Come funziona il bonus acquisto prima casa nel 2026?

In questo articolo

  • Il bonus acquisto prima casa 2025 è stato prorogato e confermato anche per il 2026 con alcune modifiche sostanziali
  • L’imposta di registro agevolata resta al 2% invece del 9% per gli acquisti da privati
  • L’IVA agevolata è fissata al 4% anziché il 10% per gli acquisti da costruttore
  • Il bonus under 36 nella sua forma originale è scaduto il 31 dicembre 2024, ma esistono nuove misure sostitutive
  • I requisiti di residenza prevedono l’obbligo di trasferimento entro 18 mesi dal rogito
  • Chi perde i requisiti rischia il recupero delle imposte ordinarie più sanzioni del 30%

Ho comprato la mia prima casa a Bologna nel 2004, e ricordo ancora la confusione nel capire quali agevolazioni fiscali mi spettassero. Da allora le regole sono cambiate più volte, ma il principio di fondo resta lo stesso: lo Stato italiano vuole facilitare l’accesso alla proprietà immobiliare per chi acquista la sua prima abitazione. Oggi vi spiego nel dettaglio come funziona il bonus acquisto prima casa 2025 nella sua versione aggiornata al 2026, con tutti i requisiti, i calcoli e le trappole da evitare.

Cosa prevede il bonus acquisto prima casa nel 2026

Il bonus acquisto prima casa 2025, confermato e prorogato anche per l’anno in corso, rappresenta un insieme di agevolazioni fiscali pensate per ridurre il carico tributario sull’acquisto della prima abitazione. Non si tratta di un contributo diretto a fondo perduto, come molti pensano, ma di una riduzione significativa delle imposte che normalmente gravano sulla compravendita immobiliare.

In termini pratici, secondo quanto stabilito dalla guida dell’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni prima casa, le principali riduzioni riguardano tre voci fondamentali:

  • Imposta di registro: ridotta dal 9% al 2% del valore catastale (per acquisti da privato)
  • IVA agevolata: ridotta dal 10% al 4% del prezzo di vendita (per acquisti da costruttore)
  • Imposte ipotecaria e catastale: fisse a 50 euro ciascuna (acquisto da privato) oppure 200 euro ciascuna (acquisto da costruttore)

Queste agevolazioni si applicano esclusivamente agli immobili classificati nelle categorie catastali da A/2 ad A/7, oltre ad A/11. Restano escluse le abitazioni di lusso, ovvero quelle accatastate come A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi).

I documenti per il rogito notarile: il passaggio fondamentale per ottenere le agevolazioni prima casa
I documenti per il rogito notarile: il passaggio fondamentale per ottenere le agevolazioni prima casa

Nella mia esperienza di artigiano che lavora quotidianamente nelle case degli italiani, ho visto decine di persone acquistare la prima casa senza conoscere bene questi benefici. Spesso ci si concentra solo sul prezzo dell’immobile e sul mutuo, trascurando che le imposte possono incidere per diverse migliaia di euro. Capire come funziona il bonus acquisto prima casa 2025 è il primo passo per risparmiare concretamente.

Requisiti necessari per accedere all’agevolazione

Per beneficiare del bonus acquisto prima casa 2025 nel 2026, è necessario rispettare una serie di requisiti ben precisi. Vi elenco quelli fondamentali, perché la mancanza anche di uno solo comporta la perdita dell’agevolazione.

Requisito di residenza: l’acquirente deve avere la residenza nel Comune dove si trova l’immobile, oppure deve impegnarsi a trasferirla entro 18 mesi dalla data del rogito notarile. Questo è il requisito che crea più problemi in assoluto: ho conosciuto almeno tre famiglie che hanno perso il beneficio perché non hanno completato il trasferimento in tempo.

Requisito di non titolarità: chi acquista non deve essere titolare, nemmeno in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un’altra casa situata nello stesso Comune. Inoltre, non deve essere titolare su tutto il territorio nazionale di diritti di proprietà su abitazioni acquistate con le medesime agevolazioni. Se possiede già un immobile acquistato con il bonus, deve rivenderlo entro un anno dal nuovo acquisto.

