o dichiarazione sostitutiva per lavori in edilizia libera
  • Comunicazione all’ASL se prevista dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri
  • Delibera assembleare (per lavori condominiali) e tabella millesimale
  • Dichiarazione di consenso del proprietario (per inquilini e comodatari)

Conservate tutto per almeno 15 anni dall’ultimo anno di detrazione. Può sembrare eccessivo, ma l’Agenzia delle Entrate può effettuare accertamenti e, senza la documentazione, perderete il diritto alle rate residue. Ho un archivio dedicato dove tengo tutte le fatture e i bonifici dei miei lavori: vi consiglio di fare lo stesso.

Se state acquistando gli attrezzi indispensabili per il fai da te nell’ambito di una ristrutturazione, ricordate che anche questi acquisti possono rientrare nella detrazione, purché direttamente collegati ai lavori agevolati e pagati con bonifico parlante.

Comunicazione ENEA e altri adempimenti obbligatori

Per gli interventi che comportano un risparmio energetico o l’utilizzo di fonti rinnovabili, è obbligatorio trasmettere una comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dalla data di fine lavori.

La comunicazione si trasmette online attraverso il portale dedicato dell’ENEA. Dovrete inserire i dati dell’immobile, la tipologia di intervento e le caratteristiche tecniche dei lavori eseguiti. Non è complicato, ma richiede alcune informazioni tecniche che il vostro installatore o tecnico dovrebbe fornirvi.

La comunicazione ENEA si trasmette online entro 90 giorni dalla fine dei lavori
La comunicazione ENEA si trasmette online entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Gli interventi per cui è richiesta la comunicazione ENEA includono:

  • Sostituzione di infissi e serramenti
  • Installazione o sostituzione di caldaie a condensazione o pompe di calore
  • Installazione di pannelli solari termici
  • Coibentazione di pareti e coperture
  • Installazione di elettrodomestici collegati alla ristrutturazione (classe energetica minima richiesta)
  • Sostituzione di scaldacqua

Attenzione alla scadenza dei 90 giorni: è tassativa. Se la mancate, rischiate di perdere il diritto alla detrazione. Segnate la data di fine lavori sul calendario e calcolate subito la scadenza.

Altri adempimenti da ricordare:

La comunicazione all’ASL è obbligatoria quando i lavori prevedono la presenza di più imprese in cantiere o quando si superano determinati limiti previsti dal D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza. Va inviata prima dell’inizio dei lavori con raccomandata A/R o PEC.

Per i lavori che richiedono un titolo abilitativo (CILA, SCIA, permesso di costruire), presentatelo al Comune prima di iniziare. Per i lavori in edilizia libera, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la data di inizio lavori e la categoria dell’intervento. Potete trovare informazioni dettagliate sulle procedure edilizie sul portale Normattiva.it.

Cessione del credito e sconto in fattura: cosa cambia nel 2026

Dopo le restrizioni introdotte dal Decreto Cessioni del 2023, la situazione per il 2026 è ormai consolidata. La cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più disponibili per il bonus ristrutturazione ordinario. Queste opzioni restano attive solo per alcune categorie residuali:

  • Interventi su immobili nelle zone sismiche 1, 2 e 3 legati al Sismabonus
  • Interventi di superamento delle barriere architettoniche al 75%
  • Lavori già avviati prima dell’entrata in vigore del blocco, con CILA presentata entro le date stabilite

Per la stragrande maggioranza dei contribuenti, nel 2026 l’unica modalità è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi. Lo dico con chiarezza perché ricevo ancora domande da chi spera di poter cedere il credito alla banca: salvo eccezioni molto specifiche, non è più possibile.

Questo significa che dovete avere capienza fiscale sufficiente. Se l’imposta lorda annua è inferiore alla rata di detrazione, la parte eccedente va perduta (non si può riportare all’anno successivo né chiedere il rimborso). Prima di impegnarvi in spese importanti, fate un calcolo realistico con il vostro commercialista. Se la vostra IRPEF annuale è di 3.000 euro e la rata di detrazione è di 4.800 euro, perderete 1.800 euro ogni anno.

