In questo articolo
- Una parete in cartongesso standard (3 x 2,7 m) si realizza in 6-8 ore di lavoro con un costo materiali tra 150 e 300 euro
- I montanti metallici vanno fissati ogni 60 cm di interasse per garantire stabilità strutturale e corretta giunzione dei pannelli
- Per un isolamento acustico efficace servono almeno 40 mm di lana minerale nell’intercapedine della struttura
- Le lastre standard hanno spessore di 12,5 mm e dimensioni 120 x 250 cm, ideali per altezze fino a 3 metri
- La stuccatura dei giunti richiede nastro microforato e almeno 2 mani di stucco per un risultato a regola d’arte
- Le viti autofilettanti vanno inserite ogni 25 cm lungo i montanti con una profondità di penetrazione di almeno 10 mm nel profilo
Indice
- Perché scegliere il cartongesso per le pareti divisorie
- Materiali e attrezzi necessari per montare la parete
- Preparazione dell’ambiente e tracciamento
- Montaggio della struttura metallica portante
- Posa dell’isolamento e passaggio degli impianti
- Fissaggio delle lastre di cartongesso
- Stuccatura, rasatura e finitura della parete
- Costi, tempistiche e confronto con le alternative
- Errori comuni e consigli pratici dal cantiere
Perché scegliere il cartongesso per le pareti divisorie
Dopo vent’anni passati a ristrutturare case a Bologna e in tutta l’Emilia-Romagna, posso dirvi che montare una parete in cartongesso è una delle soluzioni più intelligenti per chi vuole dividere gli ambienti senza interventi murari pesanti. Ho visto decine di clienti trasformare open space in stanze funzionali in una sola giornata di lavoro.
Il cartongesso, tecnicamente chiamato “sistema a secco”, offre vantaggi concreti rispetto alla tradizionale muratura in laterizio. Innanzitutto, i tempi di realizzazione sono drasticamente ridotti: dove un muro in mattoni richiede giorni tra posa, intonaco e asciugatura, una parete in cartongesso si completa in meno di una giornata. In secondo luogo, il peso è notevolmente inferiore, circa 25 kg per metro quadrato contro i 150-200 kg di un tramezzo in forati, un aspetto fondamentale quando si lavora su solai datati.
C’è poi la questione della reversibilità: una parete in cartongesso si smonta senza demolizioni, lasciando il pavimento e il soffitto praticamente intatti. Ho smontato pareti in cartongesso in appartamenti in affitto senza che il proprietario notasse alcun segno. Questo la rende ideale per chi vive in affitto o per chi potrebbe voler riconfigurare gli spazi in futuro.
Dal punto di vista normativo, il cartongesso è pienamente conforme alle normative edilizie italiane. Per pareti interne non portanti, nella maggior parte dei casi è sufficiente una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) se si modifica la distribuzione interna, oppure nessun titolo abilitativo se si tratta di manutenzione ordinaria senza variazione catastale.

Materiali e attrezzi necessari per montare la parete
Prima di iniziare qualsiasi lavoro, mi assicuro sempre di avere tutto il necessario a portata di mano. Non c’è niente di peggio che dover interrompere il montaggio per correre al magazzino. Ecco la lista completa dei materiali e degli attrezzi che utilizzo.
Profili metallici: servono guide a U (da fissare a pavimento e soffitto) e montanti a C (gli elementi verticali). Le misure standard sono 50, 75 e 100 mm di larghezza. Per una parete divisoria standard in ambiente domestico, i profili da 50 mm sono sufficienti; se dovete appendere pensili pesanti o volete un isolamento acustico superiore, scegliete quelli da 75 o 100 mm.
Lastre di cartongesso: le lastre standard (tipo A secondo la norma UNI EN 520) hanno uno spessore di 12,5 mm e misurano 120 x 250 cm. Per ambienti umidi come bagni e cucine, utilizzate lastre idrorepellenti (tipo H1, riconoscibili dal colore verde). Per zone soggette al fuoco, esistono lastre ignifughe (tipo F o DF, di colore rosa).
Materiale isolante: lana di roccia o lana di vetro in pannelli, con spessore adatto all’intercapedine del profilo scelto. Io preferisco la lana di roccia da 40 mm per le sue proprietà acustiche e la resistenza al fuoco.
Viteria e fissaggi: viti autofilettanti per cartongesso (dette “viti fosfatate”) da 25 mm per lastra singola e da 35 mm per doppia lastra; tasselli a percussione per fissare le guide a pavimento e soffitto; banda adesiva resiliente da applicare sotto le guide per il disaccoppiamento acustico.