Categoria catastale ammessa: come già detto, l’immobile deve rientrare nelle categorie da A/2 ad A/7 oppure A/11. Vi consiglio sempre di verificare la visura catastale prima di procedere con la proposta d’acquisto.

Un aspetto che molti ignorano: il requisito di residenza è soddisfatto anche se si lavora nel Comune dell’immobile, senza necessità di risiedervi. Questa eccezione vale pure per i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti all’AIRE, che possono acquistare la prima casa in qualsiasi Comune italiano.

Differenze tra acquisto da privato e da costruttore

Uno degli aspetti più importanti del bonus acquisto prima casa 2025 riguarda la distinzione tra acquisto da un privato e acquisto da un’impresa costruttrice. Le imposte si calcolano in modo completamente diverso, e la differenza può valere migliaia di euro.

Voce fiscale Acquisto da privato (agevolato) Acquisto da costruttore (agevolato) Acquisto senza agevolazioni
Imposta di registro 2% del valore catastale 200 € fissi 9% del valore catastale
IVA Non applicabile 4% del prezzo di vendita 10% del prezzo di vendita
Imposta ipotecaria 50 € fissi 200 € fissi Proporzionale
Imposta catastale 50 € fissi 200 € fissi Proporzionale
Base di calcolo Valore catastale (prezzo-valore) Prezzo di vendita dichiarato Variabile

La differenza più rilevante sta nella base di calcolo. Quando si acquista da un privato, si può utilizzare il meccanismo del “prezzo-valore”, ovvero calcolare l’imposta di registro sul valore catastale dell’immobile anziché sul prezzo effettivamente pagato. Il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al prezzo di mercato, il che genera un risparmio notevole.

Per fare un esempio pratico: se acquistate un appartamento da un privato a 200.000 euro, con un valore catastale di 80.000 euro, l’imposta di registro agevolata sarà del 2% su 80.000 euro, ovvero 1.600 euro. Senza agevolazione, paghereste il 9% su 80.000 euro, cioè 7.200 euro. Il risparmio è di 5.600 euro solo sull’imposta di registro.

Quando invece si acquista da un costruttore, l’IVA si calcola sul prezzo di vendita dichiarato nell’atto. Su un immobile da 200.000 euro, l’IVA agevolata al 4% ammonta a 8.000 euro, contro i 20.000 euro che paghereste con l’aliquota ordinaria del 10%. Un risparmio di 12.000 euro che incide significativamente sul costo totale dell’operazione.

Calcolare il risparmio fiscale del bonus prima casa permette di pianificare al meglio il budget complessivo
Calcolare il risparmio fiscale del bonus prima casa permette di pianificare al meglio il budget complessivo

Calcolo del risparmio fiscale concreto

Da artigiano che ristruttura case da oltre vent’anni, so bene quanto ogni euro risparmiato sull’acquisto possa essere reinvestito nella manutenzione e nel miglioramento dell’abitazione. Vi mostro un calcolo dettagliato per farvi capire il vantaggio reale del bonus acquisto prima casa 2025.

Prendiamo il caso più comune: un giovane che acquista un bilocale da un privato a Bologna per 180.000 euro. Il valore catastale dell’immobile è di 65.000 euro.

Con agevolazione prima casa:

  • Imposta di registro: 2% di 65.000 € = 1.300 € (minimo 1.000 €, quindi si paga 1.300 €)
  • Imposta ipotecaria: 50 €
  • Imposta catastale: 50 €
  • Totale imposte: 1.400 €

Senza agevolazione prima casa:

  • Imposta di registro: 9% di 65.000 € = 5.850 €
  • Imposta ipotecaria: proporzionale
  • Imposta catastale: proporzionale
  • Totale imposte: oltre 6.000 €

Il risparmio netto supera i 4.500 euro. Con quella cifra, come vi dico sempre ai miei clienti, potete rifare il parquet danneggiato oppure investire in un buon cappotto termico che vi farà risparmiare sulle bollette per anni.

