Come costruire un tavolo in legno fai da te

In questo articolo

  • Per costruire un tavolo in legno fai da te servono circa 8-12 ore di lavoro distribuite su un paio di weekend
  • Il costo dei materiali parte da 80-150 euro per un tavolo da cucina di dimensioni standard (140×80 cm)
  • Le essenze migliori per un principiante sono abete, pino e faggio, facili da lavorare e reperibili in ogni centro bricolage
  • Il piano del tavolo richiede uno spessore minimo di 25-30 mm per garantire solidità e resistenza nel tempo
  • Una corretta finitura con olio danese o impregnante a base d’acqua protegge il legno e ne esalta le venature naturali
  • Per un tavolo stabile è fondamentale rispettare un rapporto tra altezza delle gambe e larghezza del piano di almeno 1:1,5

Perché costruire un tavolo in legno con le proprie mani

Costruire un tavolo in legno fai da te è una delle esperienze più gratificanti che un appassionato di bricolage possa vivere. Ve lo dico dopo aver realizzato almeno una ventina di tavoli nel corso degli anni, dal piccolo tavolino da caffè fino al tavolo da pranzo per dieci persone: la soddisfazione di sedersi ogni giorno davanti a un mobile che hai progettato e costruito tu non ha prezzo.

Il primo vantaggio è ovviamente economico. Un tavolo in legno massello acquistato in un negozio di arredamento costa mediamente tra i 500 e i 2.000 euro, a seconda dell’essenza e delle dimensioni. Costruendolo da soli, con legname di buona qualità, si spendono tra gli 80 e i 250 euro di materiali. Anche aggiungendo il costo degli attrezzi, se non li possedete già, il risparmio resta consistente.

Il secondo vantaggio è la personalizzazione totale. Nessun tavolo acquistato sarà mai perfetto per il vostro spazio come uno costruito su misura. Potete decidere la lunghezza esatta, la larghezza, l’altezza, il tipo di gamba, la finitura e persino integrare soluzioni intelligenti come passacavi nascosti o prolunghe estraibili.

Infine, c’è il valore della competenza acquisita. Le tecniche che imparerete costruendo un tavolo vi serviranno per decine di altri progetti futuri: dalla costruzione di una libreria su misura alla realizzazione di mensole, panche e arredi per il giardino. Il tavolo è, in un certo senso, la palestra perfetta per chi vuole padroneggiare la lavorazione del legno.

Quale legno scegliere per il tuo tavolo fai da te

La scelta del legno è il primo passo fondamentale e determina l’aspetto finale, la resistenza e la facilità di lavorazione del vostro tavolo. Nel corso degli anni ho lavorato con praticamente tutte le essenze disponibili sul mercato italiano e posso darvi indicazioni precise su ciascuna.

Confronto tra diverse essenze di legno: abete, faggio, rovere e noce, ciascuna con venature e colori caratteristici
Confronto tra diverse essenze di legno: abete, faggio, rovere e noce, ciascuna con venature e colori caratteristici

Le essenze resinose (conifere) come abete, pino e larice sono le più economiche e facili da lavorare. Sono perfette per chi è alle prime armi. L’abete si trova ovunque, si taglia facilmente e accetta bene sia la verniciatura sia l’oliatura. Il suo difetto principale è la morbidezza: si graffia con facilità. Il larice, invece, è più duro e resistente all’umidità, il che lo rende ideale se volete costruire un tavolo da giardino o da esterno.

Le essenze a foglia caduca (latifoglie) come faggio, rovere, frassino e noce offrono risultati superiori in termini di durezza, estetica e durabilità. Il faggio è il legno che consiglio di più per un primo tavolo “serio”: ha un prezzo accessibile (circa 15-25 euro al metro lineare per tavole da 30 mm), è compatto, si lavora bene e ha una venatura discreta ed elegante. Il rovere è il re dei tavoli rustici, con quelle venature marcate e quel colore caldo che migliora con il tempo, ma costa quasi il doppio del faggio. Il noce nazionale è semplicemente magnifico, però il suo prezzo elevato lo riserva a progetti più avanzati.

Secondo le classificazioni della scala di durezza Janka, utilizzata a livello internazionale per valutare la resistenza dei legni, il rovere ha un indice di circa 1.360 lbf mentre il pino si ferma a 690 lbf: una differenza significativa che si traduce in una resistenza ai graffi quasi doppia.