Attrezzi indispensabili: avvitatore a batteria con frizione regolabile, livella laser (o almeno una livella a bolla lunga), metro e matita, taglierino con lama di ricambio, pialla per cartongesso, seghetto per profili metallici o cesoia, spatole da stuccatore (8 cm e 20 cm), carta abrasiva grana 120-150.
Se vi manca l’avvitatore, vi consiglio di investire in uno di qualità: è lo strumento che usereste anche per posare un parquet laminato o per mille altri lavori domestici. Un buon avvitatore con regolazione della coppia fa la differenza tra un lavoro pulito e lastre crepate.
Preparazione dell’ambiente e tracciamento
Il tracciamento è la fase che determina il successo dell’intero progetto. Vi racconto come procedo io, dopo centinaia di pareti montate.
Per prima cosa, sgomberate completamente la zona di lavoro. Proteggete il pavimento con teli in tessuto non tessuto (quelli in plastica scivolano e sono pericolosi). Se il pavimento è in parquet o in gres di pregio, applicate anche del cartone ondulato sotto il telo.
Partite sempre dal pavimento: tracciate la linea dove poggerà la guida inferiore usando una riga lunga o il filo a piombo battuto con la polvere di gesso. La linea deve essere perfettamente dritta e parallela alla parete di riferimento. Controllate la squadratura con un triangolo 3-4-5: misurate 3 metri lungo una parete, 4 metri lungo la linea tracciata, e la diagonale deve essere esattamente 5 metri.
Dal tracciamento a pavimento, proiettate la posizione sul soffitto. Qui la livella laser è una benedizione: posizionatela a terra sulla linea tracciata e il raggio vi darà il punto esatto sul soffitto. Se non avete una livella laser, usate il filo a piombo in almeno tre punti e unite i segni con la riga.
Un aspetto che molti trascurano è la verifica degli impianti esistenti. Prima di forare pavimento e soffitto, accertatevi che non ci siano tubazioni dell’acqua, cavi elettrici o tubi del riscaldamento a pavimento. Se avete un riscaldamento radiante, la guida a pavimento non va tassellata ma incollata con silicone strutturale.
Ricordatevi anche di prevedere la posizione della porta, se necessaria. L’apertura nel telaio metallico deve essere più larga del controtelaio di circa 5 cm per lato e più alta di 3 cm rispetto all’altezza del controtelaio stesso.
Montaggio della struttura metallica portante
Questa è la fase più importante: se la struttura è solida e a piombo, il resto del lavoro viene da sé. Se la struttura è storta, non c’è lastra o stucco che possa correggere il risultato.
Passo 1: applicazione della banda resiliente. Prima di fissare le guide, applicate il nastro in polietilene espanso (banda resiliente) sul lato della guida che andrà a contatto con pavimento, soffitto e pareti laterali. Questa banda, spessa circa 3 mm, serve a disaccoppiare la struttura dalla muratura, riducendo la trasmissione delle vibrazioni sonore. Non saltatela mai: la differenza in termini di isolamento acustico è enorme.
Passo 2: fissaggio della guida a pavimento. Posizionate la guida a U sulla linea tracciata e fissatela con tasselli a percussione ogni 50-60 cm. Su massetto in cemento, i tasselli da 6 x 40 mm vanno benissimo. Su pavimenti delicati o su riscaldamento a pavimento, usate colla strutturale.
Passo 3: fissaggio della guida a soffitto. Procedete allo stesso modo per la guida superiore, verificando con la livella laser che sia perfettamente allineata a quella inferiore. I tasselli a soffitto devono avere una tenuta adeguata: su solai in laterocemento uso tasselli da 8 x 50 mm.

Passo 4: inserimento dei montanti verticali. I montanti a C vanno tagliati circa 10 mm più corti dell’altezza tra le due guide, per facilitare l’inserimento. Posizionateli a un interasse di 60 cm (misurato da centro a centro). Questo interasse non è casuale: le lastre standard sono larghe 120 cm, quindi ogni lastra poggerà su tre montanti, con i giunti sempre centrati su un profilo.
Inserite il montante nella guida inferiore, poi inclinatelo e fatelo scattare nella guida superiore. Verificate la verticalità con la livella e fissate con una vite autoperforante da 4,2 x 13 mm (detta “testa a trombetta” o “cimice”) su ogni estremità.