Per chi compra da costruttore, il risparmio è ancora più significativo. Su un trilocale nuovo da 280.000 euro, la differenza tra IVA al 4% (11.200 €) e IVA al 10% (28.000 €) è di ben 16.800 euro. Una somma che permette di affrontare serenamente i lavori di personalizzazione dell’appartamento.

Credito d’imposta per il riacquisto della prima casa

Un aspetto poco conosciuto ma estremamente vantaggioso è il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa. Se avete già acquistato un immobile con le agevolazioni prima casa e lo vendete per comprarne un altro, avete diritto a un credito d’imposta pari all’imposta di registro o all’IVA pagata sul primo acquisto.

Secondo quanto chiarito dalla banca dati Normattiva, questo credito può essere utilizzato in tre modi:

  • In diminuzione dell’imposta di registro dovuta sul nuovo acquisto
  • In diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche (IRPEF)
  • In compensazione tramite modello F24

Attenzione però: il credito non può mai superare l’importo dell’imposta dovuta sul nuovo acquisto. E soprattutto, la vendita del primo immobile e l’acquisto del secondo devono avvenire entro un anno l’uno dall’altro. Ho visto situazioni in cui famiglie hanno perso questo beneficio semplicemente perché hanno superato il termine di 12 mesi tra la vendita e il nuovo rogito.

Se state pensando di cambiare casa e avete già usufruito del bonus acquisto prima casa 2025 in passato, vi consiglio di pianificare con attenzione le tempistiche. Parlate con il vostro notaio e, se necessario, con un commercialista esperto in materia immobiliare. Il credito d’imposta può valere diverse migliaia di euro e sarebbe un peccato perderlo per una semplice disattenzione sui tempi.

Bonus under 36: cosa resta nel 2026

Il famoso bonus prima casa under 36, introdotto dal Decreto Sostegni bis nel 2021, prevedeva condizioni ancora più favorevoli per i giovani acquirenti: esenzione totale dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, e un credito d’imposta pari all’IVA versata in caso di acquisto da costruttore. Questa misura, nella sua forma originaria, è scaduta il 31 dicembre 2024.

Per il 2025 e il 2026, il legislatore ha previsto un quadro diverso. I giovani sotto i 36 anni con un ISEE inferiore a 40.000 euro possono comunque accedere alle agevolazioni ordinarie prima casa, e in alcuni casi beneficiare di ulteriori facilitazioni nell’accesso al Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, gestito da Consap.

Il Fondo di Garanzia, come riportato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, copre fino all’80% della quota capitale del mutuo per alcune categorie prioritarie:

  • Giovani coppie con almeno un componente sotto i 36 anni
  • Nuclei familiari monogenitoriali con figli minori
  • Conduttori di alloggi di edilizia residenziale pubblica
  • Giovani under 36 con ISEE inferiore a 40.000 euro

Questo significa che, anche senza il bonus under 36 nella sua versione più generosa, i giovani possono comunque ottenere mutui fino al 100% del valore dell’immobile, grazie alla garanzia statale. Un’opportunità da non sottovalutare, soprattutto in un mercato immobiliare dove raccogliere il 20% di anticipo richiesto dalle banche può essere un ostacolo insormontabile.

Il Fondo di Garanzia Consap aiuta i giovani under 36 ad ottenere mutui fino al 100% del valore dell'immobile
Il Fondo di Garanzia Consap aiuta i giovani under 36 ad ottenere mutui fino al 100% del valore dell’immobile

Errori comuni e rischio di decadenza dal beneficio

Nella mia carriera ho assistito a situazioni spiacevoli in cui proprietari hanno perso le agevolazioni del bonus acquisto prima casa 2025 per errori evitabili. Vi elenco i più frequenti, così potrete starne alla larga.

