Scarico bagno: schema idraulico completo e consigli

In questo articolo

  • Lo scarico bagno utilizza tubi con pendenza minima dell’1% per le acque nere e del 2% per le acque grigie
  • I diametri standard vanno da 32 mm per il lavabo a 110 mm per il WC, secondo la norma UNI EN 12056
  • Un impianto di scarico bagno ben progettato prevede almeno 3 componenti principali: sifoni, colonne di scarico e colonna di ventilazione
  • La distanza massima tra il sifone e la colonna di scarico non deve superare i 4 metri per evitare problemi di sifonamento
  • Per un bagno standard di 6-8 mq servono mediamente 12-18 metri lineari di tubazioni di scarico

Dopo oltre vent’anni passati a mettere le mani su impianti idraulici di ogni tipo, posso dirvi una cosa con certezza: lo scarico bagno è il cuore nascosto di ogni abitazione. Quando funziona bene nessuno ci pensa, ma basta un intoppo per trasformare la quotidianità in un incubo. Ho visto appartamenti a Bologna dove un cattivo schema dell’impianto idraulico bagno causava risalite di cattivi odori, gorgoglii notturni e, nei casi peggiori, allagamenti al piano di sotto.

In questa guida vi accompagno passo dopo passo nella comprensione dello schema impianto idraulico bagno, con tutte le misure, i diametri e le pendenze che servono per realizzare un lavoro a regola d’arte. Che stiate ristrutturando o semplicemente cercando di capire come funziona il vostro bagno, qui troverete tutto quello che vi serve.

Come funziona lo scarico del bagno: principi base

Il principio di funzionamento dello scarico bagno è sorprendentemente semplice: l’acqua scorre per gravità. Non ci sono pompe, non ci sono meccanismi complicati. Tutta la rete di scarico sfrutta la forza di gravità per portare le acque reflue dai sanitari alla colonna di scarico verticale e da lì alla fognatura pubblica o alla fossa settica.

Per capire bene lo schema impianto idraulico bagno, bisogna distinguere due tipologie di acque reflue:

  • Acque nere: provengono dal WC e contengono materiale organico. Richiedono tubazioni con diametro minimo di 100 mm
  • Acque grigie: provengono da lavabo, doccia, vasca e bidet. Utilizzano tubazioni con diametri inferiori, da 32 a 50 mm

Secondo la norma UNI EN 12056, che regola la progettazione degli impianti di scarico per gravità all’interno degli edifici, le due tipologie di acque possono confluire in un’unica colonna di scarico, ma devono rispettare parametri specifici di portata e ventilazione.

Il sistema funziona grazie a tre elementi fondamentali che lavorano in sinergia: i sifoni (che creano un tappo d’acqua contro i cattivi odori), i tubi di derivazione (che collegano ogni sanitario alla colonna principale) e la colonna di ventilazione (che garantisce il corretto flusso d’aria nell’impianto). Se anche uno solo di questi tre elementi è mal dimensionato, l’intero sistema ne risente.

Componenti dell’impianto di scarico bagno

Componenti principali dell'impianto di scarico: sifone, curve a 45 gradi, raccordo a T e tappo di ispezione
Componenti principali dell’impianto di scarico: sifone, curve a 45 gradi, raccordo a T e tappo di ispezione

Prima di addentrarci nello schema vero e proprio, è fondamentale conoscere ogni componente. In oltre vent’anni di lavoro ho imparato che la conoscenza dei pezzi è il primo passo per capire il tutto. Ecco l’elenco completo di ciò che compone un impianto di scarico bagno:

Sifoni

Il sifone è un dispositivo a forma di U o di bottiglia che trattiene una piccola quantità d’acqua, detta guardia idraulica, generalmente compresa tra 50 e 75 mm di altezza. Questa colonna d’acqua impedisce ai gas della fognatura di risalire nell’ambiente domestico. Ogni sanitario ha il proprio sifone: quello del WC è integrato nel corpo ceramico, mentre lavabo, bidet, doccia e vasca hanno sifoni esterni o da incasso.

