Detrazioni per ristrutturazione: cosa rientra anche nel fai da te

Il bonus ristrutturazione consente, al 01/09/2026, una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo su immobili residenziali, fino a un tetto di 96.000 euro per unità immobiliare, secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate. La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo, e copre anche lavori eseguiti in autonomia dal proprietario, purché documentati con bonifico parlante e fatture intestate correttamente.

Indice

  1. Aliquota al 50% fino al 2026: limiti e condizioni aggiornate
  2. Quali lavori rientrano nella detrazione, anche senza impresa
  3. Bonifico parlante e documenti obbligatori per il fai da te
  4. Manutenzione ordinaria su parti comuni: la deroga che molti ignorano
  5. Come compilare la dichiarazione per ottenere il rimborso in 10 anni

Aliquota al 50% fino al 2026: limiti e condizioni aggiornate

La normativa fiscale italiana (art. 16-bis del TUIR) prevede una detrazione ordinaria del 36% con tetto a 48.000 euro, ma la proroga introdotta dalla Legge di Bilancio mantiene, per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026 sulla prima casa, l’aliquota maggiorata al 50% e il limite di 96.000 euro. Per le seconde case, dal 2025 l’aliquota scende al 36%.

Il tetto si applica per singola unità immobiliare, non per contribuente: chi possiede due appartamenti e ristruttura entrambi dispone di due plafond distinti. La detrazione spetta al soggetto che sostiene effettivamente la spesa e che risulta intestatario dei bonifici e delle fatture (non necessariamente il proprietario, ma anche il familiare convivente o il detentore con titolo idoneo).

Per le spese sostenute nel 2027 le percentuali si riducono ulteriormente, come indicato nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a febbraio 2026. Verificare sempre le eventuali proroghe successive prima di avviare i lavori.

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Quali lavori rientrano nella detrazione, anche senza impresa

La lista degli interventi ammessi è contenuta nell’art. 16-bis del TUIR e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Rientrano le opere di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su singole unità abitative. In condominio, anche la manutenzione ordinaria sulle parti comuni è ammessa.

Tipo di intervento Esempio concreto Detraibile in fai da te
Sostituzione infissi con modifica di materiale o tipologia Finestre in legno sostituite con PVC e doppio vetro Sì, se straordinaria
Rifacimento impianto elettrico Nuova linea con messa a norma del quadro Solo acquisto materiali (posa da abilitato)
Rifacimento pavimentazione interna Rimozione vecchio pavimento e posa di nuovo Sì, acquisto materiali detraibile
Realizzazione bagno aggiuntivo Creazione secondo bagno in locale esistente Sì per materiali, impianti da tecnico
Installazione inferriate fisse Grate di sicurezza su finestre piano terra
Tinteggiatura interna (singola unità) Imbiancare le pareti di casa No, è manutenzione ordinaria
Costruzione muro divisorio interno Tramezza in cartongesso per dividere un locale

Un punto chiave: chi esegue lavori in autonomia può detrarre il costo dei materiali acquistati (piastrelle, cemento, sanitari, porte) a condizione che l’intervento rientri fra quelli di manutenzione straordinaria o superiore. La manodopera, in questo caso, non genera costo detraibile semplicemente perché non esiste fattura per essa. La spesa per materiali va comunque documentata con fattura intestata e pagata con bonifico parlante.

Attenzione alla distinzione fra ordinaria e straordinaria: stuccare crepe e fori o ridipingere una stanza rientra nella manutenzione ordinaria e, su singola unità, non dà diritto alla detrazione. Lo stesso vale per la verniciatura dei termosifoni, a meno che non faccia parte di un intervento più ampio documentato nella pratica edilizia.

Bonifico parlante e documenti obbligatori per il fai da te

Senza bonifico parlante non esiste detrazione, nemmeno per un solo sacchetto di malta. Il bonifico deve riportare: causale del versamento con riferimento all’art. 16-bis del DPR 917/1986, codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA o codice fiscale del fornitore. La banca o le Poste operano automaticamente la ritenuta d’acconto dell’8% sul pagamento.

