In questo articolo
- Vernici a solvente, diluenti e batterie al piombo sono rifiuti pericolosi con obbligo di conferimento separato secondo il D.Lgs. 152/2006
- Il centro di raccolta comunale (isola ecologica) accetta gratuitamente i rifiuti urbani pericolosi dei privati cittadini
- La vernice ad acqua completamente essiccata può essere gettata nell’indifferenziato, ma solo se il barattolo è vuoto e asciutto
- Le batterie portatili si conferiscono nei contenitori dedicati presenti in supermercati, ferramenta e centri di raccolta
- Chi abbandona rifiuti pericolosi rischia una sanzione amministrativa da 300 a 3 100 euro ai sensi dell’art. 255 del D.Lgs. 152/2006
- Le imprese devono rivolgersi a trasportatori autorizzati iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali
Indice
- Perché vernici e solventi sono classificati rifiuti pericolosi
- Codici CER: come si identificano vernici, solventi e batterie
- Dove portare vernici e solventi esausti: i centri di raccolta comunali
- Batterie esauste: pile portatili e accumulatori al piombo
- Vernice ad acqua e vernice a solvente: smaltimento diverso
- Costi di smaltimento per privati e per imprese
- Errori comuni che espongono a sanzioni da 300 a 3 100 euro
- Come ridurre gli avanzi di vernice prima dello smaltimento
Smaltire vernici e solventi in modo corretto significa portarli al centro di raccolta comunale (isola ecologica) oppure, per le imprese, affidarli a un trasportatore iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Questi prodotti contengono sostanze tossiche, infiammabili o irritanti che li classificano come rifiuti urbani pericolosi secondo il D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale).
Il problema riguarda chiunque abbia appena imbiancato casa da solo o verniciato un mobile in garage: barattoli mezzi pieni, pennelli intrisi di solvente, bombolette spray e batterie scariche finiscono spesso nel bidone sbagliato. Le conseguenze vanno dall’inquinamento di suolo e falde fino a sanzioni pecuniarie per il singolo cittadino.
Perché vernici e solventi sono classificati rifiuti pericolosi
Il Regolamento europeo CLP (CE n. 1272/2008) assegna a vernici a solvente, diluenti, trielina, acetone e acquaragia pittogrammi di pericolo che indicano infiammabilità, tossicità e danno ambientale. Quando questi prodotti diventano rifiuti, mantengono le stesse caratteristiche di pericolo e rientrano nella categoria dei rifiuti urbani pericolosi (RUP) se provengono da utenze domestiche.
Le sostanze più comuni presenti nei solventi da verniciatura sono il toluene, lo xilene e l’acetato di etile. Secondo la scheda di sicurezza che ogni produttore è tenuto a fornire ai sensi del Regolamento REACH (CE n. 1907/2006), queste sostanze possono causare danni al sistema nervoso centrale per esposizione prolungata e sono altamente inquinanti per gli organismi acquatici. Una singola latta da 750 ml di smalto sintetico versata in uno scarico domestico può contaminare fino a 750 000 litri di acqua, secondo le stime dell’Agenzia Europea dell’Ambiente.
Anche le batterie rientrano tra i rifiuti pericolosi: gli accumulatori al piombo-acido contengono acido solforico e piombo metallico, mentre le pile a bottone possono contenere mercurio. Il D.Lgs. 152/2006, art. 227 disciplina specificamente la raccolta e il recupero di batterie e accumulatori esausti.
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Codici CER: come si identificano vernici, solventi e batterie
Ogni rifiuto in Europa è identificato da un codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti), oggi denominato codice EER dopo l’aggiornamento della Decisione 2014/955/UE. I codici contrassegnati con un asterisco (*) indicano rifiuti pericolosi. Conoscere il codice corretto è essenziale per il conferimento al centro di raccolta e, nel caso delle imprese, per la compilazione del formulario di identificazione rifiuti.