Per piccoli lavori che potete gestire in autonomia, come riparare un rubinetto che gocciola o verniciare le persiane in legno, la detrazione sui materiali può comunque rappresentare un buon risparmio senza richiedere una grande capienza fiscale.

Confronto tra i bonus edilizi disponibili nel 2026

Il bonus ristrutturazione non è l’unico incentivo disponibile. Nel 2026 esistono diverse agevolazioni fiscali per chi interviene sugli immobili, e scegliere quella giusta può significare un risparmio considerevole. Ecco un confronto sintetico:

Bonus Aliquota 2026 Massimale Durata detrazione Cessione/Sconto
Ristrutturazione (prima casa) 50% 96.000 € 10 anni No
Ristrutturazione (altri immobili) 36% 48.000 € 10 anni No
Ecobonus (prima casa) 50% Variabile 10 anni No
Ecobonus (altri immobili) 36% Variabile 10 anni No
Sismabonus 50%-85% 96.000 € 5 anni Solo zone 1-2-3
Barriere architettoniche 75% 50.000 € 5 anni
Bonus mobili 50% 5.000 € 10 anni No
Bonus verde 36% 5.000 € 10 anni No

Un aspetto fondamentale: il bonus mobili è collegato al bonus ristrutturazione. Potete detrarre l’acquisto di mobili ed elettrodomestici solo se avete avviato un intervento di ristrutturazione sull’immobile. Il tetto di spesa per il 2026 è di 5.000 euro, con detrazione al 50%. Se state rifacendo la cucina, ad esempio, potete detrarre sia i lavori edili sia l’acquisto dei nuovi elettrodomestici.

Il bonus verde copre la sistemazione a verde di aree scoperte, giardini, terrazzi e la realizzazione di impianti di irrigazione automatica. L’aliquota è del 36% su un massimale di 5.000 euro per unità immobiliare.

Per chi deve scegliere tra più bonus, il mio consiglio è di valutare insieme al tecnico e al commercialista quale combinazione sia più vantaggiosa. Spesso è possibile suddividere i lavori tra diverse agevolazioni per massimizzare il risparmio complessivo. Consultate anche la sezione dedicata dell’Agenzia delle Entrate per le indicazioni aggiornate.

Errori comuni e consigli pratici per non perdere la detrazione

In vent’anni di lavori e ristrutturazioni ho visto (e talvolta commesso) diversi errori che possono costare caro. Ecco quelli più frequenti e come evitarli:

Pagamento senza bonifico parlante. È l’errore più grave e purtroppo il più diffuso. Ogni pagamento, anche piccolo, deve passare per bonifico parlante. Ho visto persone perdere migliaia di euro di detrazione per aver pagato un acconto in contanti o con bonifico ordinario. Non esistono eccezioni (tranne per oneri di urbanizzazione e diritti di segreteria, pagabili anche con altri mezzi).

Causale incompleta nel bonifico. Il bonifico deve riportare il riferimento normativo corretto. Molte banche hanno moduli precompilati, ma verificate sempre che siano aggiornati. Una causale errata può invalidare la detrazione.

Mancata comunicazione ENEA. Se i vostri lavori rientrano tra quelli che richiedono la comunicazione e non la inviate entro 90 giorni, perdete la detrazione. Segnatevi la scadenza il giorno stesso in cui il cantiere si chiude.

Lavori iniziati senza titolo abilitativo. Avviare i lavori prima di presentare la CILA o la SCIA non solo espone a sanzioni edilizie, ma può compromettere la detrazione. Se il lavoro è in edilizia libera, preparate almeno la dichiarazione sostitutiva.

Superamento del massimale senza saperlo. Tenete traccia delle spese progressive. Se avete già usufruito del bonus su quell’immobile negli anni precedenti per la stessa tipologia di lavori, il massimale potrebbe essere già parzialmente eroso.

Non verificare la capienza fiscale. Come ho spiegato, la detrazione non utilizzata in un anno è persa. Fate i conti prima, non dopo.

