In questo articolo
- Un impianto elettrico domestico a norma deve rispettare la CEI 64-8 e prevedere almeno 3 livelli prestazionali
- Il costo medio dei materiali per un appartamento di 100 mq si aggira tra 1.500 e 3.000 euro
- La dichiarazione di conformità può essere rilasciata solo da un elettricista abilitato iscritto alla Camera di Commercio
- Il quadro elettrico deve ospitare un interruttore differenziale da 30 mA per la protezione delle persone
- Un impianto ben progettato prevede almeno 6 circuiti separati tra luci, prese e linee dedicate
- La messa a terra è obbligatoria per legge e protegge da scariche fino a 230 V
Indice
- Perché conoscere l’impianto elettrico di casa
- La normativa CEI 64-8: cosa dice la legge
- Componenti principali di un impianto elettrico domestico
- Schema e progetto: come pianificare l’impianto
- Materiali e attrezzi necessari
- Fasi di realizzazione passo dopo passo
- Costi dell’impianto elettrico: materiali e manodopera
- Sicurezza e messa a terra
- Errori comuni da evitare
- Certificazione e collaudo finale
Da oltre vent’anni metto le mani negli impianti di casa, e posso dirvi una cosa con certezza: capire come fare un impianto elettrico casa è una competenza che ogni appassionato di bricolage dovrebbe sviluppare. Non parlo necessariamente di realizzarlo da zero in completa autonomia, perché la legge italiana impone vincoli precisi, ma di comprendere ogni componente, saper progettare lo schema e affrontare con consapevolezza le fasi operative.
Quando ho ristrutturato il mio appartamento a Bologna, ho seguito personalmente tutto il percorso: dalla stesura dello schema alla scelta dei materiali, fino alla posa delle canaline. Per la dichiarazione di conformità ho poi coinvolto un professionista abilitato, come richiede il Decreto Ministeriale 37/2008. In questa guida vi accompagno in ogni passaggio, con i consigli pratici che solo l’esperienza sul campo può dare.
Perché conoscere l’impianto elettrico di casa
Molti pensano che l’elettricità sia un argomento riservato ai soli professionisti. In parte è vero: la certificazione finale spetta a un tecnico qualificato. Però conoscere il funzionamento dell’impianto vi permette di risparmiare sui costi, di dialogare alla pari con l’elettricista e di eseguire in autonomia piccoli interventi come la sostituzione di prese, interruttori o punti luce.
Nella mia esperienza, chi affronta una ristrutturazione dell’appartamento senza capire nulla di impianti finisce per pagare di più e ottenere un risultato meno personalizzato. Sapere come fare un impianto elettrico casa significa poter posizionare ogni presa esattamente dove serve, prevedere le linee per elettrodomestici futuri e garantirsi un impianto che duri almeno 30 anni senza problemi.
Un altro aspetto fondamentale: la sicurezza. Ogni anno in Italia si verificano circa 3.000 incidenti domestici legati a problemi elettrici. Un impianto vecchio o mal realizzato è una bomba a orologeria. Conoscere i principi base vi mette nella condizione di riconoscere i segnali di pericolo: scintille alle prese, interruttori che scattano frequentemente, cavi scoloriti o surriscaldati.

La normativa CEI 64-8: cosa dice la legge
Prima di toccare anche un solo cavo, dovete conoscere il quadro normativo. La norma CEI 64-8 è il riferimento principale per gli impianti elettrici nelle abitazioni civili. Stabilisce i requisiti minimi di sicurezza, le modalità di installazione e i livelli prestazionali.
La norma prevede tre livelli di impianto:
- Livello 1 (base): il minimo indispensabile per un impianto a norma, con un numero definito di punti presa e luce per ogni locale
- Livello 2 (standard): aggiunge punti presa, predisposizioni per la videocitofonia e un numero maggiore di circuiti
- Livello 3 (domotico): include sistemi di automazione, gestione dei carichi e controllo remoto
Per un appartamento di 75-100 mq, il livello 1 richiede almeno 2 circuiti per le luci e 2 per le prese, oltre alle linee dedicate per il forno, la lavatrice e lo scaldabagno. Il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) aggiorna periodicamente queste disposizioni, quindi verificate sempre la versione più recente prima di iniziare i lavori.