| Tipo di rifiuto | Codice CER/EER | Pericoloso | Dove conferire |
|---|---|---|---|
| Vernici, inchiostri, adesivi con solventi organici | 20 01 27* | Sì | Centro di raccolta comunale |
| Vernici, inchiostri, adesivi senza sostanze pericolose | 20 01 28 | No | Centro di raccolta comunale |
| Solventi organici esausti | 20 01 13* | Sì | Centro di raccolta comunale |
| Batterie e accumulatori (pericolosi) | 20 01 33* | Sì | Centro di raccolta / contenitori dedicati |
| Batterie e accumulatori (non pericolosi) | 20 01 34 | No | Contenitori nei punti vendita |
| Bombolette spray con residuo | 20 01 27* / 15 01 10* | Sì | Centro di raccolta comunale |
| Barattolo metallico vuoto e pulito | 15 01 04 | No | Raccolta metalli |
La distinzione tra il codice 20 01 27* e il 20 01 28 dipende dalla composizione chimica dichiarata nella scheda tecnica del prodotto. In linea generale, le vernici a base solvente ricadono quasi sempre nel codice con asterisco, mentre alcune idropitture a base d’acqua prive di biocidi pericolosi possono rientrare nel codice senza asterisco.
Dove portare vernici e solventi esausti: i centri di raccolta comunali
Il centro di raccolta comunale, comunemente chiamato isola ecologica, piattaforma ecologica o ecocentro, è il punto di conferimento gratuito per i rifiuti urbani pericolosi prodotti dai privati cittadini. Il D.M. 8 aprile 2008 e successive modifiche stabiliscono le caratteristiche tecniche minime di questi impianti e le tipologie di rifiuti accettati.
Per trovare il centro di raccolta più vicino è sufficiente consultare il sito web del proprio Comune o dell’azienda municipalizzata che gestisce i rifiuti. In molti Comuni è attivo anche un servizio di ritiro a domicilio su prenotazione per i rifiuti pericolosi domestici, particolarmente utile per chi non dispone di un mezzo di trasporto.
All’atto del conferimento è necessario:
- Presentare un documento di identità e, in alcuni Comuni, la tessera sanitaria o la carta dei servizi ambientali
- Mantenere i prodotti nei contenitori originali con etichetta leggibile, quando possibile
- Non mescolare mai vernici diverse o solventi diversi nello stesso contenitore
- Rispettare i quantitativi massimi per singolo conferimento, che variano da Comune a Comune (tipicamente fra 15 e 50 kg per volta)
Alcuni Comuni organizzano anche giornate ecologiche itineranti, con un mezzo attrezzato che sosta nei quartieri per raccogliere rifiuti pericolosi domestici. L’informazione è reperibile sui canali ufficiali dell’ente gestore locale.
Chi ha appena terminato lavori di tinteggiatura e si trova con rulli e pennelli sporchi di vernice a solvente, deve sapere che anche gli strumenti non lavabili vanno conferiti come rifiuti pericolosi se intrisi di prodotto. Il solvente di lavaggio usato per pulire gli attrezzi è esso stesso un rifiuto pericoloso (CER 20 01 13*).
Batterie esauste: pile portatili e accumulatori al piombo
Le batterie esauste seguono un percorso di raccolta differenziato a seconda della tipologia. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) distingue tre categorie principali: pile portatili, batterie industriali e batterie per autoveicoli.
Pile portatili (stilo AA, ministilo AAA, pile a bottone, batterie da 9 V): vanno depositate negli appositi contenitori di raccolta presenti nei supermercati, nelle ferramenta, nei negozi di elettronica e nei centri di raccolta comunali. Il D.Lgs. 188/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/66/CE, obbliga i rivenditori con superficie superiore a 400 m² a mettere a disposizione dei clienti un contenitore per la raccolta gratuita delle pile esauste. Chi utilizza batterie ricaricabili 18 V per utensili elettroportatili deve conferire gli accumulatori esausti al centro di raccolta o restituirli al rivenditore.
Batterie al piombo-acido (auto, moto, gruppi di continuità): contengono piombo e acido solforico. Vanno consegnate al centro di raccolta comunale o restituite al rivenditore al momento dell’acquisto di una batteria nuova. Il consorzio nazionale preposto al recupero gestisce la filiera che consente di riciclare oltre il 99 % del piombo contenuto, secondo i dati pubblicati annualmente.