Per chi lavora in autonomia (magari un sabato mattina, con la radio accesa e il gatto che osserva perplesso dalla soglia) i documenti necessari sono:

  • Fatture di acquisto dei materiali intestate al soggetto che detrae
  • Bonifici parlanti per ogni pagamento, anche se fatto in ferramenta
  • Titolo abilitativo (CILA, SCIA o permesso di costruire) quando richiesto dal tipo di intervento
  • Comunicazione preventiva all’ASL, se prevista dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri
  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la data di inizio lavori e la conformità degli interventi

Il pagamento in contanti o con carta di credito ordinaria non consente l’accesso al beneficio fiscale. L’Agenzia delle Entrate su questo punto è categorica.

Manutenzione ordinaria su parti comuni: la deroga che molti ignorano

Su un appartamento singolo, la manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione di rubinetti, sostituzione di una presa elettrica) non è detraibile. Sulle parti comuni condominiali, invece, anche gli interventi ordinari danno diritto alla detrazione del 50%. Il rifacimento dell’intonaco delle scale, la riparazione del portone, la ritinteggiatura delle facciate rientrano tutti nel bonus se deliberati dall’assemblea e pagati dal condominio con bonifico parlante.

L’amministratore rilascia a ogni condomino la certificazione della quota millesimale spettante. Questa somma va riportata nella dichiarazione dei redditi senza che il singolo condomino debba conservare le fatture originali: basta l’attestazione.

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Come compilare la dichiarazione per ottenere il rimborso in 10 anni

La detrazione si inserisce nel modello 730 o nel modello Redditi PF, nel quadro dedicato agli oneri detraibili per interventi edilizi. Serve indicare l’anno di sostenimento della spesa, l’importo totale, il numero della rata (da 1 a 10) e i dati catastali dell’immobile.

Se la spesa totale è di 20.000 euro, la detrazione complessiva ammonta a 10.000 euro, suddivisa in rate annuali da 1.000 euro ciascuna per dieci anni. Insomma, non è un rimborso immediato: la capienza fiscale del contribuente deve essere sufficiente ad assorbire la rata annuale, altrimenti la quota eccedente viene persa (non è possibile riportarla all’anno successivo).

Per i lavori eseguiti in fai da te, nella dichiarazione si indicano le sole spese per materiali. È consigliabile conservare tutta la documentazione (fatture, bonifici, titoli abilitativi, eventuali foto dello stato dei lavori) per almeno 15 anni dalla fine del periodo di detrazione, in caso di accertamento.

Chi acquista un immobile ristrutturato può subentrare nelle rate residue della detrazione, purché l’atto di compravendita specifichi il trasferimento del diritto. Chi vende, invece, perde le rate non ancora utilizzate, salvo diverso accordo.

Domande frequenti

Quali sono i lavori detraibili nel bonus ristrutturazione?

Rientrano gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su singole unità residenziali. Per le parti comuni condominiali si aggiunge anche la manutenzione ordinaria. L’elenco dettagliato è consultabile nella scheda informativa dell’Agenzia delle Entrate.

Come ottenere la detrazione del 50% per lavori di ristrutturazione?

Occorre pagare ogni spesa con bonifico parlante (indicando causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA del fornitore), conservare le fatture e, quando previsto, presentare il titolo abilitativo edilizio al Comune. La detrazione si recupera poi in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi.

Che lavori si possono fare con il bonus ristrutturazione in fai da te?

Chi opera in autonomia può acquistare materiali (piastrelle, sanitari, porte, colle strutturali, malte) e detrarne il costo, a patto che l’intervento complessivo rientri nella manutenzione straordinaria. La semplice tinteggiatura o la sostituzione di un rubinetto su unità singola resta esclusa perché classificata come ordinaria.

Da ricordare

  • La detrazione al 50% con tetto di 96.000 euro vale, in 2026, per la prima casa; le seconde case accedono al 36%.
  • Il bonifico parlante è l’unico mezzo di pagamento ammesso: niente contanti, niente carta ordinaria.
  • I materiali acquistati per lavori fai da te sono detraibili solo se l’intervento è classificabile come manutenzione straordinaria o superiore.
  • Conservare fatture, bonifici e titolo abilitativo per almeno 15 anni dalla fine del ciclo di detrazione.
  • Prima di iniziare, verificare la necessità di CILA o SCIA presso lo sportello unico del Comune.

MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.

Fonti

  1. agenziaentrate.gov.it
  2. normattiva.it

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