Mancato trasferimento della residenza: è l’errore numero uno. Avete 18 mesi dal rogito per trasferire la residenza nel Comune dell’immobile. Non nel quartiere, non nella stessa via: nel Comune. Se non lo fate, l’Agenzia delle Entrate vi chiederà il pagamento delle imposte ordinarie, più una sanzione del 30% e gli interessi di mora. Ho visto bollette da 8.000 euro e oltre arrivare a famiglie che semplicemente si erano dimenticate di fare il cambio di residenza.

Vendita prima dei 5 anni senza riacquisto: se vendete l’immobile acquistato con le agevolazioni prima che siano trascorsi 5 anni dal rogito, perdete il beneficio. L’unica eccezione è riacquistare un altro immobile come prima casa entro un anno dalla vendita. Questo è un vincolo che molte coppie giovani sottovalutano: la vita cambia in fretta, arrivano figli, cambiano i lavori, ma il vincolo quinquennale resta.

Dichiarazioni mendaci nell’atto: nel rogito dovete dichiarare di possedere tutti i requisiti. Se queste dichiarazioni risultano false, oltre alla decadenza rischiate anche conseguenze penali per falsa dichiarazione in atto pubblico.

Categoria catastale errata: acquistare un immobile che risulta in categoria A/1, A/8 o A/9 non dà diritto al bonus. Se l’immobile è stato erroneamente accatastato in una categoria non ammessa, dovete prima richiedere la rettifica catastale.

Un consiglio pratico che do sempre: create un promemoria nel calendario per il 17° mese dopo il rogito. In questo modo avrete ancora un mese per completare il trasferimento di residenza senza rischiare la decadenza. Costa zero e può salvarvi migliaia di euro.

Per quanto riguarda le detrazioni legate alla casa, se state valutando anche interventi di efficientamento energetico dopo l’acquisto, vi consiglio di leggere la mia guida sul bonus cappotto termico 2026 e quella sulla detrazione caldaia a condensazione 2026.

Come ristrutturare dopo l’acquisto agevolato

Una volta completato l’acquisto con il bonus prima casa, molti si trovano a dover affrontare lavori di ristrutturazione. È qui che la mia esperienza ventennale come artigiano entra in gioco, e posso dirvi che pianificare i lavori subito dopo l’acquisto è la scelta più intelligente.

Il risparmio ottenuto grazie al bonus acquisto prima casa 2025 può essere reinvestito in interventi che aumentano sia il comfort abitativo sia il valore dell’immobile. Ecco le priorità che consiglio sempre ai nuovi proprietari:

Efficientamento energetico: se la casa ha una caldaia tradizionale, valutate la sostituzione con una a condensazione. Il risparmio sulla bolletta del gas può arrivare al 30%. Date un’occhiata anche ai possibili difetti del cappotto termico prima di procedere con l’isolamento, così da evitare errori costosi.

Pavimenti e rivestimenti: se il pavimento è datato, una nuova posa può trasformare completamente l’aspetto della casa. Vi suggerisco di consultare la guida sui migliori schemi di posa per piastrelle 60×120 e di informarvi sul costo al metro quadro delle piastrelle 60×60.

Serramenti e tapparelle: le finestre vecchie sono una delle principali cause di dispersione termica. Se le tapparelle sono danneggiate, potete sostituire la cinghia da soli o, nei casi più gravi, valutare di eliminare il cassonetto per un isolamento migliore.

Arredo bagno: il bagno è uno degli ambienti che si ristruttura più spesso. Esistono soluzioni per ogni budget, dalle proposte di Puntotre per l’arredo bagno ai punti vendita specializzati come Borgoceramica.

Ricordate che i lavori di ristrutturazione sulla prima casa possono beneficiare anche del bonus ristrutturazione, che nel 2026 prevede una detrazione IRPEF fino al 50% sulle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo. La detrazione si applica su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Combinare il risparmio del bonus acquisto prima casa 2025 con le detrazioni per la ristrutturazione è una strategia fiscale intelligente. In pratica, potete risparmiare sull’acquisto e poi recuperare il 50% delle spese di ristrutturazione: un doppio vantaggio che rende l’investimento immobiliare molto più accessibile.