Tubi di derivazione orizzontali

Sono i tratti di tubazione che collegano il sifone di ogni sanitario alla colonna di scarico verticale. La loro pendenza minima deve essere dell’1% per le acque nere (1 cm ogni metro) e del 2% per le acque grigie. La pendenza massima consigliata è del 5%, perché oltre questo valore l’acqua scorre troppo velocemente e lascia indietro i residui solidi.

Colonna di scarico

È il tubo verticale principale che raccoglie le acque di tutti i piani dell’edificio e le convoglia verso il collettore di fondo. In un edificio residenziale il diametro tipico è di 110 mm. La colonna deve proseguire oltre il tetto come sfiato, con un diametro non inferiore a quello della colonna stessa.

Colonna di ventilazione

Spesso trascurata, la colonna di ventilazione è parallela a quella di scarico e garantisce l’equilibrio delle pressioni nel sistema. Senza ventilazione, il passaggio dell’acqua crea depressioni che possono aspirare l’acqua dai sifoni, annullando la guardia idraulica. Ne parleremo in dettaglio più avanti.

Raccordi e curve

Manicotti, curve a 45°, giunti a T, riduzioni: sono gli elementi che permettono di collegare tubi di diverso diametro e di cambiare direzione. La regola d’oro è evitare le curve a 90° sui tratti orizzontali, preferendo sempre due curve a 45° in sequenza per ridurre il rischio di ostruzioni.

Per approfondire l’intero impianto idraulico domestico, vi consiglio di leggere la mia guida completa allo schema impianto idraulico, dove troverete anche dettagli sull’impianto di adduzione dell’acqua.

Schema scarico bagno completo: il disegno tecnico

Veniamo al cuore dell’articolo: lo schema scarico bagno vero e proprio. In un bagno standard di circa 6-8 mq con WC, bidet, lavabo e doccia (o vasca), le tubazioni di scarico seguono un percorso ben preciso.

Immaginate la pianta del bagno vista dall’alto. La colonna di scarico verticale si trova generalmente in un angolo o lungo una parete, spesso in corrispondenza del WC. Da questa colonna si diramano i tubi di derivazione verso ogni sanitario:

  1. WC: collegamento diretto alla colonna con tubo da 110 mm e pendenza dell’1%. È il sanitario che deve stare più vicino alla colonna, idealmente a non più di 1,5 metri
  2. Bidet: tubo da 40-50 mm con pendenza del 2%, lunghezza massima consigliata 3 metri dalla colonna
  3. Lavabo: tubo da 32-40 mm con pendenza del 2%, può essere posizionato fino a 4 metri dalla colonna
  4. Doccia/Vasca: tubo da 40-50 mm con pendenza del 2%, la posizione dipende dal tipo di piatto doccia scelto

Lo schema prevede che le acque grigie di lavabo, bidet e doccia confluiscano in un collettore orizzontale di diametro 50 mm, che poi si innesta nella colonna di scarico sotto il punto di inserimento del WC. Questo dettaglio è fondamentale: le acque nere del WC non devono mai incontrare resistenze causate dall’immissione contemporanea delle acque grigie.

Se avete bisogno di uno schema visivo da stampare e portare in cantiere, ho preparato una guida con schema impianto idraulico bagno in PDF scaricabile gratuitamente.

Verifica della pendenza del tubo di scarico con livella a bolla prima della chiusura delle tracce
Verifica della pendenza del tubo di scarico con livella a bolla prima della chiusura delle tracce

Misure standard degli attacchi

Per posizionare correttamente i sanitari nel vostro schema, ecco le altezze degli attacchi di scarico dal pavimento finito:

  • WC: asse dello scarico a 18-20 cm dal pavimento (scarico a parete) oppure al livello del pavimento (scarico a pavimento)
  • Bidet: asse dello scarico a 12-15 cm dal pavimento
  • Lavabo: asse dello scarico a 50-55 cm dal pavimento
  • Vasca: asse dello scarico a 10-12 cm dal pavimento
  • Doccia: asse dello scarico a filo pavimento o leggermente sotto, a seconda del tipo di piletta

Queste misure sono indicative e possono variare a seconda del produttore. Controllate sempre le schede tecniche dei sanitari che avete scelto prima di tracciare lo schema definitivo.