Essenza Prezzo indicativo (€/m lineare) Durezza Lavorabilità Uso consigliato
Abete 5-10 € Bassa Molto facile Tavoli da lavoro, primi progetti
Pino 6-12 € Bassa Facile Tavoli rustici, stile country
Larice 10-18 € Media Facile Tavoli da esterno, giardino
Faggio 15-25 € Alta Media Tavoli da cucina, sala da pranzo
Rovere 25-45 € Molto alta Media Tavoli di pregio, stile rustico
Noce 40-70 € Alta Media Tavoli di design, pezzi unici

Un consiglio pratico: qualunque essenza scegliate, assicuratevi che il legno abbia un tasso di umidità inferiore al 12%. Legno troppo umido si deformerà inevitabilmente nei mesi successivi alla costruzione. Se acquistate da una segheria, chiedete sempre il dato di umidità; se comprate nei centri bricolage, il legno è generalmente già essiccato a livelli adeguati.

Attrezzi e materiali necessari

Per costruire un tavolo in legno fai da te non serve un laboratorio professionale, ma alcuni attrezzi sono indispensabili. Vi elenco tutto ciò che vi occorre, distinguendo tra il minimo necessario e gli strumenti che rendono il lavoro più rapido e preciso.

Attrezzi essenziali:

  • Seghetto alternativo o sega circolare (per i tagli dritti è preferibile la circolare)
  • Trapano avvitatore a batteria: se non ne avete uno, vi consiglio di leggere la mia guida al miglior avvitatore a batteria
  • Levigatrice orbitale (o carta vetrata e tanta pazienza)
  • Metro a nastro, squadra da falegname e matita da carpentiere
  • Morsetti a barra (almeno 4, lunghi quanto la larghezza del piano)
  • Livella a bolla

Attrezzi consigliati (non indispensabili ma molto utili):

  • Pialla elettrica o pialletto manuale
  • Fresatrice verticale (per arrotondare i bordi e creare incastri)
  • Dima per fori tascabili (tipo Kreg Jig): è lo strumento che ha rivoluzionato il mio modo di costruire tavoli
  • Spessimetro o calibro digitale

Materiali per un tavolo 140×80 cm:

  • Tavole di legno per il piano: circa 3-4 tavole da 200×15×3 cm (o equivalente)
  • Listelli per la struttura sottopiano: 4 pezzi da 60×8×4 cm
  • Gambe: 4 listoni da 75×8×8 cm (o gambe tornite pronte)
  • Viti da legno: assortimento da 40 mm, 50 mm e 70 mm
  • Colla vinilica D3 per legno (per uso interno) o D4 (per esterno)
  • Biscotti o spinotti in legno da 8 mm (per giunzione del piano)
  • Carta vetrata: grane 80, 120 e 220
  • Finitura: olio, impregnante o vernice a scelta

Il costo complessivo dei materiali, per un tavolo in faggio di dimensioni standard, si aggira intorno ai 120-180 euro. Se optate per l’abete, potete scendere sotto gli 80 euro.

Progettazione e misure del tavolo

Prima di tagliare anche un solo pezzo di legno, dedicate almeno un’ora alla progettazione. Fate un disegno, anche semplice, con tutte le misure. Vi assicuro che questo passaggio vi farà risparmiare tempo, materiale e frustrazione.

Fase di progettazione: prendere le misure con precisione è il primo passo per un tavolo solido e ben proporzionato
Fase di progettazione: prendere le misure con precisione è il primo passo per un tavolo solido e ben proporzionato

Le dimensioni standard di un tavolo da pranzo per 4-6 persone sono: lunghezza 140-160 cm, larghezza 80-90 cm, altezza 75 cm (piano compreso). Come riferimento, le norme ergonomiche europee, tra cui la UNI EN 527 che stabilisce le dimensioni dei piani di lavoro, indicano che ogni commensale ha bisogno di circa 60 cm di larghezza e 40 cm di profondità per mangiare comodamente. Tenete conto di questo parametro quando decidete le misure.

Per l’altezza delle gambe, sottraete lo spessore del piano (3 cm) e della struttura sottopiano (4 cm) dall’altezza totale desiderata (75 cm): otterrete gambe da circa 68 cm. Vi consiglio di calcolare sempre l’altezza esatta prima dell’acquisto, perché tagliare le gambe dopo il montaggio è possibile ma poco pratico.