Passo 5: rinforzo per il vano porta. Se la parete prevede una porta, i montanti laterali al vano devono essere rinforzati. Il metodo più efficace è inserire un montante dentro l’altro (dorso contro dorso) o usare profili rinforzati da 2 mm di spessore. Il traverso superiore si realizza tagliando una guida, piegando le ali e fissandola ai montanti con almeno 4 viti per lato.
Nel mio lavoro ho imparato che è fondamentale prevedere anche dei traversi orizzontali all’altezza di eventuali mensole, quadri pesanti o sanitari sospesi. Un pezzo di profilo fissato orizzontalmente tra due montanti diventa un punto di ancoraggio sicuro. Se prevedete di appendere un mobile pesante, vi suggerisco di annotare la posizione esatta dei rinforzi: una volta chiusa la parete, non li vedrete più.
| Componente | Dimensione standard | Interasse / Passo | Note |
|---|---|---|---|
| Guida a U (pavimento/soffitto) | 50 x 40 mm, spessore 0,6 mm | Continua | Applicare banda resiliente |
| Montante a C (verticale) | 50 x 50 mm, spessore 0,6 mm | 60 cm (da centro a centro) | Tagliare 10 mm più corto |
| Lastra cartongesso standard | 1200 x 2500 x 12,5 mm | Giunto su montante | Tipo A per ambienti asciutti |
| Lastra idrorepellente | 1200 x 2500 x 12,5 mm | Giunto su montante | Tipo H1 per bagni e cucine |
| Viti fosfatate (lastra singola) | 3,5 x 25 mm | Ogni 25 cm sul montante | Penetrazione nel profilo ≥ 10 mm |
| Viti fosfatate (doppia lastra) | 3,5 x 35 mm | Ogni 25 cm sul montante | Solo per la seconda lastra |
| Tasselli guida a pavimento | 6 x 40 mm | Ogni 50-60 cm | A percussione su massetto |
| Isolante lana di roccia | Pannello 40-50 mm | A riempire l’intercapedine | Densità 30-40 kg/m³ |
Posa dell’isolamento e passaggio degli impianti
Una volta chiuso un lato della parete con le lastre (ne parlo nel prossimo paragrafo), è il momento di inserire l’isolamento e far passare eventuali impianti elettrici e idraulici.
Isolamento termoacustico: i pannelli di lana minerale si tagliano con un coltello lungo e affilato, lasciandoli leggermente più larghi dell’intercapedine (circa 1 cm in più) in modo che restino in posizione per attrito, senza bisogno di fissaggi aggiuntivi. L’isolante deve riempire tutta l’altezza della parete senza lasciare vuoti, che diventerebbero ponti acustici.
Per ottenere un buon isolamento acustico, la regola che seguo è il principio “massa-molla-massa”: la prima lastra è la prima massa, l’isolante è la molla, la seconda lastra è la seconda massa. Con questa configurazione, una parete da 75 mm totali può raggiungere un abbattimento acustico di oltre 42 dB, sufficiente per separare due camere da letto.
Impianto elettrico: i profili metallici hanno già delle asole pretranciate per il passaggio dei cavi. Fate passare i corrugati attraverso queste aperture, avendo cura di proteggere i cavi con dei passacavi in gomma se i bordi del foro sono taglienti. Le scatole elettriche per cartongesso sono specifiche: hanno delle alette laterali che si serrano sulla lastra senza bisogno di muratura. Segnate la posizione delle scatole prima di chiudere il secondo lato.
Impianto idraulico: se la parete deve ospitare tubazioni (ad esempio per un lavabo o un termosifone), scegliete profili da 75 o 100 mm per avere spazio sufficiente. Le tubazioni vanno coibentate per evitare condense e rumori. Per appendere sanitari sospesi, esistono telai specifici in acciaio che si ancorano alla struttura del cartongesso e reggono fino a 400 kg di carico.
Se state pensando di rifare anche l’impianto idrico, potrebbe interessarvi la mia guida su come riparare un rubinetto che gocciola: spesso durante i lavori si scoprono problemi ai rubinetti esistenti.
Fissaggio delle lastre di cartongesso
Il fissaggio delle lastre è la fase che dà forma visibile alla parete. Richiede precisione e qualche accorgimento che ho affinato negli anni.