Il DM 37/2008 stabilisce inoltre che qualsiasi intervento sull’impianto elettrico, ad eccezione della manutenzione ordinaria (sostituzione di placche, lampade, prese a vista), deve essere eseguito o supervisionato da un’impresa abilitata. Questo non vi impedisce di fare il lavoro preparatorio: tracce nei muri, posa delle canaline, infilaggio dei cavi. Sono tutte operazioni che potete eseguire voi per ridurre i costi della manodopera, affidando poi il collegamento e il collaudo al professionista.
Componenti principali di un impianto elettrico domestico
Un impianto elettrico domestico è composto da diversi elementi che lavorano insieme. Vediamoli uno per uno.
Il quadro elettrico
È il cuore dell’impianto. Contiene l’interruttore generale, i magnetotermici per ogni circuito e gli interruttori differenziali (i cosiddetti “salvavita”). Per un appartamento standard consiglio un quadro da almeno 24 moduli, così avrete spazio per eventuali ampliamenti futuri. Non lesinate su questo componente: un buon quadro di marca come BTicino, ABB o Schneider Electric può durare decenni.
I cavi elettrici
La scelta dei cavi è cruciale. Per un impianto domestico servono cavi del tipo N07V-K (o equivalente) con le seguenti sezioni minime:
- 1,5 mm² per i circuiti luci (protetti da magnetotermico da 10 A)
- 2,5 mm² per le prese generiche (protette da magnetotermico da 16 A)
- 4 mm² per le linee dedicate (forno, piano cottura, lavatrice)
- 6 mm² per la linea principale dal contatore al quadro
Un consiglio che do sempre: acquistate cavi con guaina di colore conforme alle norme. Blu per il neutro, giallo-verde per la terra, e per la fase usate marrone, nero o grigio. Vi semplificherà enormemente la vita in fase di collegamento e in qualsiasi intervento futuro.
Canaline e tubi corrugati
I cavi non vanno mai posati direttamente nel muro. Servono tubi corrugati (in gergo “corrugati”) di diametro adeguato: tipicamente 20 mm per i percorsi standard e 25 mm per le linee con più cavi. Io uso sempre corrugati autoestinguenti di colore diverso per distinguere i circuiti: grigio per i dati, nero per l’elettricità, blu per l’antenna TV.
Frutti, placche e scatole
Le scatole da incasso (503, 504, 506) ospitano i frutti: prese, interruttori, deviatori. Le placche esterne sono la parte estetica. Oggi esistono serie di design molto curate; io vi consiglio di scegliere fin dall’inizio una serie completa che includa tutti i componenti di cui avrete bisogno, così manterrete uniformità estetica in tutta la casa.
Schema e progetto: come pianificare l’impianto
Questa è la fase più importante, quella dove si commettono gli errori più costosi. Un buon progetto su carta vi risparmierà ore di lavoro e chilometri di cavo sprecato.
Prendete la planimetria dell’appartamento in scala e iniziate a segnare:
- La posizione del quadro elettrico (vicino all’ingresso, facilmente accessibile)
- I punti luce di ogni stanza (a soffitto, a parete, segnapasso)
- Le prese elettriche, rispettando i minimi della CEI 64-8
- Le prese TV, telefono e dati
- Le linee dedicate per gli elettrodomestici ad alto assorbimento
- La posizione dei comandi (interruttori, deviatori, invertitori)
Per quanto riguarda il numero minimo di prese per ogni locale, seguite questa tabella:
| Locale | Prese (Livello 1) | Prese (Livello 2) | Punti luce | Linee dedicate |
|---|---|---|---|---|
| Soggiorno (20 mq) | 5 | 8 | 2 | No |
| Camera da letto | 4 | 6 | 2 | No |
| Cucina | 4 | 6 | 2 | Sì (forno, piano cottura) |
| Bagno | 2 | 3 | 2 | Sì (lavatrice, scaldabagno) |
| Ingresso/corridoio | 1 | 2 | 1 | No |
| Ripostiglio | 1 | 1 | 1 | No |
Un trucco che ho imparato negli anni: disegnate lo schema pensando a come arredate la stanza. Dove metterete il divano? La scrivania? Il letto? Le prese devono trovarsi dove servono realmente, non dove è più comodo tirar i cavi. Se state pensando anche all’impianto idraulico, vi consiglio di leggere la mia guida sullo schema dell’impianto idraulico per coordinare i due interventi.