Un aspetto che molti trascurano è la posizione delle gambe rispetto al bordo del piano. Se le gambe sono troppo arretrate rispetto al bordo (oltre i 15 cm), il tavolo risulterà instabile quando qualcuno si appoggia al lato corto. Se sono troppo vicine al bordo, daranno fastidio alle ginocchia dei commensali. La posizione ideale è a circa 8-10 cm dal bordo del piano.

Disegnate anche la struttura sottopiano, chiamata “fascia” o “traversa”. Si tratta di un telaio rettangolare che collega le quattro gambe e sostiene il piano dall’alto. Questo telaio è fondamentale per la rigidità dell’insieme. Le traverse lunghe (parallele al lato lungo del tavolo) e quelle corte (parallele al lato corto) devono essere collegate alle gambe con giunzioni solide.

Se volete un tavolo smontabile, per esempio per trasportarlo facilmente, progettate fin da subito un sistema di fissaggio con bulloni a T e dadi ad alette, oppure utilizzate i connettori metallici a incasso. Se invece il tavolo resterà sempre nella stessa posizione, potete optare per incastri a tenone e mortasa rinforzati con colla, che sono più eleganti e solidi.

Costruire il piano del tavolo passo dopo passo

Il piano è il cuore del vostro tavolo e merita la massima attenzione. Ecco come lo realizzo io, con un metodo collaudato in decine di progetti.

Fase 1: selezione e preparazione delle tavole. Scegliete tavole dello stesso spessore (idealmente 30 mm) e verificate che siano dritte appoggiandole su una superficie piana. Piccole curvature si possono correggere con i morsetti durante l’incollaggio, ma se una tavola è troppo storta, scartatela. Disponete le tavole affiancate e ruotatele fino a trovare la combinazione estetica migliore: le venature devono armonizzarsi tra loro. Un trucco: alternate la direzione degli anelli di crescita (visibili sulla sezione di testa) per minimizzare le deformazioni future.

Fase 2: giunzione dei bordi. Per unire le tavole tra loro ci sono diversi metodi. Il più semplice è la giunzione a bordo vivo con colla: si piallano i bordi fino a renderli perfettamente combacianti, si applica la colla vinilica e si serrano i morsetti. Questo metodo funziona benissimo se i bordi sono davvero dritti. Per maggiore sicurezza, io uso quasi sempre i biscotti di legno (lamelli): con una fresatrice per biscotti si creano delle fessure sui bordi e si inseriscono piccoli elementi ovali di faggio compresso che, a contatto con la colla, si espandono e rinforzano il giunto.

Un’alternativa ancora più semplice sono i fori tascabili (pocket holes): con una dima apposita si praticano fori angolati dal basso e si avvitano viti speciali che tirano le tavole una contro l’altra. È il metodo più rapido e non richiede morsetti lunghi. L’unico svantaggio è che i fori restano visibili nella parte inferiore del piano, ma dato che nessuno li vedrà, per me è un compromesso più che accettabile.

Fase 3: incollaggio e serraggio. Applicate la colla vinilica su entrambi i bordi di ogni giunto, inserite i biscotti o gli spinotti se li usate, e serrate i morsetti. La pressione deve essere uniforme: posizionate un morsetto ogni 30-40 cm. Importante: verificate subito con la livella che il piano non si stia incurvando verso l’alto o verso il basso. Se necessario, posizionate un morsetto anche verticalmente per contrastare la curvatura. Il tempo di presa della colla vinilica è di circa 30 minuti, ma io lascio sempre i morsetti per almeno 12 ore per un incollaggio perfetto.

Fase 4: piallatura e levigatura. Dopo aver rimosso i morsetti, raschiate via la colla in eccesso con uno scalpello o una spatola. Se i giunti non sono perfettamente a filo, usate la pialla per livellare la superficie. Poi passate alla levigatura: partite dalla grana 80 per rimuovere i segni grossolani, proseguite con la grana 120 e finite con la grana 220. Levigate sempre nel senso della venatura, mai trasversalmente. Dopo ogni passaggio, pulite la polvere con un panno leggermente umido: vedrete emergere eventuali graffi che necessitano di un’ulteriore passata.

