In questo articolo
- Un videocitofono a 2 fili è la soluzione più semplice per chi vuole procedere senza elettricista
- Il costo medio di un kit videocitofonico fai da te parte da 80-150 euro per modelli base fino a 400 euro per quelli smart Wi-Fi
- Servono circa 2-3 ore di lavoro per completare l’installazione su un impianto esistente
- La norma CEI 64-8 stabilisce i requisiti di sicurezza per gli impianti elettrici domestici, videocitofono compreso
- I modelli con connessione Wi-Fi permettono di rispondere dal cellulare anche quando non sei in casa
- Sostituire un vecchio citofono audio con un videocitofono è possibile nella maggior parte dei casi senza posare nuovi cavi
Indice
- Perché scegliere un videocitofono e quali vantaggi offre
- Tipologie di videocitofono: 2 fili, 4 fili e Wi-Fi
- Attrezzi e materiali necessari per l’installazione
- Preparazione dell’impianto e verifiche preliminari
- Installazione passo passo del videocitofono
- Collegamento elettrico e schema dei fili
- Configurazione, collaudo e risoluzione dei problemi
- Videocitofono Wi-Fi e smart: funzioni avanzate
- Costi e confronto tra i principali modelli
- Errori comuni e consigli pratici dall’esperienza
Negli ultimi anni ho installato almeno una dozzina di videocitofoni, sia a casa mia sia per amici e parenti che volevano migliorare la sicurezza dell’ingresso senza chiamare un elettricista. Posso dirvi con certezza che installare un citofono video fai da te è un intervento alla portata di chi ha un minimo di dimestichezza con gli impianti elettrici domestici. In questa guida vi accompagno attraverso ogni fase, dalla scelta del modello giusto fino al collaudo finale, condividendo tutti i trucchi che ho imparato sul campo.
Perché scegliere un videocitofono e quali vantaggi offre
Il videocitofono è diventato uno strumento fondamentale per la sicurezza domestica. A differenza del vecchio citofono audio, vi permette di vedere chi suona al cancello o alla porta prima di aprire, un vantaggio enorme soprattutto per chi vive da solo, per le famiglie con bambini o per gli anziani. Secondo i dati del rapporto ISTAT sulla sicurezza dei cittadini, i furti in abitazione rimangono una preoccupazione diffusa: un videocitofono rappresenta un primo livello di deterrenza molto efficace.
I vantaggi concreti sono diversi. Innanzitutto la sicurezza: potete identificare il visitatore tramite lo schermo interno o, nei modelli smart, direttamente sullo smartphone. Poi c’è la comodità: molti modelli consentono di aprire il cancello elettrico direttamente dal monitor interno. Infine, il videocitofono aumenta il valore dell’immobile, un dettaglio che in fase di vendita o affitto fa sempre la differenza.
Chi ha già installato un sistema di allarme per la casa sa quanto sia importante avere un controllo visivo dell’ingresso. Il videocitofono si integra perfettamente in un sistema di sicurezza domestico più ampio.
Tipologie di videocitofono: 2 fili, 4 fili e Wi-Fi
Prima di acquistare qualsiasi kit, dovete capire quale tipologia si adatta al vostro impianto. Questa scelta è cruciale e determina la complessità dell’installazione.
Il sistema a 2 fili è quello che consiglio nella maggior parte dei casi per il fai da te. Utilizza solo due conduttori per trasmettere alimentazione, audio e video. È perfetto per sostituire un vecchio citofono audio, perché spesso potete riutilizzare il cablaggio esistente. I marchi più diffusi come BTicino, Vimar e Comelit offrono tutti soluzioni a 2 fili di ottima qualità.
Il sistema a 4 fili (o più) è lo standard tradizionale. Richiede cavi separati per alimentazione, audio, video e apertura serratura. Offre generalmente una qualità video superiore ma necessita di un cablaggio dedicato, il che lo rende meno adatto a sostituzioni rapide su impianti esistenti.
Il sistema Wi-Fi, infine, è la soluzione più moderna. Alcuni modelli funzionano completamente senza fili grazie a batterie ricaricabili, mentre altri necessitano comunque di alimentazione cablata ma trasmettono audio e video via wireless. Sono ideali per chi vuole rispondere dal telefono anche fuori casa.