Batterie al litio (smartphone, laptop, powerbank, bici elettriche): richiedono particolare attenzione perché, se danneggiate o esposte a calore, possono innescare un thermal runaway con rischio di incendio. Vanno conferite integre, con i terminali protetti da nastro isolante, al centro di raccolta o nei punti vendita autorizzati.
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Vernice ad acqua e vernice a solvente: smaltimento diverso
La distinzione tra pittura lavabile o traspirante a base acquosa e smalto a base solvente è fondamentale per lo smaltimento. Le due categorie seguono percorsi diversi perché presentano livelli di pericolosità differenti.
Vernice a solvente (smalti sintetici, fondi, antiruggine a solvente): è sempre un rifiuto pericoloso (CER 20 01 27*). Va conferita al centro di raccolta nel contenitore originale, mai versata nello scarico e mai lasciata evaporare all’aperto. Il solvente di pulizia usato dopo la verniciatura è anch’esso pericoloso.
Vernice ad acqua (idropitture murali, smalti all’acqua): se il barattolo contiene ancora prodotto liquido, va portato comunque al centro di raccolta. Se invece la vernice nel barattolo si è completamente essiccata e solidificata, il residuo secco può essere conferito nell’indifferenziato e il barattolo metallico nella raccolta dei metalli, dopo averlo raschiato. Questa indicazione è confermata da numerose aziende municipalizzate italiane nei rispettivi regolamenti di raccolta.
Chi ha utilizzato un primer prima della finitura deve verificare la composizione: i primer aggrappanti a solvente seguono il percorso dei rifiuti pericolosi, i primer acrilici all’acqua seguono quello delle idropitture.
Le bombolette spray meritano un discorso a parte. Anche le bombolette di vernice all’acqua contengono gas propellenti (tipicamente butano o propano) che le rendono rifiuti pericolosi se non completamente svuotate. Una bomboletta vuota e depressurizzata, priva di residuo di prodotto, può essere conferita nella raccolta degli imballaggi metallici. Una bomboletta con residuo va al centro di raccolta come rifiuto pericoloso.
Costi di smaltimento per privati e per imprese
Per i privati cittadini il conferimento al centro di raccolta comunale è gratuito: il costo è coperto dalla TARI (Tassa sui Rifiuti) che ogni nucleo familiare paga annualmente. Il servizio di ritiro a domicilio, dove disponibile, è anch’esso generalmente incluso nella tariffa, con un limite di interventi annui per utenza.
Per le imprese e i professionisti (imbianchini, carrozzieri, falegnami, cantieri edili) la situazione è diversa. I rifiuti prodotti nell’esercizio dell’attività sono classificati come rifiuti speciali e devono essere gestiti tramite operatori autorizzati. Chi esegue lavori di stuccatura e tinteggiatura a livello professionale deve tenere traccia dei rifiuti prodotti.
| Voce | Privato cittadino | Impresa / professionista |
|---|---|---|
| Conferimento vernici al centro di raccolta | Gratuito (incluso in TARI) | Non ammesso (rifiuto speciale) |
| Trasporto rifiuti pericolosi | Autonomo fino al centro di raccolta | Solo con trasportatore iscritto Albo Gestori |
| Costo smaltimento vernici a solvente (per kg) | Incluso in TARI | Da 0,80 a 2,50 € / kg (variabile per zona) |
| Costo smaltimento solventi esausti (per kg) | Incluso in TARI | Da 0,60 a 1,80 € / kg |
| Formulario di identificazione rifiuti (FIR) | Non richiesto | Obbligatorio per ogni trasporto |
| Registro di carico e scarico | Non richiesto | Obbligatorio per produttori di rifiuti pericolosi |
Le imprese che producono rifiuti di verniciatura devono compilare il formulario di identificazione rifiuti (FIR) in quattro copie per ogni trasporto e annotare le movimentazioni nel registro cronologico di carico e scarico. Dal 2025 questi adempimenti confluiscono progressivamente nel sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), gestito dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Errori comuni che espongono a sanzioni da 300 a 3 100 euro
L’art. 255 del D.Lgs. 152/2006 prevede una sanzione amministrativa da 300 a 3 100 euro per chi abbandona rifiuti o li deposita in modo incontrollato. Se i rifiuti abbandonati sono pericolosi, come nel caso di vernici a solvente o batterie al piombo, la sanzione è applicata nella misura massima. In alcuni casi può configurarsi anche il reato penale previsto dall’art. 256 dello stesso decreto.
