Bonus 110 casa 2026: tutto quello che devi sapere oggi

In questo articolo

  • Il Superbonus 110% nel 2026 è sceso all’aliquota del 65% per i soli interventi già avviati entro il 2023
  • Solo i condomìni e gli edifici da 2 a 4 unità con CILAS presentata entro il 17 febbraio 2023 possono ancora accedere
  • Le villette unifamiliari sono completamente escluse dal Superbonus dal 1° gennaio 2024
  • Esistono almeno 4 bonus alternativi ancora attivi nel 2026 per chi vuole ristrutturare casa
  • La cessione del credito e lo sconto in fattura sono ormai bloccati dal Decreto Cessioni del 2023, salvo rare eccezioni
  • Chi ha lavori in corso deve rispettare scadenze precise per non perdere il diritto alla detrazione residua

Ve lo dico subito, da artigiano che ha vissuto sulla propria pelle l’intera parabola del Superbonus: il bonus 110 casa 2026 non è più quello che conoscevamo. Dopo oltre vent’anni passati a ristrutturare case, appartamenti e condomìni tra Bologna e l’Emilia-Romagna, ho visto nascere, crescere e ridimensionarsi questo incentivo che ha cambiato il volto dell’edilizia italiana. Oggi voglio fare chiarezza su cosa resta davvero, chi può ancora beneficiarne e quali sono le strade alternative per chi vuole migliorare la propria abitazione senza rinunciare alle agevolazioni fiscali.

Negli ultimi mesi mi sono arrivate decine di telefonate da clienti, amici e conoscenti che mi chiedono: “Marco, posso ancora avere il 110?” La risposta, purtroppo, nella maggior parte dei casi è no. Ma non tutto è perduto, e in questo articolo vi spiego esattamente dove siamo e cosa potete fare.

Verifica della documentazione tecnica e degli attestati energetici: un passaggio fondamentale per accedere al Superbonus
Verifica della documentazione tecnica e degli attestati energetici: un passaggio fondamentale per accedere al Superbonus

Che cosa resta del bonus 110 nel 2026

Partiamo dal dato fondamentale: il Superbonus al 110% non esiste più nella sua forma originaria. L’aliquota piena si è applicata fino al 31 dicembre 2023 per i condomìni e fino al 30 settembre 2023 per le villette unifamiliari (a patto di aver completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022). Quello che rimane nel 2026 è un’ombra dell’incentivo originario, con un’aliquota ridotta al 65% e limitata a pochissime categorie di beneficiari.

Il percorso di riduzione è stato graduale ma inesorabile. Come stabilito dalla Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) e successive modifiche, l’aliquota è passata dal 110% al 70% nel 2024, poi al 65% nel 2025, e rimane al 65% anche per il 2026, ma solo per i cantieri che rispettano determinati requisiti temporali. Dalla mia esperienza diretta posso dirvi che la maggior parte dei cantieri Superbonus nella zona di Bologna si è chiusa tra il 2023 e il 2024; quelli ancora aperti nel 2026 sono casi particolari, spesso legati a condomìni di grandi dimensioni con complessità burocratiche.

Un aspetto che molti ignorano riguarda la spalmatura decennale introdotta con il Decreto Legge n. 39/2024. Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024, la detrazione non si recupera più in 4 anni ma in 10 anni. Questo significa rate annuali più basse in dichiarazione dei redditi, un punto che incide non poco sulla convenienza effettiva dell’operazione.

Chi può ancora accedere al Superbonus

Nel 2026, l’accesso al Superbonus (al 65%) è riservato esclusivamente a chi soddisfa tutte le seguenti condizioni:

  • Condomìni che abbiano presentato la CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus) entro il 17 febbraio 2023
  • Edifici da 2 a 4 unità immobiliari, anche se posseduti da un unico proprietario, con CILAS presentata entro la stessa data
  • Interventi di demolizione e ricostruzione per i quali l’istanza per il titolo abilitativo sia stata presentata entro il 17 febbraio 2023

Le villette unifamiliari e le unità funzionalmente indipendenti sono completamente tagliate fuori. Questo è il punto dolente per la maggior parte dei proprietari di casa che mi contattano. Se avete una villetta e non avete avviato i lavori entro le scadenze del 2023, il Superbonus non fa più per voi.