| Caratteristica | 2 Fili | 4 Fili | Wi-Fi |
|---|---|---|---|
| Difficoltà installazione | Facile | Media | Facile |
| Riuso cavi esistenti | Sì, nella maggior parte dei casi | Solo se già presenti 4 fili | Non necessari (o solo alimentazione) |
| Qualità video | Buona (HD) | Ottima (Full HD) | Buona/Ottima |
| Costo medio kit | 100-250 € | 150-350 € | 80-300 € |
| Controllo da smartphone | Solo modelli avanzati | Solo modelli avanzati | Sempre incluso |
| Apertura serratura | Sì | Sì | Solo alcuni modelli |
| Alimentazione esterna | No | No | Batteria o cablata |
Attrezzi e materiali necessari per l’installazione
Per installare un citofono video fai da te servono attrezzi che probabilmente avete già nella vostra cassetta. Ecco l’elenco completo di ciò che vi servirà:
- Cacciaviti a taglio e a croce (misure piccole e medie)
- Cercafase o tester multimetro per verificare l’assenza di tensione
- Trapano con punte da muro (diametro 6 mm per i tasselli)
- Tasselli e viti di fissaggio (spesso inclusi nel kit)
- Spelafili o forbici da elettricista
- Nastro isolante e morsetti di giunzione
- Livella a bolla per il montaggio a parete
- Matita per segnare i fori
- Metro a nastro
- Eventuale sonda passafili se dovete tirare nuovi cavi nelle canaline
Per quanto riguarda i materiali, il kit videocitofonico include generalmente la pulsantiera esterna (chiamata anche postazione esterna o targa), il monitor interno, l’alimentatore, la staffa di montaggio e i connettori. Se dovete posare nuovi cavi, procuratevi del cavo citofonico schermato della sezione adeguata: per i sistemi a 2 fili, un cavo da 1 mm² è più che sufficiente per distanze fino a 100 metri.
Preparazione dell’impianto e verifiche preliminari
Prima di toccare qualsiasi filo, la regola d’oro è una sola: staccate l’alimentazione. Togliete il fusibile o abbassate il magnetotermico dedicato al citofono. Se non sapete quale sia, abbassate l’interruttore generale. Verificate con il cercafase che non ci sia tensione sui cavi. La normativa DM 37/2008 sulla sicurezza degli impianti elettrici stabilisce regole precise: per interventi semplici come la sostituzione di un citofono potete procedere autonomamente, ma per modifiche importanti all’impianto è necessario un professionista abilitato.
Verificate lo stato dell’impianto esistente. Smontate la vecchia placca esterna e il vecchio telefono interno e osservate quanti fili sono presenti. Annotatevi i colori dei cavi e, se possibile, scattate una foto prima di scollegare qualsiasi cosa. Questo passaggio vi risparmierà un sacco di grattacapi durante il collegamento del nuovo videocitofono.
Controllate anche lo stato dei cavi nelle canaline. Se sono vecchi e deteriorati, potrebbe essere necessario sostituirli. In quel caso, la sonda passafili diventa indispensabile. Legate il nuovo cavo alla vecchia sonda o al vecchio cavo per tirarlo nella stessa canalina.
Un altro aspetto da verificare è la posizione di montaggio della postazione esterna. L’altezza ideale della telecamera è tra 150 e 160 cm da terra, in modo da inquadrare bene il viso del visitatore. Se avete un cancello, assicuratevi che il punto scelto sia protetto dalla pioggia diretta, anche se la maggior parte dei modelli ha certificazione IP44 o superiore.

Installazione passo passo del videocitofono
Ecco la procedura completa che seguo io ogni volta. Ve la descrivo nel dettaglio, prendendo come riferimento un sistema a 2 fili con sostituzione di un vecchio citofono audio.
Fase 1: Rimozione del vecchio impianto
Con l’alimentazione staccata, smontate il vecchio telefono interno. Di solito è fissato con due viti nella parte posteriore o nella base. Sfilate i cavi dai morsetti, annotando la posizione di ciascun filo. Fate la stessa operazione con la pulsantiera esterna: svitate la placca, sfilate i cavi e rimuovete la scatola di incasso se necessario.
Fase 2: Montaggio della postazione esterna
Posizionate la nuova staffa di montaggio nel punto scelto. Usate la livella per assicurarvi che sia perfettamente dritta, un videocitofono storto non è solo antiestetico ma può compromettere l’angolo di ripresa della telecamera. Segnate i fori con la matita, forate con il trapano e inserite i tasselli. Fissate la staffa con le viti in dotazione.