I miei consigli pratici per gestire al meglio la ristrutturazione:

  • Create un fascicolo dedicato (cartaceo o digitale) dove archiviare tutta la documentazione
  • Fate un computo metrico estimativo prima di iniziare, per avere chiaro il budget
  • Verificate che l’impresa sia in regola con il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)
  • Chiedete sempre fatture dettagliate con descrizione precisa dei lavori
  • Per i lavori fai da te, documentate con foto datate lo stato prima e dopo

Se state pensando di posare un parquet laminato nell’ambito di una ristrutturazione più ampia, ricordate che l’acquisto del materiale è detraibile solo se collegato a un intervento di manutenzione straordinaria documentato. La sola sostituzione del pavimento, di per sé, è manutenzione ordinaria e non dà diritto alla detrazione sulla singola unità immobiliare.

Da ricordare

  • Verificate se il vostro immobile è abitazione principale per accedere alla detrazione al 50% con massimale di 96.000 euro
  • Pagate sempre e solo con bonifico parlante compilando correttamente causale, codice fiscale e partita IVA
  • Inviate la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori per interventi di risparmio energetico
  • Controllate la vostra capienza fiscale con il commercialista prima di sostenere spese importanti
  • Conservate tutta la documentazione (fatture, bonifici, titoli abilitativi) per almeno 15 anni

Domande frequenti


Posso usufruire del bonus ristrutturazione 2026 se sono in affitto?

Sì, gli inquilini possono accedere alla detrazione a condizione che sostengano direttamente le spese e abbiano il consenso scritto del proprietario. Il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato e la convivenza nell’immobile deve essere in atto al momento dell’inizio dei lavori. Il bonifico parlante deve riportare il codice fiscale dell’inquilino come beneficiario della detrazione.


Come si calcola il limite di 96.000 euro se i lavori durano più anni?

Il massimale di 96.000 euro (o 48.000 euro per immobili diversi dalla prima casa) è riferito alla singola unità immobiliare e tiene conto delle spese sostenute negli anni precedenti per lo stesso intervento. Se avete già utilizzato parte del massimale, potrete detrarre solo la differenza. Il limite si rinnova completamente solo in caso di interventi autonomi e distinti rispetto ai precedenti, come confermato dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.


Quali lavori fai da te posso detrarre con il bonus ristrutturazione?

Per i lavori eseguiti in proprio, la detrazione spetta esclusivamente per l’acquisto dei materiali, non per la manodopera (che ovviamente non esiste quando fate voi il lavoro). Materiali come piastrelle, sanitari, tubazioni, cavi elettrici, cartongesso e vernici sono detraibili purché pagati con bonifico parlante e collegati a un intervento di manutenzione straordinaria o ristrutturazione documentato con il relativo titolo abilitativo.


È ancora possibile cedere il credito del bonus ristrutturazione nel 2026?

No, per il bonus ristrutturazione ordinario la cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più disponibili dal 2023. Le uniche eccezioni riguardano interventi nelle zone sismiche 1, 2 e 3 legati al Sismabonus e il bonus barriere architettoniche al 75%. Per la quasi totalità dei lavori di ristrutturazione, l’unica opzione è la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali.


Cosa succede se dimentico di inviare la comunicazione ENEA?

La mancata trasmissione della comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori può comportare la perdita del diritto alla detrazione per gli interventi che prevedono un risparmio energetico. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la circolare 19/E del 2020 che si tratta di un adempimento formale e che l’invio tardivo, pur essendo irregolare, non comporta automaticamente la decadenza dal beneficio, soprattutto se effettuato con la cosiddetta “remissione in bonis” entro la prima dichiarazione dei redditi utile, con il pagamento di una sanzione di 250 euro.


Il bonus ristrutturazione è cumulabile con l’Ecobonus?

I due bonus non sono cumulabili per lo stesso intervento. Non potete detrarre la stessa spesa sia come bonus ristrutturazione sia come Ecobonus. Tuttavia, se i lavori comprendono interventi diversi, potete ripartire le spese tra le due agevolazioni. Ad esempio, il rifacimento del bagno rientra nel bonus ristrutturazione, mentre la sostituzione della caldaia può rientrare nell’Ecobonus. L’importante è che ogni spesa venga imputata a un solo bonus.


MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.