Taglio delle lastre: per i tagli dritti, incidete il cartone di rivestimento con il taglierino lungo una riga metallica, poi piegate la lastra nel senso opposto all’incisione: si spezzerà in modo netto lungo il taglio. Tagliate il cartone sul retro per separare i pezzi. Per i tagli curvi o per le aperture (scatole elettriche, passaggi tubi), usate un seghetto a punta o una fresa a tazza montata sull’avvitatore.
Dopo il taglio, rifinite il bordo con la pialla per cartongesso, creando uno smusso a 45 gradi di circa 2 mm: questo smusso servirà per accogliere lo stucco nel giunto e ottenere una superficie perfettamente liscia.
Posa della prima lastra: iniziate da un angolo della parete. Sollevate la lastra da terra di circa 10-15 mm usando un alzalastra a pedale o un semplice cuneo di legno. Questo gioco inferiore impedisce che la lastra assorba umidità dal pavimento e verrà poi nascosto dal battiscopa. Appoggiate la lastra al montante e verificate che il bordo assottigliato (quello di fabbrica) cada esattamente al centro del montante.
Avvitate le lastre ai montanti con le viti fosfatate, partendo dal centro della lastra e procedendo verso i bordi. Il passo tra le viti deve essere di 25 cm sui montanti perimetrali e centrali. La testa della vite deve affondare di circa 1 mm nel cartone senza sfondarlo: se sfonda il cartone, la vite non tiene più. Ecco perché l’avvitatore con frizione regolabile è indispensabile; in alternativa, esistono inserti con limitatore di profondità specifici per il cartongesso.
Mantenete sempre una distanza di almeno 10 mm dal bordo della lastra e di 15 mm dagli angoli per evitare che il gesso si sbricioli. Le lastre adiacenti vanno sfalsate di almeno mezzo pannello (125 cm) rispetto al lato opposto della parete, per evitare che i giunti coincidano e creino punti di debolezza.

Dopo aver completato il primo lato, posato l’isolamento e passati gli impianti come descritto nel paragrafo precedente, procedete alla chiusura del secondo lato con la stessa tecnica. Ricordate di sfalsare i giunti rispetto al primo lato di almeno 60 cm.
Un consiglio che do sempre: se la parete deve avere prestazioni acustiche elevate, valutate il doppio rivestimento (due lastre per lato). In questo caso, la prima lastra si avvita con viti da 25 mm, la seconda con viti da 35 mm, e i giunti della seconda lastra devono essere sfalsati rispetto a quelli della prima di almeno 40 cm. L’abbattimento acustico può superare i 55 dB, paragonabile a un muro in mattoni pieni.
Stuccatura, rasatura e finitura della parete
La stuccatura trasforma un insieme di lastre in una parete continua e uniforme. È la fase che richiede più pazienza, e dove si vede la differenza tra un lavoro amatoriale e uno professionale.
Prima mano di stucco (riempimento): preparate lo stucco per giunti (io uso il tipo con presa a 45 o 90 minuti, che permette di lavorare con calma). Con la spatola da 8 cm, stendete uno strato di stucco nell’incavo del giunto tra due lastre. Mentre lo stucco è ancora fresco, annegate il nastro microforato in fibra di vetro premendolo con la spatola. Il nastro deve restare perfettamente centrato sul giunto e privo di bolle d’aria.
Sugli angoli esterni, applicate i paraspigoli metallici o in PVC, fissandoli con punti di stucco o con la pinzatrice per cartongesso. Gli angoli interni si rinforzano con nastro piegato a L.
Seconda mano di stucco (lisciatura): dopo che la prima mano è asciutta (almeno 12 ore per lo stucco a presa, 24 ore per quello premiscelato), applicate una seconda mano più larga, usando la spatola da 20 cm. Lo scopo è allargare la fascia stuccata per rendere impercettibile la transizione tra giunto e lastra. Stuccate anche tutte le teste delle viti con un passaggio incrociato.
Carteggiatura: quando la seconda mano è completamente asciutta, carteggiate con carta abrasiva grana 120-150 montata su un frattazzo con prolunga telescopica. Lavorate con movimenti circolari e pressione leggera, controllando la planarità con una lampada radente posizionata quasi parallela alla parete. La luce radente evidenzia anche le più piccole imperfezioni.
Dopo la carteggiatura, rimuovete tutta la polvere con un panno umido e applicate un fondo fissativo prima della tinteggiatura. Se volete consigli sulla pittura, ho scritto una guida dettagliata su come pitturare le pareti di casa che copre tutte le tecniche e i prodotti migliori.
