Centoventi bar bastano per lavare l’auto e i mobili da giardino, ma sul vialetto in porfido coperto di muschio cominciano a faticare. Prima di comprare un’idropulitrice conviene leggere bene due numeri della scheda tecnica e scegliere con calma un paio di accessori: il modello giusto dipende soprattutto da cosa si lava e da quante volte all’anno.
La domanda me la fanno quasi sempre a marzo, quando il terrazzo esce dall’inverno con quella patina verde che la scopa non toglie più. Per orientarsi conviene partire da un rivenditore che tratta attrezzatura da lavoro e non solo elettrodomestici: sull’utensileria online professionale Metautensili, che fa capo a un rivenditore nato a Cittadella, in provincia di Padova, nel 1999, le idropulitrici elettriche, a scoppio, ad acqua fredda e ad acqua calda sono messe una accanto all’altra con le schede tecniche complete. Ed è proprio sulle schede che si decide quasi tutto.
Pressione e portata: due numeri da leggere insieme
La pressione, espressa in bar, è il dato che tutti guardano per primo. Serve a staccare lo sporco dalla superficie. La portata, in litri all’ora, è invece l’acqua che porta via quello sporco una volta staccato, e nelle pubblicità finisce spesso in piccolo.
Un’idropulitrice con tanta pressione e poca portata stacca bene ma risciacqua lentamente, così si passa e ripassa sulla stessa piastrella. Al contrario, molta acqua con poca pressione lava ma non gratta.
Per confrontare due macchine faccio un conto spannometrico che uso da anni: moltiplico i bar per i litri all’ora. Prendiamo una Makita HW1200, elettrica, con 120 bar e 420 l/h. Fa 50.400. La Comet KS1700 Extra dichiara 155 bar e 540 l/h, cioè 9 litri al minuto. Fa 83.700. Circa due terzi di lavoro in più a ogni passata, e su un cortile grande la differenza si sente sul tempo e sulla schiena.
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Quanta pressione serve davvero, lavoro per lavoro
I valori qui sotto sono indicativi e vanno sempre adattati al materiale, ma danno un’idea di dove collocarsi.
| Cosa si lava | Pressione indicativa | Accorgimento |
|---|---|---|
| Auto, bici, mobili da giardino in plastica | 100-120 bar | Ugello a ventaglio largo, getto mai a pochi centimetri da guarnizioni e pneumatici |
| Terrazzo, piastrelle, vialetto in autobloccanti | 120-140 bar | Meglio con il lavasuperfici, si evitano righe e schizzi |
| Muretti in pietra, recinzioni in cemento, porfido con muschio | 140-160 bar | Ugello rotante per il muschio, portata sopra i 450 l/h |
| Mezzi agricoli, attrezzi da cantiere, pavimenti d’officina | 150 bar e oltre | Con olio e grasso fa la differenza l’acqua calda |
| Legno di decking e staccionate | Il minimo possibile | Getto largo, distanza, sempre nel senso della venatura |
Il legno merita una riga a parte. Con troppa pressione le fibre si sollevano e la superficie diventa ruvida, poi assorbe lo sporco più di prima. Su un decking di larice basta poco, il resto lo fa un detergente specifico lasciato agire qualche minuto.
Elettrica, a scoppio o ad acqua calda
Per una casa con giardino la scelta più comune resta l’elettrica ad acqua fredda. È più silenziosa, non ha benzina da gestire e si accende con un pulsante. La Makita HW1200 citata sopra ha un motore da 1.800 W, pesa 11 kg e ha 10 metri di tubo; la sorella HW1300 sale a 130 bar con la stessa portata di 420 l/h e pesa 12,7 kg. Sono macchine che si spostano con una mano sul vialetto e si ripongono in garage senza problemi.
Quelle a scoppio hanno senso dove la corrente non arriva o arriva male: un uliveto, un cantiere, una stalla in fondo al podere. Le Comet della serie FDX montano per lo più motori Honda a quattro tempi e alcune versioni hanno la pompa autoadescante, quindi possono pescare acqua da una cisterna invece che dal rubinetto. Per chi abita in campagna è un dettaglio che cambia parecchio.
Serve l’acqua calda per il vialetto di casa? Quasi mai.