A questo punto avete il vostro piano del tavolo pronto. Se volete arrotondare i bordi, usate una fresatrice con punta a quarto di raggio; se preferite un aspetto più rustico, una semplice smussatura con carta vetrata è sufficiente. Per chi desidera un look particolarmente naturale, come quelli che si vedono spesso negli arredi di cucine rinnovate in stile contemporaneo, si possono lasciare i bordi leggermente irregolari, tipo “live edge”.

Realizzare e montare la struttura di sostegno

La struttura di sostegno è ciò che rende il vostro tavolo solido e stabile. Anche il piano più bello del mondo sarà inutile se oscilla a ogni movimento. Vi spiego come costruire una struttura robusta e duratura.

Montaggio della struttura di sostegno: giunzione delle gambe alle traverse con fori tascabili e colla vinilica
Montaggio della struttura di sostegno: giunzione delle gambe alle traverse con fori tascabili e colla vinilica

Le gambe. Potete acquistare gambe già tornite nei centri bricolage, oppure realizzarle voi stessi a sezione quadrata. Per un tavolo da pranzo, gambe da 8×8 cm in legno massello offrono un ottimo equilibrio tra estetica e robustezza. Per un tavolino da caffè bastano gambe da 5×5 cm. Se volete un aspetto industriale, potete anche usare gambe in ferro a forcina (hairpin legs), che si trovano facilmente online e si avvitano direttamente sotto il piano.

Le traverse (fascia). Le traverse sono i listelli orizzontali che collegano le gambe formando un rettangolo. Devono avere una sezione di almeno 8×4 cm per un tavolo da pranzo. La loro funzione è triplice: collegano le gambe tra loro, impediscono al tavolo di oscillare lateralmente e forniscono una superficie di appoggio per fissare il piano.

Il metodo tradizionale per collegare traverse e gambe è l’incastro a tenone e mortasa: si ricava una cavità rettangolare (mortasa) nella gamba e un rilievo corrispondente (tenone) sulla testata della traversa. È il sistema più solido e bello, ma richiede precisione e attrezzi adeguati. Se siete alle prime armi, potete ottenere risultati eccellenti anche con i fori tascabili: due viti tascabili per ogni giunzione, più una generosa dose di colla vinilica, creano un collegamento sorprendentemente robusto.

Un’altra opzione pratica sono le squadrette angolari in metallo rinforzate, che si avvitano all’interno dell’angolo tra gamba e traversa. Non sono eleganti, ma sono nascoste e funzionano benissimo. Molti tavoli commerciali, anche di fascia medio-alta, utilizzano questo sistema.

Montaggio della struttura. Assemblate prima i due lati corti (una traversa corta con due gambe), poi collegateli con le traverse lunghe. Verificate con la squadra che tutti gli angoli siano a 90 gradi prima che la colla asciughi. Un metodo infallibile: misurate le due diagonali del rettangolo formato dalle traverse. Se sono uguali, il telaio è in squadra. Se differiscono, premete delicatamente sull’angolo della diagonale più lunga fino a pareggiare.

Fissaggio del piano alla struttura. Questo è un passaggio cruciale che molti principianti sbagliano. Il legno si muove con le variazioni di umidità e temperatura: si dilata e si restringe nella direzione perpendicolare alle fibre. Se fissate il piano rigidamente alla struttura con viti dritte, il legno si spaccherà nel tempo. La soluzione è usare clips Z (o “figure-8 fasteners” in inglese): sono piccoli elementi metallici a forma di Z che si avvitano nella traversa da un lato e sotto il piano dall’altro, permettendo un leggero movimento. In alternativa, potete fresare delle asole ovali nelle traverse e fissare il piano con viti e rondelle passanti per queste asole: la vite resta ferma, ma l’asola permette al legno di muoversi.

Finitura e trattamento del legno

La finitura è il tocco finale che protegge il vostro tavolo e ne esalta la bellezza. Dopo aver costruito la struttura, se volete approfondire le tecniche di trattamento delle superfici in legno vi consiglio di leggere anche il mio articolo su come sverniciare il legno, utile se partite da legno di recupero.

Le opzioni principali sono tre: olio, cera e vernice. Ciascuna ha vantaggi e limiti specifici.