Fate passare i cavi attraverso l’apposito foro della staffa. A questo punto, collegate i fili ai morsetti della postazione esterna seguendo lo schema fornito dal produttore. In un sistema a 2 fili, avrete semplicemente due morsetti contrassegnati (spesso con numeri 1 e 2, oppure con i simboli + e −). Agganciate la postazione esterna alla staffa.
Fase 3: Montaggio del monitor interno
Il monitor interno va installato a un’altezza comoda per tutti i componenti della famiglia. Io consiglio circa 150 cm dal pavimento al centro dello schermo. Fissate la staffa a muro con tasselli e viti, collegate i cavi ai morsetti corrispondenti e agganciate il monitor. Alcuni modelli richiedono anche il collegamento all’alimentazione 230V tramite un trasformatore; altri si alimentano direttamente dalla linea citofonico.
Chi è alle prese con interventi di installazione di strisce LED o altri lavori elettrici in casa sa quanto sia importante seguire scrupolosamente gli schemi di collegamento. Lo stesso vale per il videocitofono.
Fase 4: Collegamento dell’alimentatore
L’alimentatore trasforma la corrente da 230V alternata alla tensione di esercizio del videocitofono (generalmente 12-24V). Va installato in prossimità del quadro elettrico o vicino al monitor interno, secondo le istruzioni del kit. Collegate i due cavi della linea citofonico ai morsetti dell’alimentatore e l’ingresso 230V alla rete domestica, interponendo un interruttore dedicato.
Collegamento elettrico e schema dei fili
Lo schema di collegamento è il cuore dell’installazione. Ogni produttore fornisce uno schema preciso nel manuale, ma vi illustro i principi generali che valgono per la maggior parte dei kit a 2 fili.
In un impianto a 2 fili, il cablaggio è estremamente semplice. I due conduttori partono dall’alimentatore, arrivano al monitor interno e proseguono fino alla postazione esterna. Non c’è polarità da rispettare nella maggior parte dei sistemi moderni (verificate comunque sul manuale). Il segnale video, l’audio e l’alimentazione viaggiano tutti sugli stessi due fili grazie a una modulazione digitale.
Per i sistemi a 4 fili, lo schema è leggermente più complesso:
- Filo 1: alimentazione positiva (+)
- Filo 2: massa/negativo (−)
- Filo 3: segnale audio/video
- Filo 4: comando serratura elettrica
Se state sostituendo un vecchio citofono e trovate più fili del necessario, niente panico. Identificate i due fili principali (quelli che collegavano il vecchio cornetta), usate quelli per il nuovo impianto e isolate con cura gli altri con nastro isolante o cappucci terminali.
Un consiglio che do sempre: per giunzioni affidabili, usate morsetti a molla (tipo Wago) invece del classico nastro isolante. Garantiscono un contatto perfetto nel tempo e sono facilmente smontabili in caso di manutenzione.
Se nella vostra abitazione avete anche effettuato lavori di illuminazione del giardino fai da te, sapete già che una buona organizzazione dei cavi è fondamentale per un risultato professionale.
Configurazione, collaudo e risoluzione dei problemi
Una volta completato il cablaggio, è il momento del collaudo. Ridate tensione all’impianto e verificate il funzionamento di ogni componente.
Controlli da eseguire nell’ordine:
- Verificate che il monitor si accenda correttamente e mostri la schermata iniziale
- Premete il pulsante sulla postazione esterna: il monitor deve squillare e mostrare l’immagine della telecamera
- Testate la comunicazione audio in entrambe le direzioni
- Provate il comando di apertura serratura/cancello (se collegato)
- Regolate luminosità, contrasto e volume dal menu del monitor
- Verificate l’angolo di ripresa della telecamera e regolatelo se necessario
Problemi comuni e soluzioni
Il monitor non si accende: controllate il collegamento dell’alimentatore e verificate che ci sia tensione con il multimetro. Controllate anche il fusibile dell’alimentatore, se presente.
Immagine disturbata o assente: nella maggior parte dei casi, il problema è un contatto difettoso nei morsetti. Controllate tutte le giunzioni. Se il cavo è molto lungo (oltre 50 metri), potrebbe essere necessario usare un cavo di sezione maggiore.