Un’eccezione importante riguarda le ONLUS, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri: per queste realtà il Superbonus al 110% è stato prorogato, anche se con vincoli specifici. Se fate parte di una di queste organizzazioni, vi consiglio di verificare la vostra posizione con un commercialista specializzato.

Ricordo anche che gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari) e gli enti con finalità analoghe hanno avuto tempi diversi, ma anche per loro le finestre si sono progressivamente chiuse.

Aliquote e scadenze aggiornate

Per avere un quadro chiaro, ho preparato una tabella riepilogativa che uso anche come riferimento nel mio lavoro quotidiano.

Periodo Aliquota Beneficiari Durata detrazione
Fino al 31/12/2023 110% Condomìni, edifici 2-4 unità, villette (con SAL 30%) 4 anni
01/01/2024 – 31/12/2024 70% Condomìni e edifici 2-4 unità con CILAS entro 17/02/2023 10 anni
01/01/2025 – 31/12/2025 65% Condomìni e edifici 2-4 unità con CILAS entro 17/02/2023 10 anni
01/01/2026 – 31/12/2026 65% Solo cantieri già avviati con CILAS entro 17/02/2023 10 anni
Dal 2027 Non previsto Nessuno (salvo nuove disposizioni)

Come vedete dalla tabella, il 2026 rappresenta sostanzialmente l’ultimo anno utile per il Superbonus. Dal 2027, salvo sorprese legislative, questa agevolazione cesserà di esistere. Se avete lavori in corso, è fondamentale completarli e sostenere le spese entro il 31 dicembre 2026 per poter portare in detrazione il 65%.

Un punto critico che ho riscontrato in diversi cantieri riguarda la corretta documentazione delle spese. Non basta che i lavori siano ultimati: bisogna che i pagamenti avvengano tramite bonifico parlante entro la scadenza. Ho visto casi in cui cantieri completati a novembre hanno perso l’agevolazione per un bonifico partito il 3 gennaio dell’anno successivo. Fate attenzione.

Installazione di una caldaia a condensazione: intervento trainante ancora ammesso dal Superbonus e dall'Ecobonus
Installazione di una caldaia a condensazione: intervento trainante ancora ammesso dal Superbonus e dall’Ecobonus

Cessione del credito e sconto in fattura

Questo è forse l’argomento più doloroso per chi lavora nel settore. Il Decreto Cessioni (DL 11/2023, convertito nella Legge 38/2023) ha di fatto bloccato la cessione del credito e lo sconto in fattura per tutti i nuovi interventi dal 17 febbraio 2023. Secondo quanto pubblicato dall’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata al Superbonus, le uniche eccezioni riguardano i cantieri già avviati prima di quella data e con comunicazione già inviata.

Cosa significa in pratica? Che nel 2026 la stragrande maggioranza di chi accede al Superbonus residuo al 65% dovrà utilizzare la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi. Niente più sconto in fattura dal fornitore, niente più vendita del credito alla banca. È un cambiamento epocale che ha ridotto drasticamente l’appeal del bonus, soprattutto per le famiglie con redditi medio-bassi che non hanno capienza fiscale sufficiente per sfruttare la detrazione.

Vi faccio un esempio concreto tratto dalla mia esperienza. Un condominio di 12 unità a Bologna con cui ho lavorato nel 2023 ha potuto fare il cappotto termico e sostituire la caldaia centralizzata praticamente a costo zero grazie allo sconto in fattura al 110%. Lo stesso identico intervento oggi, con il 65% in detrazione diretta su 10 anni, richiederebbe a ciascun condomino un esborso iniziale significativo e la pazienza di recuperare la detrazione in un decennio. Se vi interessa approfondire il tema del costo del cappotto termico al metro quadro, vi consiglio di leggere la mia guida dedicata.

Esiste un’eccezione rilevante: il cosiddetto “contributo per i redditi bassi”. Per i contribuenti con reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro che abbiano sostenuto spese per interventi Superbonus, è previsto un contributo a fondo perduto. Tuttavia, le risorse stanziate sono limitate e i fondi disponibili nel 2026 sono ormai residuali.