Gli errori più frequenti, che espongono a sanzioni e causano danni ambientali:
- Versare la vernice avanzata nello scarico del lavandino: i solventi organici superano i limiti di emissione allo scarico in fognatura e danneggiano i depuratori. Anche la vernice ad acqua liquida non va versata nello scarico perché contiene pigmenti, resine e additivi che non vengono trattati dall’impianto di depurazione.
- Gettare barattoli pieni nel cassonetto dell’indifferenziato: il barattolo con residuo di vernice è un rifiuto pericoloso, non un rifiuto indifferenziato. I sistemi di controllo con telecamere, attivi in molti Comuni, permettono di risalire al responsabile.
- Abbandonare latte di vernice nei pressi dei cassonetti: è abbandono di rifiuti a tutti gli effetti, sanzionabile anche con ordinanza sindacale di ripristino dello stato dei luoghi a spese del trasgressore.
- Bruciare vernici e solventi: la combustione incontrollata di solventi organici produce diossine, furani e altri inquinanti estremamente pericolosi. Oltre alla sanzione amministrativa si configura il reato di combustione illecita di rifiuti (art. 256-bis D.Lgs. 152/2006), punito con la reclusione da 2 a 5 anni.
- Mescolare rifiuti pericolosi diversi: miscelare vernici a solvente con batterie esauste o con altri rifiuti pericolosi in un unico contenitore viola il divieto di miscelazione previsto dall’art. 187 del Testo Unico Ambientale.
Chi lavora con la smerigliatrice angolare o con la levigatrice su superfici verniciate deve sapere che anche le polveri di carteggiatura di vecchie vernici al piombo (presenti in edifici costruiti prima degli anni Settanta) sono rifiuti pericolosi e vanno gestite di conseguenza.
Come ridurre gli avanzi di vernice prima dello smaltimento
Il modo migliore per ridurre il problema dello smaltimento è produrre meno rifiuti. Calcolare con precisione la quantità di pittura necessaria prima dell’acquisto è il primo passo. La resa media di un’idropittura murale è indicata dal produttore in etichetta e varia tipicamente tra 8 e 12 m² per litro in una mano, a seconda del supporto e dello strumento applicativo. Chi si prepara a imbiancare casa può misurare le pareti e calcolare la superficie totale prima di acquistare il prodotto.
Alcuni accorgimenti pratici per ridurre gli avanzi:
- Acquistare la quantità giusta: molti rivenditori permettono la tintometria su formati diversi. Meglio comprare due latte piccole che una grande, se il calcolo della superficie è incerto.
- Conservare correttamente la vernice avanzata: un barattolo ben chiuso, conservato al riparo dal gelo e dal calore diretto, può durare 2-3 anni per le idropitture e fino a 5 anni per gli smalti a solvente. È utile annotare sulla latta la data di apertura e la stanza in cui è stata usata.
- Utilizzare la vernice avanzata per ritocchi, piccole manutenzioni o per verniciare oggetti secondari (cassette di legno, ripiani interni di armadi). Chi deve stuccare e ritoccare una parete potrà usare la pittura conservata senza acquistarne di nuova.
- Donare il prodotto: vernice ancora utilizzabile può essere offerta a vicini, associazioni o gruppi di condivisione locali. In molte città esistono iniziative di scambio materiali promosse dai Comuni.
Per i pennelli e i rulli, la pulizia accurata subito dopo l’uso allunga la vita dell’attrezzo e riduce i rifiuti. I pennelli usati con idropittura si lavano sotto acqua corrente; quelli usati con smalti a solvente richiedono acquaragia o diluente nitro, che diventa a sua volta un rifiuto da conferire. Chi sceglie con attenzione tra rullo e pennello in base al tipo di lavoro riduce anche lo spreco di prodotto.