Diametri, pendenze e materiali: tabella tecnica

Questa è la sezione che tengo sempre stampata nel mio furgone. Dopo tanti anni di esperienza, so che avere i numeri giusti a portata di mano fa la differenza tra un lavoro ben fatto e uno da rifare. Ecco la tabella di riferimento per dimensionare correttamente lo schema impianto idraulico bagno.

Sanitario Diametro tubo (mm) Pendenza minima (%) Distanza max dalla colonna (m) Materiale consigliato
WC 100-110 1% 1,5 PVC serie pesante
Bidet 40-50 2% 3,0 PVC o polipropilene
Lavabo 32-40 2% 4,0 PVC o polipropilene
Doccia 40-50 2% 3,0 PVC serie pesante
Vasca 40-50 2% 3,0 PVC serie pesante
Lavatrice 40 2% 3,0 PVC o polipropilene
Colonna verticale 110 Verticale PVC serie pesante SN4
Collettore orizzontale 50-75 1-2% PVC serie pesante

La scelta dei materiali

I materiali più utilizzati oggi per lo scarico bagno sono tre:

  • PVC rigido (serie pesante SN4 o SN8): è lo standard per le nuove costruzioni. Leggero, economico, resistente agli agenti chimici. Attenzione: esiste anche il PVC “serie leggera” che va usato solo per le acque piovane, non per gli scarichi domestici
  • Polipropilene (PP): più costoso del PVC ma con migliore resistenza alle alte temperature. Ideale se collegate lo scarico della lavatrice o della lavastoviglie, dove l’acqua può superare i 70°C
  • Ghisa: ancora presente negli edifici storici, offre un eccellente isolamento acustico. Se il bagno è sopra una camera da letto, la ghisa riduce notevolmente i rumori di scarico

Per avere un’idea chiara dei costi di un impianto completo, potete consultare il mio articolo su costi dell’impianto idraulico al metro.

Come collegare ogni sanitario allo scarico

Passiamo alla pratica. Ogni sanitario ha le sue particolarità di collegamento allo scarico, e conoscerle vi aiuterà a progettare uno schema efficiente.

WC: il collegamento critico

Il WC è il sanitario più esigente dal punto di vista dello scarico. Il collegamento avviene tramite un manicotto in gomma o un raccordo rigido, a seconda che lo scarico sia a parete o a pavimento. Il tubo da 110 mm deve mantenere una pendenza costante dell’1% fino alla colonna. Evitate assolutamente di ridurre il diametro lungo il percorso: l’acqua del WC trasporta solidi che con un restringimento causerebbero ostruzioni frequenti.

Un errore che vedo spesso nelle ristrutturazioni è lo spostamento del WC troppo lontano dalla colonna. Per ogni metro di distanza aggiuntivo, il pavimento deve alzarsi di almeno 1 cm per garantire la pendenza. In un appartamento con altezze limitate, questo può diventare un problema serio.

Bidet e lavabo: acque grigie leggere

Bidet e lavabo producono acque grigie relativamente pulite. I loro scarichi, con diametro di 32-40 mm, possono essere collegati in serie: prima il lavabo, poi il bidet, poi il collettore comune. Il sifone del lavabo può essere a bottiglia (il classico sifone cromato a vista) oppure a incasso nella parete, soluzione più pulita esteticamente.

Doccia e vasca: la sfida del livello

La doccia a filo pavimento è diventata lo standard nelle ristrutturazioni moderne, ma dal punto di vista idraulico rappresenta una sfida. Il piatto doccia deve avere un sifone ribassato (altezza 50-60 mm) e il tubo di scarico deve trovare spazio nello spessore del massetto. Se il massetto non è sufficientemente alto, potrebbe essere necessario creare un gradino o rialzare leggermente la zona doccia.