Per la finitura a terra, un battiscopa in MDF o in legno nasconderà il gioco di 10-15 mm che avete lasciato alla base. Se avete posato un parquet laminato, il battiscopa coprirà anche il giunto di dilatazione del pavimento.
Costi, tempistiche e confronto con le alternative
Uno degli aspetti che i miei clienti vogliono sempre sapere è quanto costa montare una parete in cartongesso. Vi fornisco un quadro realistico basato sui prezzi medi del 2025-2026 in Italia.
| Voce | Fai da te (al m²) | Con professionista (al m²) | Note |
|---|---|---|---|
| Struttura metallica (profili + viti) | 6-9 € | Incluso | Profili da 50 mm |
| Lastre standard (2 lati) | 8-12 € | Incluso | Lastra singola per lato |
| Isolamento lana minerale 40 mm | 4-7 € | Incluso | Densità 30-40 kg/m³ |
| Stucco, nastro, finitura | 2-4 € | Incluso | Stucco a presa + nastro microforato |
| Manodopera | 0 € | 25-40 € | Cartongessista qualificato |
| Totale al m² | 20-32 € | 45-72 € | Esclusa tinteggiatura |
| Parete 3 x 2,7 m (8,1 m²) | 160-260 € | 365-585 € | Stima orientativa |
Come vedete, il fai da te permette di risparmiare circa il 50-55% rispetto alla manodopera di un professionista. Naturalmente, il risparmio ha senso solo se il lavoro viene eseguito correttamente: una parete storta o con giunti visibili vi costerà più della differenza in correzioni successive.
In termini di tempistiche, calcolate 6-8 ore per una parete standard senza porta (un professionista ne impiega 3-4). Se dovete realizzare il vano porta, aggiungete un paio d’ore. La stuccatura e la carteggiatura richiedono circa mezza giornata aggiuntiva, più i tempi di asciugatura tra le mani.
Rispetto a un tramezzo in laterizio forato (spessore 8 cm + intonaco), la parete in cartongesso è più veloce da realizzare, più leggera, più semplice da smontare, ma leggermente meno resistente ai carichi appesi e dal punto di vista dell’isolamento acustico a parità di spessore. Tuttavia, una parete in cartongesso con doppia lastra e 50 mm di lana di roccia raggiunge prestazioni acustiche paragonabili al laterizio a un costo e un peso nettamente inferiori.
Errori comuni e consigli pratici dal cantiere
In vent’anni di lavoro ho visto (e commesso, lo ammetto) praticamente tutti gli errori possibili con il cartongesso. Ecco i più frequenti e come evitarli.
Errore 1: saltare la banda resiliente. Sembra un dettaglio, ma senza la banda tra guida e struttura dell’edificio, ogni rumore si trasmette attraverso la parete come se non ci fosse. Ho visto pareti isolate con 80 mm di lana minerale che sembravano di carta per colpa di questo errore.
Errore 2: non verificare la verticalità dei montanti. Un montante fuori piombo di 5 mm sembra poco, ma quando ci appoggiate la lastra, il giunto non combacia e lo stucco creerà uno spessore visibile. Controllate ogni montante con la livella prima di avvitare.
Errore 3: avvitare troppo le viti. La vite che sfonda il cartone perde tutta la sua capacità di tenuta. Regolate la frizione dell’avvitatore in modo che la testa affondi appena sotto la superficie senza rompere la carta. Se sfondate, aggiungete una nuova vite a 5 cm di distanza.
Errore 4: non sfalsare i giunti. Se i giunti delle lastre sui due lati della parete coincidono, la parete sarà debole in quel punto e le crepe appariranno rapidamente. Sfalsate sempre di almeno mezzo pannello.
Errore 5: stuccare con lo stucco sbagliato. Lo stucco per giunti e lo stucco per rasatura sono prodotti diversi. Il primo è più duro e resistente alla fessurazione; il secondo è più liscio e facile da carteggiare. Usarli al contrario porta a giunti che si crepano o superfici difficili da levigare.
Errore 6: fretta nella carteggiatura. Carteggiare prima che lo stucco sia completamente asciutto crea solchi e irregolarità. In inverno, con riscaldamento spento, lo stucco può richiedere 48 ore per asciugare completamente. Aspettate: la pazienza in questa fase ripaga enormemente.