Per quanto riguarda le batterie, la scelta di pile ricaricabili (NiMH o litio) al posto delle alcaline usa e getta riduce drasticamente il numero di pile esauste da smaltire. Una singola batteria ricaricabile può sostituire fino a 500 pile alcaline nel corso della sua vita utile, secondo le indicazioni dei principali produttori.
Chi deve smaltire materiali legati a una ristrutturazione più ampia, ad esempio dopo aver verificato la presenza di amianto in un edificio datato, deve sapere che i rifiuti contenenti amianto seguono un percorso di smaltimento ancora più rigido, con obbligo di bonifica da parte di ditte specializzate e iscritte all’Albo nella categoria 10.
Da ricordare
- Portare vernici a solvente, diluenti, acquaragia e bombolette con residuo al centro di raccolta comunale: il servizio è gratuito per i privati
- Non versare mai vernice liquida, neppure ad acqua, nello scarico domestico: contiene resine e additivi che inquinano le acque
- Depositare le pile esauste nei contenitori dedicati presenti in supermercati e ferramenta, proteggendo i terminali delle batterie al litio con nastro isolante
- Conservare la vernice avanzata in barattoli ben chiusi al riparo da gelo e calore: può durare 2-3 anni ed essere usata per ritocchi
- Verificare il codice CER sulla scheda tecnica del prodotto: il codice con asterisco (20 01 27*) indica un rifiuto pericoloso con obbligo di conferimento separato
Domande frequenti
Come si smaltiscono i rifiuti di verniciatura?
I rifiuti di verniciatura domestica (barattoli con residuo, pennelli non recuperabili, solventi usati) si portano al centro di raccolta comunale più vicino. Il servizio è gratuito per i privati. Le imprese devono invece rivolgersi a trasportatori autorizzati iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e compilare il formulario di identificazione rifiuti.
Se la vernice ad acqua è ancora liquida, va portata al centro di raccolta comunale. Se si è completamente essiccata e solidificata nel barattolo, il residuo secco può essere gettato nell’indifferenziato e il barattolo metallico pulito nella raccolta dei metalli. Non versare mai vernice liquida nello scarico del lavandino.Dove si butta la vernice ad acqua avanzata?
Il codice CER per le vernici contenenti solventi organici pericolosi è 20 01 27* (l’asterisco indica rifiuto pericoloso). Le vernici ad acqua prive di sostanze pericolose possono ricadere nel codice 20 01 28, senza asterisco. Il codice corretto si determina in base alla composizione indicata nella scheda tecnica del prodotto.Qual è il codice CER per le vernici?
Il costo di smaltimento per le imprese varia in base alla zona e al tipo di rifiuto. Per le vernici a solvente si va indicativamente da 0,80 a 2,50 euro al chilogrammo, per i solventi esausti da 0,60 a 1,80 euro al chilogrammo. A questi costi si aggiunge il trasporto con mezzo autorizzato e gli oneri amministrativi per la compilazione del FIR e del registro di carico e scarico.Quanto costa smaltire vernici e solventi per un’impresa?
Gettare vernici nel cassonetto dell’indifferenziato o abbandonarle nei pressi dei cassonetti costituisce abbandono di rifiuti, sanzionato con una multa da 300 a 3 100 euro ai sensi dell’art. 255 del D.Lgs. 152/2006. Se i rifiuti sono pericolosi, la sanzione è applicata nella misura massima. In caso di combustione illecita si rischiano da 2 a 5 anni di reclusione.Cosa succede se si gettano vernici nel cassonetto normale?
Le pile portatili (stilo, ministilo, pile a bottone) vanno depositate nei contenitori di raccolta dedicati presenti nei supermercati con superficie superiore a 400 m², nelle ferramenta e nei centri di raccolta comunali. Le batterie al piombo di auto e moto vanno consegnate al centro di raccolta o restituite al rivenditore. Le batterie al litio vanno conferite integre, con i terminali protetti da nastro isolante.Dove si buttano le batterie scariche?
Fonti
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