Per la vasca, il discorso è simile ma con più spazio a disposizione grazie alla struttura di sostegno. Il troppopieno della vasca deve essere collegato allo stesso scarico, tramite un raccordo a T prima del sifone.

Se state valutando una ristrutturazione completa del bagno, date un’occhiata ai costi di ristrutturazione appartamento per avere un quadro economico complessivo.

Ventilazione dell’impianto: la colonna che molti dimenticano

Colonna di scarico e colonna di ventilazione parallela nel cavedio di un edificio residenziale
Colonna di scarico e colonna di ventilazione parallela nel cavedio di un edificio residenziale

Questa è la parte che mi sta più a cuore, perché è la causa numero uno dei problemi di scarico che mi trovo a risolvere. La ventilazione è l’elemento invisibile che fa funzionare tutto il sistema.

Pensate a cosa succede quando svuotate una bottiglia d’acqua capovolta: l’acqua esce a singhiozzo perché l’aria non riesce a entrare per sostituire il volume d’acqua che esce. Nello scarico del bagno succede la stessa cosa. Quando tirate lo sciacquone, una grande quantità d’acqua scende nella colonna di scarico creando una depressione (pressione negativa) dietro di sé.

Senza ventilazione, questa depressione aspira l’acqua dai sifoni degli altri sanitari, eliminando la guardia idraulica. Il risultato? Cattivi odori che risalgono dalla fognatura e gorgoglii ogni volta che qualcuno usa un sanitario.

Tipi di ventilazione

Esistono tre sistemi principali di ventilazione per lo scarico bagno:

  1. Ventilazione primaria: la colonna di scarico prosegue oltre il tetto, aperta all’aria. È il sistema più semplice ed efficace, obbligatorio secondo la normativa italiana
  2. Ventilazione secondaria: una colonna parallela a quella di scarico, collegata ad essa a ogni piano con tubi di raccordo. Necessaria negli edifici con più di 4-5 piani o con molti sanitari per piano
  3. Valvole di aerazione: dispositivi meccanici che si aprono per far entrare aria quando si crea una depressione. Sono una soluzione di ripiego quando non è possibile realizzare una ventilazione tradizionale, ad esempio in una ristrutturazione dove non si può intervenire sulla colonna esistente

La ventilazione secondaria, secondo quanto riportato nelle disposizioni del DM 37/2008 in materia di impianti, deve avere un diametro pari almeno alla metà di quello della colonna di scarico. In pratica, per una colonna da 110 mm, la ventilazione deve essere almeno da 50 mm.

Errori comuni nello scarico bagno e come evitarli

In vent’anni di mestiere ho visto di tutto. Ecco gli errori più frequenti che trovo negli impianti di scarico bagno, sia in quelli fai da te che in quelli realizzati da professionisti poco attenti.

1. Pendenza eccessiva o insufficiente

Sembra paradossale, ma una pendenza troppo forte è un problema quanto una pendenza insufficiente. Con il 3% o più, l’acqua corre via velocemente ma i residui solidi rimangono indietro, accumulandosi nel tubo. Con meno dell’1%, l’acqua ristagna e i solidi si depositano. La pendenza ideale è tra l’1% e il 2%.

2. Curve a 90° sui tratti orizzontali

Le curve a gomito da 90° rallentano il flusso e creano punti dove i detriti si accumulano. Usate sempre due curve a 45° con un breve tratto rettilineo tra di esse. Sulle colonne verticali, invece, le curve a 90° al piede della colonna devono essere sostituite da curve a raggio largo.

3. Mancanza di pezzi di ispezione

I tappi di ispezione permettono di accedere all’interno dei tubi per le pulizie e le disostruzioni. Prevedetene almeno uno per ogni cambio di direzione significativo e uno alla base della colonna di scarico. Vi risparmieranno interventi costosi in futuro.