Materiali e attrezzi necessari
Ecco l’elenco completo di ciò che vi serve per affrontare la realizzazione dell’impianto. Parto dagli attrezzi:
- Trapano a percussione con punte per muratura (6, 8, 10 mm)
- Scanalatore (o flessibile con disco diamantato per le tracce)
- Pinza spelafili e pinza a crimpare
- Cacciaviti isolati (serie VDE da 1.000 V)
- Cercafase e multimetro digitale
- Metro laser o a nastro da almeno 5 m
- Livella a bolla o laser
- Sonda tiracavi in nylon
Per i materiali, la lista dipende dalle dimensioni dell’appartamento. Per un bilocale di 60 mq calcolate indicativamente:
- 150-200 m di tubo corrugato diametro 20 mm
- 300-400 m di cavo N07V-K nelle varie sezioni
- 15-20 scatole da incasso (tipo 503)
- 1 quadro elettrico da 24 moduli
- Interruttore generale, 4-6 magnetotermici, 2 differenziali
- Frutti (prese, interruttori, deviatori) secondo lo schema
- Morsetti, fascette, guaina termorestringente
- Malta rapida per la chiusura delle tracce
Non risparmiate sugli attrezzi isolati: lavorare sull’elettricità con utensili non certificati è un rischio inaccettabile. Se non volete acquistare tutto, valutate il noleggio delle attrezzature per gli strumenti più costosi come lo scanalatore. Per la ferramenta e gli utensili di uso quotidiano, invece, conviene acquistarli perché li userete in mille altre occasioni.
Fasi di realizzazione passo dopo passo
Entriamo nel vivo: ecco come procedere concretamente per realizzare l’impianto elettrico.
Fase 1: Tracciatura
Con il progetto in mano, tracciate sui muri i percorsi dei cavi usando una matita e un righello. Regola fondamentale: le tracce devono essere sempre verticali o orizzontali, mai diagonali. Le tracce verticali partono dal pavimento o dal soffitto e raggiungono la scatola di derivazione o il punto di utilizzo. Le tracce orizzontali corrono a 30 cm dal pavimento (per le prese) o a 15-20 cm dal soffitto (per i punti luce e i comandi).
Fase 2: Realizzazione delle tracce
Con lo scanalatore o il flessibile, incidete i muri seguendo le linee tracciate. La profondità della traccia deve essere sufficiente a ospitare il corrugato con almeno 1 cm di copertura di intonaco. Dopo aver inciso, rimuovete il materiale con martello e scalpello. Indossate sempre occhiali protettivi e mascherina antipolvere durante questa operazione.
Fase 3: Posa delle scatole e dei corrugati
Fissate le scatole da incasso nelle posizioni stabilite con malta rapida. Collegate i tubi corrugati tra le scatole, assicurandovi che le giunzioni siano ben inserite. In ogni corrugato lasciate passare un filo pilota (sonda tiracavi) che vi servirà per infilare i cavi successivamente.
Fase 4: Chiusura delle tracce
Prima di chiudere, fotografate ogni traccia. Queste foto saranno preziose in futuro per sapere dove passano i cavi ed evitare di bucarli con un chiodo. Chiudete con malta e livellate con la cazzuola. Se dovete gestire anche problemi di umidità sui muri, è il momento giusto per trattare le pareti prima della chiusura.