Interventi ammessi e requisiti tecnici

Per chi rientra ancora nel Superbonus al 65%, gli interventi ammessi restano quelli definiti dall’articolo 119 del Decreto Rilancio. Si dividono in interventi trainanti e interventi trainati.

Gli interventi trainanti sono quelli che da soli attivano il diritto al Superbonus:

  • Isolamento termico delle superfici opache (il famoso cappotto termico) che interessi almeno il 25% della superficie disperdente lorda. Per conoscere i difetti del cappotto termico da valutare prima, leggete il mio approfondimento
  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con sistemi centralizzati a condensazione (classe A), pompe di calore o sistemi ibridi. Chi vuole capire meglio il funzionamento di una caldaia a condensazione trova tutto nel mio articolo dedicato
  • Interventi antisismici nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (Sismabonus)

Gli interventi trainati, che beneficiano del Superbonus solo se eseguiti insieme a un trainante, includono:

  • Installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo
  • Sostituzione degli infissi e serramenti
  • Installazione di schermature solari, comprese le tapparelle. Se state valutando anche interventi sulle tapparelle, potrebbe interessarvi la guida su come eliminare il cassonetto delle tapparelle
  • Installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici
  • Eliminazione delle barriere architettoniche

Il requisito tecnico fondamentale resta il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, oppure il raggiungimento della classe più alta possibile se il salto di due classi non è tecnicamente realizzabile. Questo va dimostrato tramite l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) ante e post intervento, redatto da un tecnico abilitato.

Da artigiano, vi dico che la parte tecnica è quella che ho sempre trovato più sensata del Superbonus. Il problema è stato nella gestione burocratica e finanziaria. I cantieri che ho seguito personalmente hanno tutti raggiunto il miglioramento di due classi; è la norma quando si combinano cappotto termico e sostituzione dell’impianto di riscaldamento. Chi sta valutando la detrazione per caldaia a condensazione nel 2026 troverà informazioni utili anche per capire come questi interventi si integrano.

Alternative al Superbonus 110 nel 2026

Se il Superbonus non è più alla vostra portata, e per la maggior parte di voi sarà così, esistono diverse alternative ancora attive nel 2026 che vi permettono di ristrutturare casa con un buon risparmio fiscale. Le ho messe a confronto per darvi una visione d’insieme.

Bonus Aliquota 2026 Tetto di spesa Durata detrazione Per chi
Bonus Ristrutturazione (prima casa) 50% 96.000 € 10 anni Proprietari prima casa
Bonus Ristrutturazione (altre case) 36% 96.000 € 10 anni Proprietari seconda casa e oltre
Ecobonus 50% o 65% Variabile per intervento 10 anni Tutti i contribuenti IRPEF
Sismabonus ordinario 50%-85% 96.000 € 5 anni Zone sismiche 1, 2 e 3
Bonus Barriere Architettoniche 75% 50.000 € 5 anni Tutti, per interventi specifici

Il Bonus Ristrutturazione è quello che personalmente consiglio di più ai miei clienti nel 2026. Con la Legge di Bilancio 2025, il legislatore ha confermato l’aliquota al 50% per la prima casa fino al 2027, con un tetto di spesa di 96.000 euro. È un’agevolazione solida e collaudata che copre una gamma amplissima di lavori: dalla ristrutturazione del bagno alla sostituzione degli impianti, dal rifacimento dei pavimenti alla manutenzione straordinaria. Se state pensando anche all’acquisto, vi può interessare la guida sul bonus acquisto prima casa.

L’Ecobonus ordinario resta valido per interventi specifici di efficientamento energetico come la sostituzione di caldaie, l’installazione di pannelli solari termici e la coibentazione. Le aliquote variano dal 50% al 65% a seconda dell’intervento, e per il 2026 non sono previste modifiche sostanziali rispetto alla struttura consolidata. Per chi sta valutando una caldaia specifica, ho scritto una guida sui prezzi delle caldaie Beretta a condensazione.

Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% merita una menzione particolare. Dopo le restrizioni introdotte nel 2024 che ne hanno limitato l’ambito ai soli interventi su scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, resta comunque un’agevolazione molto interessante, anche perché è uno dei pochi bonus per cui è ancora possibile la cessione del credito.