4. Sifoni non ventilati

Come spiegato nella sezione sulla ventilazione, un sifone senza adeguata ventilazione perde la guardia idraulica. Se sentite gorgoglii quando tirate lo sciacquone, è quasi certamente un problema di ventilazione.

5. Contropendenze nascoste

Capita più spesso di quanto si pensi: un tubo installato con la giusta pendenza che, a causa dell’assestamento del massetto o di un montaggio approssimativo, sviluppa una contropendenza in un punto intermedio. L’acqua ristagna in quel punto e con il tempo si forma un’ostruzione. Per evitarlo, verificate la pendenza con una livella laser prima di chiudere le tracce.

Scarico bagno fai da te: quando è possibile intervenire

So che molti di voi leggono questa guida proprio perché vogliono mettere le mani sull’impianto. Vi dico subito: ci sono interventi che potete fare in sicurezza e altri che richiedono un professionista abilitato.

Interventi alla portata del fai da te

  • Sostituzione di un sifone: è un’operazione semplice, basta svitare il vecchio e avvitare il nuovo. Servono una chiave a pappagallo e del nastro di teflon
  • Disostruzione: con una ventosa, una molla sturatore o prodotti chimici specifici potete risolvere la maggior parte delle ostruzioni leggere
  • Sostituzione di un flessibile di collegamento: il tubo che collega il sifone al tubo in parete è spesso flessibile e si sostituisce facilmente
  • Installazione di una valvola di aerazione: se avete problemi di gorgoglii, una valvola di aerazione sotto il lavabo può risolvere la situazione senza interventi murari

Interventi che richiedono un professionista

  • Modifica dello schema di scarico: spostare un sanitario, aggiungere un bagno, modificare le colonne richiede un progetto e la certificazione dell’impianto secondo il DM 37/2008 sulla sicurezza degli impianti
  • Interventi sulla colonna condominiale: la colonna di scarico è proprietà comune, qualsiasi intervento deve essere concordato con l’amministratore
  • Realizzazione di un nuovo impianto: dalla progettazione alla certificazione finale, un impianto nuovo deve essere realizzato da un installatore abilitato

Se siete interessati a capire quanto può costare un intervento professionale sull’impianto completo, vi rimando al mio articolo su impianto idraulico casa e relativi costi.

Per chi sta valutando una ristrutturazione più ampia, può essere utile anche dare uno sguardo agli esempi di ristrutturazione appartamento 100 mq per capire come si integra l’impianto di scarico nel quadro complessivo dei lavori.

Normativa italiana sugli scarichi domestici

Lo schema dell’impianto idraulico bagno non è solo una questione tecnica: è anche una questione normativa. In Italia, gli impianti di scarico domestici sono regolati da diverse norme che è bene conoscere.

La norma UNI EN 12056 (parti da 1 a 5) è il riferimento tecnico principale per la progettazione degli impianti di scarico per gravità all’interno degli edifici. Stabilisce criteri di dimensionamento, portate, pendenze e requisiti di ventilazione.

Il DM 37/2008 (ex legge 46/90) regola invece l’installazione degli impianti negli edifici e stabilisce che gli impianti idraulici devono essere realizzati da imprese abilitate, che al termine dei lavori rilasciano la dichiarazione di conformità. Questa dichiarazione è obbligatoria per ottenere l’agibilità dell’immobile e per la regolarità urbanistica.

Il Regolamento Edilizio del vostro Comune può prevedere ulteriori prescrizioni, come l’obbligo di separare le acque nere dalle grigie o l’obbligo di pre-trattamento prima dell’immissione nella rete fognaria. A Bologna, ad esempio, il regolamento prevede che le acque di prima pioggia dei cortili siano raccolte separatamente.

Un aspetto spesso trascurato riguarda le detrazioni fiscali. La sostituzione o la modifica dell’impianto di scarico bagno rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria e può beneficiare della detrazione al 50% per ristrutturazione edilizia. Per maggiori dettagli sui costi complessivi di una ristrutturazione, consultate la mia guida su quanto costa ristrutturare un appartamento.