Fase 5: Infilaggio dei cavi
Usando la sonda tiracavi, infilate i conduttori nei corrugati. Rispettate il codice colori e lasciate sempre almeno 20 cm di cavo in eccesso in ogni scatola per i collegamenti futuri. Un consiglio pratico: lubrificate i cavi con talco o apposito lubrificante per cavi se il percorso è lungo o presenta molte curve.
Fase 6: Collegamento del quadro elettrico
Questa è la fase più delicata. Collegate ogni circuito al proprio magnetotermico, rispettando le sezioni e le portate. Il collegamento al differenziale e all’interruttore generale richiede attenzione estrema. Se non avete esperienza specifica, questo è il punto in cui consiglio fortemente di coinvolgere l’elettricista. Un errore nel quadro può avere conseguenze gravi.
Fase 7: Montaggio frutti e placche
Collegate prese, interruttori e deviatori seguendo gli schemi. Verificate ogni collegamento con il multimetro prima di dare tensione. Montate infine le placche estetiche.

Costi dell’impianto elettrico: materiali e manodopera
Una delle domande che mi fanno più spesso riguarda i costi. Vi fornisco una stima aggiornata basata sui prezzi che ho riscontrato nei miei ultimi lavori qui a Bologna, ma che sono abbastanza rappresentativi della media nazionale.
| Voce di spesa | Costo solo materiali | Costo con manodopera | Note |
|---|---|---|---|
| Quadro elettrico completo (24 moduli) | 200-400 € | 400-700 € | Marca e numero di circuiti incidono molto |
| Cavi (appartamento 100 mq) | 300-600 € | incluso | Sezioni miste da 1,5 a 6 mm² |
| Corrugati e scatole | 150-250 € | incluso | Corrugato autoestinguente |
| Frutti e placche (serie media) | 400-800 € | incluso | Serie di design: budget più alto |
| Tracce e opere murarie | 50-100 € (malta) | 800-1.500 € | Voce più pesante della manodopera |
| Certificazione e collaudo | – | 200-400 € | Obbligatoria per legge |
| Totale appartamento 100 mq | 1.500-3.000 € | 3.500-6.500 € | Livello 1-2 della CEI 64-8 |
Come vedete, facendo in autonomia le opere murarie e la posa dei corrugati potete risparmiare dal 40 al 50% sul costo totale. È proprio questa la strategia che consiglio a chi ha dimestichezza con il fai da te: eseguire tutto il lavoro preparatorio e lasciare al professionista solo i collegamenti elettrici e la certificazione.
Per chi affronta una ristrutturazione completa, la parte elettrica si integra con altri interventi come la sostituzione dei serramenti e infissi o il rifacimento dell’impianto idraulico. Pianificare tutto insieme permette di ottimizzare tempi e costi, evitando di dover rompere muri già rifatti.
Sicurezza e messa a terra
La sicurezza non è un optional: è la ragione stessa per cui esistono le normative. Vediamo i punti chiave.
L’impianto di messa a terra
La messa a terra è il sistema che protegge le persone dalle scosse elettriche. Funziona così: se un apparecchio ha un guasto di isolamento e la sua carcassa metallica va in tensione, la corrente viene convogliata verso terra attraverso il conduttore di protezione (il filo giallo-verde) anziché attraverso il corpo di chi tocca l’apparecchio.
Senza messa a terra, toccare un elettrodomestico difettoso significa ricevere una scarica di 230 V, potenzialmente letale. Con la messa a terra e un differenziale funzionante, l’interruttore scatta in meno di 30 millisecondi, prima che la corrente possa causare danni.
In un condominio, l’impianto di terra è solitamente condominiale e fa capo a un dispersore interrato nel terreno. In una casa indipendente, dovrete verificarne la presenza e l’efficienza con un apposito strumento di misura. Per approfondire gli aspetti legati alla certificazione degli impianti, leggete la guida sulla certificazione degli impianti: molti principi sono analoghi.