Audio con ronzio: il cavo citofonico passa troppo vicino a cavi di potenza (220V). Cercate di mantenere una distanza di almeno 30 cm tra il cavo citofonico e i cavi elettrici di rete, oppure usate un cavo schermato.
La serratura non si apre: verificate che il relè del monitor sia configurato correttamente per il tipo di serratura elettrica installata (a impulso o a rilascio).

Videocitofono Wi-Fi e smart: funzioni avanzate
I videocitofoni Wi-Fi hanno rivoluzionato il settore. Marchi come Ring, Eufy, Bticino (con la linea Classe 300X) e Vimar offrono dispositivi che si connettono alla rete domestica e permettono di gestire tutto dallo smartphone.
Le funzioni più utili che ho testato personalmente includono:
- Notifiche push sul telefono quando qualcuno suona
- Comunicazione bidirezionale anche da remoto
- Registrazione video su cloud o su scheda microSD
- Rilevamento movimento con notifica automatica
- Integrazione con assistenti vocali (Alexa, Google Home)
- Visione notturna a infrarossi
L’installazione di un videocitofono Wi-Fi è spesso ancora più semplice di un modello cablato tradizionale. I modelli a batteria si montano con una semplice staffa e non richiedono alcun cablaggio. L’unica accortezza è verificare che il segnale Wi-Fi sia sufficientemente forte nel punto di installazione. Se il vostro router è distante, potrebbe servire un ripetitore Wi-Fi dedicato.
Attenzione però: i modelli puramente Wi-Fi non sempre permettono di comandare la serratura elettrica del cancello, perché questa funzione richiede un collegamento fisico. Se questa funzionalità è importante per voi, orientatevi su modelli ibridi che combinano connessione Wi-Fi e cablaggio tradizionale.
Come per l’installazione di un sistema di allarme, anche per il videocitofono smart è fondamentale proteggere la rete Wi-Fi con una password robusta e aggiornare regolarmente il firmware del dispositivo.
Costi e confronto tra i principali modelli
Il mercato offre soluzioni per tutte le tasche. Vi presento un confronto basato sulla mia esperienza diretta con i modelli più venduti in Italia.
| Modello / Marca | Tipologia | Prezzo indicativo | Schermo | Funzione Wi-Fi | Ideale per |
|---|---|---|---|---|---|
| BTicino Classe 100 | 2 fili | 120-180 € | 5 pollici | No | Sostituzione citofono base |
| BTicino Classe 300X | 2 fili + Wi-Fi | 280-400 € | 7 pollici touch | Sì | Chi vuole gestione smart |
| Vimar Elvox Tab | 2 fili | 150-220 € | 7 pollici | Opzionale | Ottimo rapporto qualità/prezzo |
| Comelit Mini | 2 fili | 100-160 € | 4,3 pollici | No | Budget contenuto |
| Ring Video Doorbell | Wi-Fi (batteria) | 100-200 € | Smartphone | Sì | Installazione senza fili |
| Eufy Video Doorbell | Wi-Fi (batteria) | 150-250 € | Smartphone | Sì | Nessun abbonamento cloud |
Il costo di un elettricista professionista per l’installazione si aggira tra 80 e 200 euro per la sola manodopera, a seconda della complessità dell’intervento e della zona. Procedendo in autonomia, risparmiate questa cifra e acquisite competenze utili per future manutenzioni.
Se vi state chiedendo se potete beneficiare di agevolazioni fiscali, sappiate che l’installazione di un videocitofono può rientrare nel bonus ristrutturazioni 2026 come intervento finalizzato alla prevenzione di atti illeciti (detrazione del 50% su un massimale di 96.000 euro). Conservate fattura e ricevuta del bonifico parlante.
Errori comuni e consigli pratici dall’esperienza
In vent’anni di bricolage ho commesso (e visto commettere) diversi errori nell’installazione di videocitofoni. Ecco quelli da evitare assolutamente:
Non fotografare il vecchio impianto prima di smontarlo. Ve l’ho già detto, ma lo ripeto perché è l’errore più frequente. Cinque secondi per una foto vi risparmiano ore di tentativi alla cieca.
Sottovalutare la qualità del cavo. Un cavo citofonico economico o deteriorato è la causa numero uno dei problemi di immagine. Se il cavo esistente ha più di 15-20 anni, valutate seriamente di sostituirlo.