Per quanto riguarda l’aspetto impiantistico più ampio, se state rifacendo il bagno è il momento ideale per verificare anche lo stato dell’impianto elettrico, dato che le due tipologie di impianto spesso vengono rinnovate insieme durante una ristrutturazione.

Da ricordare

  • Verificate sempre la pendenza dei tubi con una livella laser prima di chiudere le tracce: 1% per le acque nere, 2% per le grigie
  • Non utilizzate mai curve a 90° sui tratti orizzontali: preferite due curve a 45° per ridurre il rischio di ostruzioni
  • Prevedete sempre una colonna di ventilazione o almeno delle valvole di aerazione per evitare gorgoglii e cattivi odori
  • Posizionate il WC il più vicino possibile alla colonna di scarico, idealmente a non più di 1,5 metri
  • Per qualsiasi modifica strutturale all’impianto, rivolgetevi a un installatore abilitato che rilasci la dichiarazione di conformità secondo il DM 37/2008

Domande frequenti


Come sono collegati gli scarichi del bagno?

Gli scarichi del bagno sono collegati tramite tubi di derivazione orizzontali che partono dal sifone di ciascun sanitario e confluiscono nella colonna di scarico verticale. Le acque grigie (lavabo, bidet, doccia) passano per un collettore comune da 50 mm, mentre il WC ha un collegamento diretto con tubo da 110 mm. Tutti gli scarichi devono rispettare pendenze minime dell’1-2% per garantire il corretto deflusso per gravità.


Quali sono i diametri standard dei tubi di scarico per il bagno?

I diametri standard sono: 32-40 mm per il lavabo, 40-50 mm per bidet, doccia e vasca, 100-110 mm per il WC. La colonna di scarico verticale ha un diametro di 110 mm. Il collettore orizzontale che raccoglie le acque grigie ha un diametro di 50-75 mm. Questi valori sono definiti dalla norma UNI EN 12056.


Perché lo scarico del bagno fa cattivo odore?

Il cattivo odore dallo scarico del bagno è quasi sempre causato dalla perdita della guardia idraulica nel sifone. Questo accade per tre motivi principali: mancanza di ventilazione nell’impianto (che crea depressioni e aspira l’acqua dal sifone), evaporazione dell’acqua nel sifone per inutilizzo prolungato del sanitario, oppure sifone danneggiato o mal installato. La soluzione più comune è installare una valvola di aerazione o verificare il corretto funzionamento della ventilazione primaria.


Qual è la pendenza corretta per i tubi di scarico del bagno?

La pendenza corretta è dell’1% (1 cm per metro) per i tubi di scarico del WC e del 2% (2 cm per metro) per tutti gli altri sanitari. La pendenza non deve superare il 5%: una pendenza eccessiva fa scorrere l’acqua troppo velocemente lasciando indietro i residui solidi, che si accumulano nel tubo causando ostruzioni nel tempo.


Posso spostare lo scarico del WC durante una ristrutturazione?

Sì, è possibile spostare lo scarico del WC, ma con alcune limitazioni importanti. Per ogni metro di distanza dalla colonna di scarico, il pavimento deve alzarsi di almeno 1 cm per garantire la pendenza necessaria. In appartamenti con altezze limitate, questo può ridurre lo spazio disponibile. Lo spostamento deve essere realizzato da un installatore abilitato e il tubo da 110 mm non può mai essere ridotto di diametro lungo il percorso.


Serve la ventilazione per lo scarico del bagno?

La ventilazione è assolutamente necessaria per il corretto funzionamento dello scarico bagno. Senza ventilazione, il passaggio dell’acqua nella colonna crea depressioni che aspirano l’acqua dai sifoni, causando gorgoglii e cattivi odori. La normativa italiana prevede come minimo la ventilazione primaria, ovvero il prolungamento della colonna di scarico oltre il tetto. In caso di impossibilità, si possono installare valvole di aerazione come soluzione alternativa.


MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.