L’olio per legno (olio danese, olio di lino cotto, olio duro) è la mia scelta preferita per i tavoli. Penetra nelle fibre, le nutre e le protegge dall’interno, lasciando il legno con un aspetto naturale e piacevole al tatto. Non crea una pellicola superficiale, quindi i graffi leggeri non si notano e si possono riparare facilmente con una nuova passata d’olio localizzata. Il lato negativo: offre una protezione limitata contro i liquidi; una macchia di vino o caffè lasciata per ore potrebbe penetrare. Per un tavolo da cucina, applicate almeno 3-4 mani di olio duro, lasciando asciugare 24 ore tra una mano e l’altra.

La cera d’api è il trattamento più tradizionale. Dona al legno una finitura satinata molto elegante e un profumo piacevole. Tuttavia, è meno resistente dell’olio e va rinnovata ogni 3-6 mesi. La uso soprattutto su tavoli decorativi o mobili che non subiscono un uso intenso.

La vernice (poliuretanica all’acqua, acrilica o a solvente) crea una pellicola protettiva sulla superficie che rende il tavolo praticamente impermeabile e molto resistente a graffi e macchie. È la scelta più pratica per un tavolo da cucina usato quotidianamente. Il compromesso è estetico: la vernice può dare un aspetto più “plastico”, soprattutto le varianti lucide. Se scegliete questa strada, optate per una vernice opaca o satinata e applicate almeno 2-3 mani, carteggiando leggermente con grana 320 tra una mano e l’altra. I prodotti a base d’acqua, come raccomandato nelle linee guida sulle emissioni di composti organici volatili (COV) dalla sezione qualità dell’aria indoor del Ministero della Salute, sono da preferire per mobili che restano in ambienti chiusi.

Prima di applicare qualsiasi finitura, assicuratevi che la superficie sia perfettamente levigata e priva di polvere. Passate un panno antistatico o un panno leggermente inumidito e lasciate asciugare completamente. La prima mano di qualsiasi prodotto tende a sollevare le fibre del legno: dopo l’asciugatura, passate delicatamente con carta vetrata a grana 320 per eliminare la ruvidità, poi procedete con le mani successive.

Se il vostro tavolo sarà posizionato all’esterno, magari vicino alla tettoia in legno che avete costruito, scegliete un impregnante specifico per esterno con filtro UV e ripetete il trattamento almeno una volta all’anno.

Errori da evitare e consigli pratici

In oltre vent’anni di lavoro con il legno ho commesso e visto commettere una lunga serie di errori. Ve ne elenco i più comuni, così potrete evitarli.

1. Non acclimatare il legno. Questo è l’errore numero uno. Se comprate il legno e lo lavorate lo stesso giorno, rischiate deformazioni successive. Le tavole devono restare nell’ambiente dove verrà usato il tavolo per almeno una settimana, disposte in orizzontale con dei distanziatori tra l’una e l’altra per far circolare l’aria. In questo modo il legno si equilibra con l’umidità dell’ambiente.

2. Usare colla sbagliata o insufficiente. La colla vinilica D3 è perfetta per interni. Per esterni serve la D4 o una colla poliuretanica resistente all’acqua. Quando incollate, siate generosi: la colla in eccesso che fuoriesce dai giunti si pulisce facilmente, ma un giunto povero di colla sarà debole per sempre.

3. Serrare i morsetti in modo non uniforme. Se stringete un lato prima dell’altro, il piano si incurverà. La tecnica corretta è serrare tutti i morsetti solo parzialmente, poi aumentare la pressione gradualmente e uniformemente, alternando da un morsetto all’altro.

4. Trascurare la levigatura. La tentazione di saltare un passaggio di carteggiatura è forte, soprattutto quando siete stanchi. Resistete. La differenza tra un tavolo levigato a grana 120 e uno finito a grana 220 è enorme: non tanto al tatto, ma nella resa della finitura, che su una superficie liscia risulta uniforme e professionale.

5. Non considerare il movimento del legno. Come dicevo, il legno si muove. Un piano da 80 cm in faggio può variare di 3-4 mm in larghezza tra estate e inverno. Se non prevedete questo movimento nel fissaggio del piano alla struttura, prima o poi vedrete comparire una crepa. Le clips Z o le asole ovali sono la soluzione.

6. Sottodimensionare la struttura. Un tavolo da pranzo deve reggere il peso dei piatti, delle braccia appoggiate e delle sollecitazioni quotidiane. Non lesinate sullo spessore delle traverse e sulla robustezza delle giunzioni. Meglio una struttura leggermente sovradimensionata che un tavolo che scricchiola.