Installare la telecamera troppo in alto o troppo in basso. A 2 metri di altezza inquadrerete la calotta cranica dei visitatori; a 1,20 metri vedrete il mento. L’altezza di 1,50-1,60 m è quella giusta.
Dimenticare la protezione dalle intemperie. Se la postazione esterna è esposta, installatela sotto una piccola pensilina o scegliete un modello con grado di protezione IP54 o superiore. L’umidità è il nemico principale dell’elettronica.
Non testare il segnale Wi-Fi prima dell’installazione. Per i modelli wireless, verificate la copertura nel punto esatto dove monterete il dispositivo, prima di forare il muro.
Un ultimo consiglio che mi sta a cuore: se il vostro impianto condominiale è complesso, con molti interni e una centralina dedicata, non improvvisate. In quel caso l’intervento richiede competenze specifiche e il coinvolgimento dell’amministratore di condominio. Il fai da te è perfetto per villette, case unifamiliari e piccoli contesti condominiali con impianti semplici.
Per chi sta ristrutturando casa e vuole approfittarne per ammodernare diversi aspetti, consiglio di valutare anche la sigillatura delle finestre e l’installazione di un cappotto termico interno, interventi che migliorano il comfort abitativo e si integrano perfettamente in un progetto di ammodernamento complessivo della casa.
Da ricordare
- Staccate sempre l’alimentazione dal quadro elettrico prima di iniziare qualsiasi operazione sui fili
- Scattate una foto dei collegamenti del vecchio citofono prima di smontarlo
- Per sostituzioni su impianti esistenti, scegliete un sistema a 2 fili per semplificare al massimo l’installazione
- Montate la telecamera esterna a un’altezza di 150-160 cm da terra per un’inquadratura ottimale
- Conservate fattura e bonifico parlante per accedere alla detrazione fiscale del 50%
Domande frequenti
Come si installa un impianto videocitofonico?
L’installazione prevede quattro fasi principali: rimozione del vecchio impianto, montaggio della postazione esterna con telecamera, installazione del monitor interno e collegamento dei cavi all’alimentatore. Per un sistema a 2 fili, bastano circa 2-3 ore di lavoro. È fondamentale staccare la corrente prima di operare e seguire lo schema di collegamento fornito dal produttore.
Dipende dal sistema scelto. I modelli a 2 fili sono i più pratici per il fai da te: utilizzano solo due conduttori per trasmettere alimentazione, audio e video. I sistemi tradizionali richiedono 4 fili (alimentazione, massa, segnale audio/video, comando serratura). I modelli Wi-Fi a batteria non richiedono alcun cablaggio citofonico.Quanti fili servono per collegare un videocitofono?
La manodopera di un elettricista professionista per l’installazione di un videocitofono costa mediamente tra 80 e 200 euro, a seconda della complessità dell’intervento. A questo va aggiunto il costo del kit, che parte da circa 100 euro per modelli base fino a 400 euro per quelli smart con Wi-Fi. Procedendo in autonomia si risparmia interamente il costo della manodopera.Quanto costa far montare un videocitofono da un elettricista?
Nella maggior parte dei casi sì, a patto di scegliere un sistema a 2 fili compatibile con il cablaggio esistente. I due fili del vecchio citofono audio sono generalmente sufficienti per il nuovo videocitofono. Verificate però che i cavi siano in buono stato: se hanno più di 15-20 anni, la sostituzione è consigliata per garantire una trasmissione video di qualità.Posso sostituire il vecchio citofono audio con un videocitofono senza posare nuovi cavi?
Sì, l’installazione di un videocitofono può beneficiare della detrazione fiscale del 50% prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia, in quanto rientra tra le misure finalizzate alla prevenzione di atti illeciti. Per accedere al beneficio è necessario effettuare il pagamento tramite bonifico parlante e conservare la fattura con indicazione dei dati fiscali.Il videocitofono rientra nelle detrazioni fiscali per ristrutturazione?
I modelli Wi-Fi a batteria funzionano autonomamente senza collegamento alla rete elettrica, con un’autonomia che varia da 2 a 6 mesi a seconda dell’utilizzo. Tuttavia, necessitano di una connessione Wi-Fi attiva per inviare notifiche e permettere la comunicazione da remoto. In caso di blackout del router, il dispositivo continua a registrare localmente ma non trasmette al telefono.Un videocitofono Wi-Fi funziona anche senza corrente elettrica?