Cosa succede se si inverte fase e neutro
È un errore più comune di quanto si pensi. Invertire fase e neutro non impedisce il funzionamento degli apparecchi, ma crea una situazione pericolosa: l’interruttore a muro non stacca più la fase, quindi anche a interruttore spento il circuito rimane sotto tensione. Questo è particolarmente rischioso quando si interviene per sostituire una lampadina credendo che il circuito sia disattivato. Usate sempre il cercafase prima di toccare qualsiasi componente.
Protezione dai sovraccarichi
I magnetotermici proteggono da cortocircuiti e sovraccarichi. Ogni circuito deve avere il proprio magnetotermico dimensionato correttamente: 10 A per le luci, 16 A per le prese, fino a 20-32 A per le linee dedicate. Non installate mai magnetotermici di portata superiore alla capacità del cavo: un magnetotermico da 20 A su un cavo da 1,5 mm² è una ricetta per un incendio.
Errori comuni da evitare
In vent’anni di pratica ho visto di tutto. Ecco gli errori che riscontro più spesso:
- Sottodimensionare il quadro elettrico: scegliete sempre un quadro con almeno il 30% di spazio libero per futuri ampliamenti
- Usare corrugati troppo piccoli: il riempimento massimo del corrugato non deve superare il 50% della sezione interna. Se forzate troppi cavi, il calore non si dissipa e i cavi si deteriorano
- Dimenticare le linee dedicate: forno, piano a induzione, lavatrice, asciugatrice, climatizzatore devono avere ciascuno la propria linea protetta
- Non prevedere il passaggio dei cavi dati: oggi ogni casa ha bisogno di una rete dati cablata. Prevedete corrugati separati per il cablaggio Ethernet CAT 6
- Fare tracce diagonali: oltre a essere vietate dalla norma, rendono impossibile capire dove passano i cavi quando dovrete appendere un quadro o montare una mensola
- Collegare troppi punti a un singolo circuito: suddividete l’impianto in almeno 6 circuiti per un appartamento medio
- Trascurare il bagno: il bagno ha zone di rispetto specifiche (zona 0, 1, 2 e 3) dove certi componenti elettrici sono vietati o ammessi solo con specifici gradi di protezione IP
Un altro errore che vedo spesso riguarda i progetti fai da te improvvisati: partire senza un disegno preciso porta inevitabilmente a dimenticare prese, comandi o linee che poi richiederanno interventi murari supplementari. Dedicate almeno una giornata intera alla progettazione su carta.
Certificazione e collaudo finale
Completata l’installazione, l’impianto deve essere collaudato e certificato. Il collaudo comprende diverse verifiche:
- Continuità dei conduttori di protezione: si verifica che il filo di terra sia collegato correttamente in ogni punto
- Resistenza di isolamento: si misura con il megaohmmetro; deve essere superiore a 0,5 MΩ per ogni circuito
- Prova di funzionamento dei differenziali: si verifica che scattino entro i tempi previsti (30 ms a 5×IΔn)
- Misura dell’impedenza dell’anello di guasto: verifica l’efficacia della messa a terra
- Verifica della caduta di tensione: non deve superare il 4% dal contatore al punto più lontano
Al termine del collaudo, l’installatore abilitato rilascia la Dichiarazione di Conformità (DiCo) secondo il DM 37/2008. Questo documento è indispensabile: senza di esso l’impianto è formalmente non a norma, con conseguenze sulla vendibilità dell’immobile e sulla validità dell’assicurazione casa. Come chiarito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la responsabilità della conformità ricade sull’installatore che firma la dichiarazione.
Se state acquistando un immobile con un impianto esistente e non trovate la DiCo, un tecnico abilitato può rilasciare una Dichiarazione di Rispondenza (DiRi), che ha valore equivalente ma richiede un sopralluogo e verifiche strumentali.