Applicazione del cappotto termico su una villetta: nel 2026 si può sfruttare il Bonus Ristrutturazione al 50%
Applicazione del cappotto termico su una villetta: nel 2026 si può sfruttare il Bonus Ristrutturazione al 50%

Errori da evitare e consigli pratici

In questi anni ho visto di tutto: cantieri bloccati, crediti incagliati, famiglie in difficoltà. Ecco gli errori più comuni che dovete assolutamente evitare se state ancora lavorando con il Superbonus o state valutando bonus alternativi.

1. Non verificare la capienza fiscale. Con la fine della cessione del credito, la detrazione in dichiarazione è l’unica strada. Se la vostra IRPEF annua è inferiore alla rata di detrazione, perdete la differenza. Non si può riportare agli anni successivi. Ho visto pensionati con IRPEF da 2.000 euro annui che avrebbero dovuto detrarre 5.000 euro l’anno: una perdita secca di 3.000 euro ogni anno per dieci anni.

2. Trascurare la documentazione. Ogni intervento deve essere supportato da asseverazioni tecniche, visti di conformità, APE, computi metrici. Un errore in questa catena documentale può far saltare l’intera detrazione. Affidatevi sempre a un tecnico abilitato esperto in Superbonus e a un commercialista che conosca la materia.

3. Confondere il Superbonus con il Bonus Ristrutturazione. Sono due agevolazioni diverse con regole diverse. Il Superbonus richiede il salto di due classi energetiche; il Bonus Ristrutturazione no. Il Superbonus ha bisogno della CILAS; il Bonus Ristrutturazione usa la CILA ordinaria o la SCIA. Mescolare le procedure è un errore che ho visto commettere anche da professionisti.

4. Affidarsi a general contractor improvvisati. Il boom del Superbonus ha attirato nel settore operatori senza esperienza e senza solidità finanziaria. Nel 2026, molti di questi sono spariti lasciando cantieri incompleti. Se avete lavori da completare, verificate la solidità dell’impresa prima di affidare il cantiere.

5. Ignorare le scadenze dei SAL. Lo Stato di Avanzamento Lavori è il documento che certifica la percentuale di completamento dei lavori. Per il Superbonus, i SAL devono corrispondere ad almeno il 30% dell’intervento complessivo. Non rispettare questa soglia nei tempi previsti può compromettere l’accesso all’agevolazione.

Il mio consiglio più importante è anche il più semplice: non fate da soli. Il Superbonus è una materia complessa dove anche l’Agenzia delle Entrate ha dovuto pubblicare decine di circolari interpretative, come la Circolare n. 13/E del 2023, per chiarire dubbi operativi. Un team composto da commercialista, tecnico e impresa qualificata è il minimo indispensabile.

Prospettive future e nuove direttive europee

Guardando oltre il 2026, il panorama degli incentivi per la casa si sta ridisegnando sotto la spinta della Direttiva Europea Case Green (EPBD, Energy Performance of Buildings Directive), approvata definitivamente nel 2024. Questa direttiva impone agli Stati membri obiettivi ambiziosi di riduzione dei consumi energetici del patrimonio edilizio residenziale, con target progressivi al 2030 e al 2035.

L’Italia dovrà necessariamente introdurre nuovi strumenti di incentivazione per rispettare questi obiettivi, considerando che il nostro patrimonio edilizio è tra i più vecchi d’Europa: secondo i dati ISTAT sul patrimonio abitativo, oltre il 60% delle abitazioni italiane è stato costruito prima del 1980, quando le normative sull’efficienza energetica erano praticamente inesistenti.

È probabile che dal 2027 venga introdotto un nuovo sistema di incentivi, magari più mirato e meno generoso del Superbonus originario, ma comunque significativo. Si parla di un possibile bonus casa strutturale che unifichi le varie agevolazioni in un unico strumento, con aliquote differenziate in base al reddito del beneficiario e alla tipologia di intervento. Per ora sono ipotesi, ma il quadro europeo rende inevitabile una nuova tornata di incentivi.