Un ultimo consiglio: prima di iniziare qualsiasi lavoro, verificate con il vostro Comune se è necessaria una CILA o una SCIA. Anche piccoli interventi come la sostituzione della caldaia, di cui parlo nella guida sulle caldaie Beretta a condensazione, possono richiedere comunicazioni specifiche. Meglio un’ora dal tecnico comunale che una sanzione per abuso edilizio.

Per approfondire la gestione della temperatura domestica dopo l’acquisto, vi rimando anche alla mia analisi sulla temperatura di mandata della caldaia a condensazione e alla guida su quale temperatura impostare.

Da ricordare

  • Verificate la categoria catastale dell’immobile prima della proposta d’acquisto: solo le categorie da A/2 ad A/7 e A/11 danno diritto al bonus
  • Trasferite la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi dal rogito e impostate un promemoria al 17° mese
  • Se vendete prima dei 5 anni, riacquistate entro 12 mesi per non perdere le agevolazioni
  • Calcolate il risparmio fiscale in anticipo: la differenza tra il 2% e il 9% di imposta di registro può superare i 5.000 euro
  • Combinate il bonus acquisto con il bonus ristrutturazione al 50% per massimizzare il risparmio complessivo sull’operazione

Domande frequenti


Quali sono le imposte agevolate per l’acquisto della prima casa nel 2026?

Per l’acquisto da privato, l’imposta di registro è ridotta al 2% del valore catastale (anziché il 9%), con imposte ipotecaria e catastale fisse a 50 euro ciascuna. Per l’acquisto da costruttore, l’IVA è al 4% (anziché il 10%) con imposte fisse a 200 euro ciascuna. Il risparmio complessivo può variare da 4.000 a oltre 16.000 euro a seconda del valore dell’immobile e della tipologia di venditore.


Entro quanto tempo devo trasferire la residenza dopo l’acquisto della prima casa?

Avete 18 mesi dalla data del rogito notarile per trasferire la residenza nel Comune dove si trova l’immobile acquistato con le agevolazioni. Non è necessario risiedere nello stesso indirizzo dell’immobile, ma nel medesimo Comune. Il mancato trasferimento comporta la decadenza dal beneficio, con recupero delle imposte ordinarie, sanzione del 30% e interessi di mora.


Posso vendere la prima casa acquistata con il bonus prima dei 5 anni?

Sì, è possibile vendere prima dei 5 anni senza perdere il beneficio, a condizione di acquistare un nuovo immobile come prima casa entro 12 mesi dalla vendita. In questo caso, avrete anche diritto al credito d’imposta per il riacquisto, pari all’imposta di registro o all’IVA versata sull’acquisto precedente. Se non riacquistate entro l’anno, dovrete restituire le imposte risparmiate con sanzioni e interessi.


Il bonus under 36 per la prima casa è ancora attivo nel 2026?

Il bonus under 36 nella sua forma originale, che prevedeva l’esenzione totale dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, è scaduto il 31 dicembre 2024. Nel 2026 i giovani sotto i 36 anni con ISEE inferiore a 40.000 euro possono comunque accedere alle agevolazioni ordinarie prima casa e al Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa gestito da Consap, che copre fino all’80% della quota capitale del mutuo.


Posso cumulare il bonus acquisto prima casa con il bonus ristrutturazione?

Sì, i due bonus sono perfettamente cumulabili. Dopo aver acquistato la prima casa con le agevolazioni fiscali, potete usufruire del bonus ristrutturazione che prevede una detrazione IRPEF fino al 50% sulle spese di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, entro un tetto di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali.


Come si calcola il valore catastale per l’imposta di registro agevolata?

Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente 110 (specifico per la prima casa). Ad esempio, se la rendita catastale è di 500 euro: 500 × 1,05 × 110 = 57.750 euro. L’imposta di registro al 2% si calcola su questo valore, non sul prezzo di acquisto, generando un risparmio significativo rispetto al valore di mercato dell’immobile.


MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.