Da ricordare
- Progettate l’impianto sulla planimetria in scala prima di toccare i muri, prevedendo la disposizione dei mobili
- Rispettate la norma CEI 64-8 per i minimi di prese e punti luce in ogni locale
- Usate sempre cavi di sezione adeguata: 1,5 mm² per le luci, 2,5 mm² per le prese, 4 mm² per le linee dedicate
- Fotografate tutte le tracce prima della chiusura per avere una mappa futura dei percorsi
- Affidate la certificazione finale a un elettricista abilitato iscritto alla Camera di Commercio
Domande frequenti
Quanto costa fare un impianto elettrico in una casa di 100 mq?
Per un appartamento di 100 mq, il costo dei soli materiali si aggira tra 1.500 e 3.000 euro, a seconda della qualità dei componenti e del livello prestazionale scelto (CEI 64-8). Con la manodopera completa, il costo totale sale a 3.500-6.500 euro. Eseguendo in autonomia le opere murarie e la posa dei corrugati, potete risparmiare circa il 40-50% rispetto all’affidamento completo a un’impresa.
Un impianto a norma deve rispettare la CEI 64-8 e il DM 37/2008. Deve prevedere un quadro elettrico con interruttore generale, magnetotermici e differenziali; circuiti separati per luci, prese e linee dedicate; cavi di sezione adeguata posati in tubi corrugati; impianto di messa a terra funzionante. Al termine, deve essere rilasciata la Dichiarazione di Conformità da un installatore abilitato.Come deve essere fatto un impianto elettrico a norma?
Senza messa a terra, in caso di guasto di isolamento di un apparecchio elettrico, la sua carcassa metallica può andare in tensione a 230 V. Toccandola si riceve una scarica potenzialmente letale. Inoltre, senza terra il differenziale potrebbe non intervenire correttamente. L’assenza di messa a terra rende l’impianto non conforme alla legge e può invalidare la polizza assicurativa dell’abitazione.Cosa succede se non c’è la messa a terra?
Invertire fase e neutro non impedisce il funzionamento degli apparecchi, ma crea un grave pericolo: l’interruttore a muro interrompe il neutro anziché la fase, quindi anche a interruttore spento il circuito rimane sotto tensione. Questo è particolarmente rischioso durante la sostituzione di lampadine o prese. Per evitare questo errore, usate sempre un cercafase per verificare la corretta polarità dopo ogni collegamento.Che succede se si inverte la fase con il neutro?
Potete eseguire autonomamente molte operazioni preparatorie: tracce nei muri, posa dei corrugati, infilaggio dei cavi, montaggio delle scatole da incasso. Tuttavia, il DM 37/2008 stabilisce che i collegamenti elettrici e il collaudo devono essere eseguiti o supervisionati da un’impresa abilitata, che rilascerà la Dichiarazione di Conformità. Senza questo documento, l’impianto è formalmente irregolare.Posso fare l’impianto elettrico da solo senza un elettricista?
Per un appartamento medio (75-100 mq), la norma CEI 64-8 al livello 1 richiede almeno 4 circuiti (2 luci e 2 prese), più le linee dedicate per elettrodomestici ad alto assorbimento. Nella pratica, consiglio almeno 6-8 circuiti: 2 per le luci, 2-3 per le prese e 2-3 linee dedicate (forno, lavatrice, climatizzatore). Più circuiti avete, più facile sarà localizzare eventuali guasti senza restare completamente al buio.Quanti circuiti deve avere un impianto elettrico domestico?
Potete trovare schemi tipo in formato PDF sul sito del CEI o nelle guide tecniche dei principali produttori di materiale elettrico (BTicino, Vimar, Gewiss). Io consiglio di partire dalla planimetria reale del vostro appartamento e disegnare lo schema su misura, seguendo le indicazioni della CEI 64-8 per il numero minimo di punti presa e luce. Un progetto personalizzato è sempre migliore di uno schema generico.Schema impianto elettrico casa: dove trovare un modello?