Costruire una lanterna in legno fai da te richiede pochi listelli di recupero, una sega, colla vinilica e circa due ore di lavoro. Il risultato è un oggetto decorativo adatto sia all’interno che al giardino, personalizzabile nelle dimensioni e nella finitura, con una spesa in materiali che raramente supera i 15 euro se si parte da legno di pallet o scarti di cantiere.
Quattro listelli, una sega e colla vinilica: il necessario per iniziare
La struttura base di una lanterna a parallelepipedo si ottiene con otto listelli verticali (sezione indicativa 2 × 2 cm, lunghezza 30 cm) e otto traverse orizzontali della stessa sezione, lunghe quanto il lato desiderato della base (in genere 10, 12 cm). Due quadrati di compensato da 3 mm chiudono il fondo e il piano d’appoggio superiore. Come utensili servono un seghetto (manuale o alternativo elettrico), carta abrasiva grana 120 e 220, colla vinilica per legno, un avvitatore con viti da 3 × 20 mm oppure chiodini da 25 mm, e un metro a nastro. Chi vuole inserire pannelli traslucidi al posto del vetro può usare fogli di acetato o carta da forno, fissati con punti metallici. Prima di tagliare qualsiasi pezzo, vale la pena indossare occhiali protettivi e una mascherina antipolvere, come indicato nella guida ai DPI per il fai da te presente su questo sito.
Assemblaggio in tre fasi: base, struttura e finitura
Si comincia incollando le traverse a formare due telai quadrati identici, che diventeranno la corona inferiore e quella superiore. Dopo averli lasciati asciugare almeno venti minuti, si fissano i quattro montanti verticali agli angoli del telaio inferiore con una vite ciascuno, poi si ripete l’operazione con il telaio superiore. A questo punto la lanterna ha già la sua forma a gabbia. Il pannello di fondo si incolla sotto il telaio inferiore, quello superiore può restare mobile per accedere alla candela. Una carteggiatura progressiva (prima grana 120, poi 220) elimina le schegge e prepara il legno al trattamento.
Per la finitura, le opzioni più diffuse sono tre. L’impregnante a base d’acqua protegge il legno dall’umidità se la lanterna andrà all’esterno, come spiegato nelle schede tecniche pubblicate dalla UNI (Ente Italiano di Normazione) per i trattamenti protettivi del legno. La cera d’api conferisce un aspetto caldo, adatto agli interni. La vernice bianca a gesso (chalk paint) dà l’effetto shabby chic, molto presente nei risultati di ricerca sul tema. Basta, insomma, scegliere in base alla destinazione dell’oggetto.
Candela vera o LED: una scelta che riguarda anche la sicurezza
Il legno è un materiale combustibile, classificato in classe 3 secondo il decreto del Ministero dell’Interno del 26 giugno 1984 (testo consultabile su Normattiva). Inserire una candela a fiamma viva dentro una struttura in legno non trattato con ritardante di fiamma comporta un rischio concreto, soprattutto se la lanterna è collocata vicino a tessuti o su un piano in legno. Le candele LED a batteria eliminano il problema alla radice e oggi riproducono in modo convincente il tremolio della fiamma.
Chi preferisce comunque la fiamma vera deve rispettare alcune precauzioni: usare un portacandela in metallo o vetro all’interno, non lasciare mai la lanterna incustodita e mantenere almeno 5 cm di distanza tra la fiamma e le pareti di legno. Per il legno da esterni, come quello di una lanterna destinata al giardino, può essere utile consultare anche i consigli sulla scelta del legno per strutture da esterno, dove si parla di essenze resistenti all’umidità.
Elemento | Misura consigliata
Listelli montanti | 2 × 2 × 30 cm
Traverse orizzontali | 2 × 2 × 12 cm
Pannello di fondo | compensato 3 mm, 12 × 12 cm
Viti o chiodini | 3 × 20 mm
Tempo di assemblaggio | 1,5, 2 ore
Costo materiali (legno di recupero) | sotto i 15 €
La lanterna finita si può appendere con un gancio a S oppure appoggiare su un davanzale. Come si è visto più sopra, la finitura determina la sua durata all’aperto: senza impregnante, il legno grezzo di abete o pino resiste una sola stagione alle intemperie. Chi utilizza una scala per appendere lanterne in quota farà bene a rispettare la regola dei tre punti di appoggio.
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