Un ultimo consiglio che mi sta a cuore: quando costruite il vostro tavolo, non cercate la perfezione assoluta. Un tavolo fatto a mano ha il diritto di mostrare piccole imperfezioni, una venatura leggermente asimmetrica, un giunto non perfettamente invisibile. Sono questi dettagli che lo rendono unico e gli conferiscono un carattere che nessun mobile industriale potrà mai avere. Abbracciate queste imperfezioni: fanno parte del fascino del fai da te.

Se questo progetto vi ha appassionato e volete continuare a migliorare la vostra casa con il fai da te, date un’occhiata anche alla guida su come ristrutturare casa con poco budget oppure al progetto per costruire un barbecue in muratura. Ogni progetto completato aggiunge un pezzo alla vostra esperienza e vi avvicina a quella competenza artigianale che, una volta acquisita, non vi abbandonerà mai.

Da ricordare

  • Scegliete legno con umidità inferiore al 12% e lasciatelo acclimatare almeno una settimana nell’ambiente di destinazione
  • Per un primo tavolo, il faggio offre il miglior rapporto qualità-prezzo e facilità di lavorazione
  • Usate clips Z o asole ovali per fissare il piano alla struttura: il legno deve potersi muovere
  • Levigate in tre passaggi progressivi (grana 80, 120 e 220) sempre nel senso della venatura
  • Per la finitura, applicate almeno 3-4 mani di olio duro o 2-3 mani di vernice opaca, carteggiando leggermente tra una mano e l’altra

Domande frequenti


Come posso realizzare un tavolo di legno fai da te senza attrezzi professionali?

È possibile costruire un tavolo con attrezzi di base: un seghetto alternativo, un trapano avvitatore, carta vetrata e morsetti. Il metodo dei fori tascabili con dima è il più adatto ai principianti perché non richiede fresatrici o attrezzi costosi. Per i tagli dritti potete farvi tagliare le tavole a misura direttamente nel centro bricolage dove le acquistate.


Che legno usare per costruire un tavolo resistente?

Per un tavolo da interno resistente, il faggio e il rovere sono le scelte migliori. Il faggio costa meno (15-25 euro al metro lineare) ed è molto duro, il rovere è ancora più resistente ma costa quasi il doppio. Per tavoli da esterno, il larice è l’essenza più indicata tra quelle economiche, oppure potete orientarvi sul teak se il budget lo permette.


Quanto costa costruire un tavolo in legno fai da te?

Il costo dei materiali per un tavolo da pranzo 140×80 cm varia a seconda dell’essenza: circa 80-100 euro in abete, 120-180 euro in faggio, 200-350 euro in rovere. A questi vanno aggiunti circa 15-30 euro per colla, viti, carta vetrata e prodotti di finitura. Se non possedete gli attrezzi, considerate un investimento iniziale di 150-300 euro per l’attrezzatura di base, che vi servirà per tutti i progetti futuri.


Come evitare che il piano del tavolo si deformi nel tempo?

Tre precauzioni fondamentali: usate legno con umidità inferiore al 12% e acclimatato nell’ambiente finale per almeno una settimana; alternate la direzione degli anelli di crescita quando affiancate le tavole; fissate il piano alla struttura con sistemi che permettano il movimento naturale del legno, come le clips Z o le asole ovali. Evitate di posizionare il tavolo vicino a fonti di calore diretto o in ambienti con forte escursione termica.


Quale finitura è migliore per un tavolo da cucina?

Per un tavolo da cucina usato quotidianamente, la vernice poliuretanica all’acqua in finitura opaca o satinata offre la protezione più completa contro macchie, graffi e liquidi. Se preferite un aspetto più naturale, l’olio duro applicato in 3-4 mani è un’ottima alternativa, ma richiede una rinfrescata ogni 6-12 mesi. La cera d’api è sconsigliata per un tavolo da cucina perché offre poca protezione contro i liquidi.


Come posso creare una struttura in legno stabile per il tavolo?

La stabilità dipende dalla qualità delle giunzioni tra gambe e traverse. Il metodo più solido è l’incastro a tenone e mortasa con colla, ma per i principianti i fori tascabili (pocket holes) con colla vinilica offrono risultati eccellenti. Le gambe devono avere una sezione di almeno 8×8 cm e le traverse di almeno 8×4 cm. Verificate sempre che il telaio sia in squadra misurando le diagonali prima che la colla asciughi.


MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.