Un ultimo consiglio: documentate tutto con foto prima di chiudere la parete. Fotografate la posizione dei montanti, dei rinforzi, delle scatole elettriche e delle tubazioni. Quando tra qualche anno dovrete appendere qualcosa o fare una modifica, saprete esattamente cosa c’è dietro senza dover usare un metal detector.
Se siete alla vostra prima esperienza con il cartongesso, vi consiglio di iniziare con un progetto piccolo, magari una controparete per migliorare l’isolamento di una stanza, prima di affrontare una parete divisoria completa con porta e impianti. L’esperienza che acquisirete sarà preziosa, e gli eventuali errori saranno molto più facili da correggere. Per chi si avvicina al bricolage, anche realizzare un impianto di irrigazione automatica nel giardino è un ottimo progetto per acquisire confidenza con gli attrezzi.
Da ricordare
- Posizionate i montanti ogni 60 cm di interasse e verificate la verticalità di ciascuno con la livella prima di procedere
- Applicate sempre la banda resiliente sotto le guide a pavimento e soffitto per un corretto disaccoppiamento acustico
- Regolate la frizione dell’avvitatore per far affondare le viti 1 mm sotto la superficie senza sfondare il cartone
- Sfalsate i giunti tra i due lati della parete di almeno 60 cm per evitare punti deboli e crepe
- Fotografate la struttura interna (montanti, impianti, rinforzi) prima di chiudere il secondo lato della parete
Domande frequenti
Quanto costa montare una parete in cartongesso fai da te?
Per una parete standard di circa 8 metri quadrati (3 x 2,7 m), il costo dei soli materiali si aggira tra 160 e 260 euro, comprensivi di profili metallici, lastre, isolante, viti e stucco. Il risparmio rispetto all’intervento di un professionista è di circa il 50-55%. Aggiungete il costo degli attrezzi se non li possedete già: un avvitatore di qualità parte da 80 euro e una livella laser da 40 euro.
Serve il permesso del Comune per montare una parete in cartongesso?
Dipende dal tipo di intervento. Se la parete modifica la distribuzione interna dell’appartamento con variazione catastale, è necessaria una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) firmata da un tecnico abilitato. Se si tratta di una semplice controparete o di un rivestimento che non modifica la planimetria catastale, rientra nella manutenzione ordinaria e non richiede titoli abilitativi. Consultate sempre un tecnico per il vostro caso specifico.
Quale spessore di cartongesso scegliere per una parete divisoria?
Per una parete divisoria interna standard, la configurazione più comune prevede profili da 50 mm con lastre da 12,5 mm per lato, per uno spessore totale di circa 75 mm. Se servono prestazioni acustiche superiori o si devono passare impianti, scegliete profili da 75 o 100 mm. Per ambienti umidi (bagno, cucina) utilizzate lastre idrorepellenti tipo H1, mentre per zone con rischio di incendio optate per lastre tipo F o DF.
Come si appendono oggetti pesanti su una parete in cartongesso?
Per carichi leggeri (fino a 5 kg), bastano i tasselli ad espansione specifici per cartongesso (tipo “farfalla” o “ombrello”). Per carichi medi (5-20 kg), usate tasselli metallici a espansione. Per carichi pesanti (pensili da cucina, TV a parete, sanitari sospesi), è indispensabile prevedere rinforzi in legno o profili metallici aggiuntivi all’interno della struttura, fissando direttamente ai montanti con viti passanti. Ecco perché è fondamentale pianificare gli arredi prima di chiudere la parete.
Quanto tempo ci vuole per montare una parete in cartongesso?
Un hobbista con una buona preparazione può completare una parete standard (3 x 2,7 m) in 6-8 ore di lavoro effettivo, esclusi i tempi di asciugatura dello stucco. La stuccatura e la carteggiatura richiedono circa mezza giornata aggiuntiva. Considerate almeno 24-48 ore di attesa tra le mani di stucco. In totale, dall’inizio dei lavori alla parete pronta per la tinteggiatura, servono circa 3 giorni, di cui 1 giorno e mezzo di lavoro attivo e il resto di asciugatura.
Il cartongesso isola dal rumore?
Da solo, il cartongesso non è un buon isolante acustico. Ma una parete in cartongesso correttamente assemblata, con lana minerale nell’intercapedine e banda resiliente sui profili, può raggiungere un abbattimento acustico di 42-45 dB con lastra singola e oltre 55 dB con doppia lastra per lato. Il segreto è il principio massa-molla-massa e l’assenza di ponti acustici (viti che collegano direttamente i due lati, fessure non sigillate, guide senza banda resiliente).