Diventa utile con lo sporco grasso: il trattore a fine stagione, il pavimento dell’officina, le macchine movimento terra. Una Comet Scout 150, per esempio, ha un motore monofase da 2.700 W e una pompa a tre pistoni con testata in ottone, una struttura pensata per durare con un uso frequente. Per lavare due volte l’anno il dondolo e il barbecue è una spesa che non si ripaga.
Ultimo dettaglio sulla pompa, che è il cuore della macchina. Pistoni in ceramica e testata in ottone reggono meglio le ore di lavoro rispetto alle pompe più economiche, e se l’idropulitrice viene usata ogni settimana conviene guardare prima questo che i bar dichiarati. Chi lava sempre nello stesso punto, un autolavaggio aziendale o una rimessa, può anche valutare un modello da parete come la Comet Static 1700 Extra, che si aggancia al muro con un attacco rapido e libera il pavimento.
Gli accessori che cambiano il risultato
Spesso è l’accessorio giusto, più della macchina, a fare la differenza tra un lavoro fatto in un’ora e uno fatto male in tre.
- Ugelli a ventaglio. Quelli a 15° concentrano il getto per lo sporco ostinato, quelli a 25° e 40° allargano la lama d’acqua per le superfici delicate. Il getto a 0°, a punto, va tenuto lontano da intonaci, fughe e vernici.
- Ugello rotante. Fa girare un getto concentrato a cono e toglie muschio e licheni dalla pietra molto meglio del ventaglio.
- Lavasuperfici. Una campana con ugelli rotanti all’interno, da passare sul pavimento come un aspirapolvere. Niente righe a strisce e niente schizzi sui muri (il mio primo l’ho comprato dopo aver puntinato di fango tutta la parete bianca del vicino, e da allora non torno indietro).
- Prolunga del tubo alta pressione. Dieci metri di serie finiscono presto in un giardino. Allungare il tubo è più comodo che trascinare la macchina tra le aiuole.
- Lancia curva o telescopica. Per grondaie, sottotetti e parte alta delle facciate senza salire sulla scala.
- Serbatoio o ugello per detergente. Il detergente va applicato a bassa pressione, lasciato agire e poi risciacquato. Spruzzarlo a pressione piena serve a poco.
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Acqua e corrente: i dettagli che si scoprono dopo
L’idropulitrice non crea acqua, la spinge. Se il rubinetto ne dà meno di quanta la pompa ne chiede, la pompa lavora a vuoto e si rovina. La prova si fa con un secchio da 10 litri e un orologio. Se si riempie in un minuto, il rubinetto dà 600 litri all’ora e va bene per tutte le macchine domestiche. Se ci mette un minuto e mezzo siamo a 400 l/h, appena sotto i 420 di una HW1200, e conviene aprire un rubinetto più vicino al contatore.
Sulla corrente, chi usa una prolunga deve srotolarla del tutto, perché un avvolgicavo chiuso scalda, e sceglierla di sezione adeguata alla potenza della macchina, soprattutto oltre i 20 o 25 metri. Le idropulitrici elettriche più potenti fanno saltare il salvavita di casa se condividono la linea con forno e lavatrice accesi.
Un filtro sull’ingresso dell’acqua costa poco e trattiene sabbia e calcare prima che arrivino alle valvole. Con l’acqua di pozzo o di cisterna è obbligatorio.
Prima dell’inverno
L’acqua rimasta nella pompa gela, si espande e crepa la testata. A fine stagione basta staccare il tubo di alimentazione, accendere la macchina per qualche secondo per svuotarla, premere il grilletto della pistola fino a quando non esce più nulla e riporla in un locale che non va sotto zero. Se il garage è freddo, c’è l’antigelo specifico per idropulitrici, da far aspirare alla pompa prima di spegnerla.
In pratica, come scegliere
Per una casa con giardino, auto e terrazzo, un’elettrica ad acqua fredda tra 120 e 130 bar con almeno 400 l/h copre quasi tutto, a patto di aggiungere un lavasuperfici e un ugello rotante. Chi deve pulire muretti, porfido o mezzi agricoli più volte l’anno farà bene a salire sopra i 150 bar e i 500 l/h, con pompa a pistoni in ceramica. L’acqua calda, invece, va presa in considerazione solo quando c’è grasso da sciogliere. In tutti i casi, prima di ordinare, misurate quanta acqua dà il vostro rubinetto: è il controllo che quasi nessuno fa e quello che evita più guasti.
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