Nel frattempo, se state pensando di ristrutturare, il mio consiglio è di non aspettare. I bonus attualmente disponibili sono ancora validi e le aliquote del 2026 sono comunque interessanti. Chi ha già esperienza con la ristrutturazione sa che anche un bonus cappotto termico nel 2026 con aliquota ridotta è meglio di nessun bonus. E per i lavori interni, dalla riparazione dei buchi nel parquet alla posa di nuove piastrelle con schemi di posa per piastrelle 60×120, il Bonus Ristrutturazione al 50% resta un’ottima opportunità.

Un aspetto che seguo con attenzione riguarda anche l’evoluzione delle tecnologie per l’efficienza energetica. I costi delle pompe di calore e dei pannelli fotovoltaici continuano a scendere, rendendo gli interventi di efficientamento sempre più accessibili anche senza incentivi al 110%. La corretta regolazione della temperatura della caldaia a condensazione è un esempio perfetto di come piccoli accorgimenti possano fare la differenza sul consumo energetico senza richiedere grandi investimenti.

Da ricordare

  • Verificate se il vostro condominio ha la CILAS presentata entro il 17 febbraio 2023: è il requisito essenziale per accedere al Superbonus residuo al 65%
  • Controllate la vostra capienza fiscale IRPEF prima di avviare qualsiasi intervento con detrazione diretta in dichiarazione dei redditi
  • Per le villette unifamiliari, puntate sul Bonus Ristrutturazione al 50% (prima casa) o sull’Ecobonus ordinario
  • Completate tutti i pagamenti con bonifico parlante entro il 31 dicembre 2026 per non perdere la detrazione
  • Conservate tutta la documentazione tecnica e fiscale per almeno 15 anni dalla data dell’ultimo utilizzo della detrazione

Domande frequenti


Il Superbonus 110% è ancora disponibile nel 2026?

No, il Superbonus al 110% non è più disponibile. Nel 2026 resta attiva un’aliquota ridotta al 65%, riservata esclusivamente ai condomìni e agli edifici da 2 a 4 unità che abbiano presentato la CILAS entro il 17 febbraio 2023. Le villette unifamiliari sono completamente escluse dal 2024.

Posso ancora cedere il credito del Superbonus nel 2026?

Nella quasi totalità dei casi, no. Il Decreto Cessioni del febbraio 2023 ha bloccato la cessione del credito e lo sconto in fattura per i nuovi interventi. Restano possibili solo per i cantieri già avviati prima del 17 febbraio 2023 con comunicazione già effettuata. Nel 2026 la modalità prevalente è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, spalmata su 10 anni.

Quali bonus casa sono ancora attivi nel 2026 per le villette?

Per le villette unifamiliari nel 2026 sono disponibili il Bonus Ristrutturazione al 50% (per la prima casa, con tetto di 96.000 euro), l’Ecobonus ordinario al 50-65% per interventi di efficientamento energetico, il Sismabonus ordinario per le zone sismiche e il Bonus Barriere Architettoniche al 75%. Quest’ultimo è anche uno dei pochi per cui è ancora possibile la cessione del credito.

Cosa succede se non completo i lavori Superbonus entro il 2026?

Se non completate i lavori e non sostenete le relative spese entro il 31 dicembre 2026, rischiate di perdere il diritto alla detrazione per la parte non completata. È fondamentale che tutti i pagamenti tramite bonifico parlante siano eseguiti entro tale data. Dal 2027, salvo nuove disposizioni legislative, il Superbonus non sarà più disponibile in nessuna forma.

Il Bonus Ristrutturazione al 50% richiede il salto di due classi energetiche?

No, il Bonus Ristrutturazione è molto meno stringente del Superbonus. Non richiede il miglioramento di due classi energetiche, non necessita di asseverazioni tecniche particolari (salvo l’attestazione di congruità delle spese per importi superiori a 70.000 euro) e si applica a una vasta gamma di lavori di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione. È sufficiente la CILA ordinaria o la SCIA.

Come faccio a sapere se il mio condominio può ancora usare il Superbonus?

Dovete verificare con l’amministratore di condominio se la CILAS è stata presentata entro il 17 febbraio 2023. Se sì, e se i lavori sono ancora in corso o le spese non sono ancora state tutte sostenute, potete beneficiare del Superbonus al 65% per le spese pagate nel 2026. È consigliabile far verificare la documentazione a un commercialista esperto in bonus edilizi per evitare contestazioni future.


MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.