Come cambiare una presa elettrica in sicurezza

In questo articolo

  • Prima di toccare qualsiasi componente elettrico, stacca l’interruttore generale e verifica l’assenza di tensione con un cercafase
  • Per cambiare una presa elettrica servono appena 4 attrezzi base: cacciavite, cercafase, pinza spellafili e forbice da elettricista
  • Una presa standard tipo P17/11 costa tra 2 e 8 euro, mentre un elettricista chiede in media 40-80 euro per la stessa operazione
  • In Italia le prese domestiche seguono lo standard CEI 23-50, che prevede formati da 10 A, 16 A e presa Schuko
  • L’intera operazione richiede circa 15-30 minuti anche per un principiante, a patto di seguire la procedura corretta
  • Il collegamento dei fili segue sempre lo schema fase-neutro-terra con colori codificati dalla normativa

Cambiare presa elettrica fai da te è una delle operazioni più frequenti che mi vengono chieste da amici e vicini di casa. Dopo vent’anni passati a mettere le mani negli impianti domestici, posso dirti che è un intervento alla portata di tutti, a patto di rispettare alcune regole fondamentali di sicurezza. La presa annerita, che non tiene più la spina o con la placca crepata è un classico di ogni casa italiana con qualche anno sulle spalle. In questa guida ti spiego esattamente come procedere, quali attrezzi ti servono e, soprattutto, come farlo senza correre rischi.

Se stai pensando di mettere mano anche al resto dell’impianto, ti consiglio di leggere prima la mia guida sui costi dell’impianto elettrico casa per avere un quadro completo della situazione.

Perché cambiare una presa elettrica da soli

Gli attrezzi indispensabili per cambiare una presa elettrica in sicurezza
Gli attrezzi indispensabili per cambiare una presa elettrica in sicurezza

La sostituzione di una presa elettrica è probabilmente l’intervento elettrico più semplice che puoi fare in casa. Non richiede competenze avanzate, non devi tirare nuovi cavi e non modifichi l’impianto esistente. Stai semplicemente sostituendo un componente usurato con uno nuovo, identico o compatibile.

I motivi più comuni per cui una presa va cambiata sono diversi. Il primo, e più evidente, è l’usura meccanica: dopo anni di inserimenti e disinserimenti, i contatti interni si allargano e la spina non resta più salda nella sua sede. Questo provoca falsi contatti, scintille e, nei casi peggiori, surriscaldamento. Il secondo motivo è estetico: prese ingiallite, placche scheggiate o modelli vecchi che stonano con un ambiente appena ristrutturato. Se stai ristrutturando casa con poco budget, cambiare le prese è uno di quegli interventi che costano pochissimo ma fanno una differenza visiva enorme.

Il terzo motivo è funzionale: magari hai bisogno di passare da una presa italiana a una presa universale o Schuko per collegare un elettrodomestico con spina tedesca. Oppure vuoi aggiungere un frutto con USB integrato. In tutti questi casi, l’operazione è identica: si smonta la vecchia, si monta la nuova.

Secondo la normativa italiana DM 37/08, la semplice sostituzione di una presa elettrica esistente senza modifica dell’impianto rientra nella manutenzione ordinaria. Diverso è il discorso se devi aggiungere un nuovo punto luce o spostare una linea: in quel caso serve un professionista abilitato.

Attrezzi e materiali necessari

Prima di iniziare, prepara tutto l’occorrente sul tavolo. Non c’è niente di peggio che trovarsi con i fili scollegati e dover andare a cercare un cacciavite in garage. Ecco la lista completa di quello che ti serve per cambiare una presa elettrica fai da te:

  • Cacciavite a taglio (lama da 3-4 mm): per svitare i morsetti dei fili e le viti della placca
  • Cacciavite a croce (PH1 o PH2): alcune marche usano viti a croce per il supporto
  • Cercafase (tester a neon): indispensabile per verificare che non ci sia tensione. Costa 2-3 euro e può salvarti la vita
  • Pinza spellafili: per preparare le estremità dei conduttori se necessario
  • Forbice da elettricista: con lame isolate, per tagliare eventuale nastro isolante o accorciare i fili
  • La nuova presa: assicurati che sia compatibile con il supporto esistente (stesso formato e stessa marca, oppure universale)

Un consiglio che do sempre: se hai bisogno anche di altri attrezzi per la casa, dai un’occhiata al catalogo di Fer-Con SRL, una ferramenta ben fornita che ho trovato molto affidabile.

Per quanto riguarda la scelta della presa, le marche più diffuse in Italia sono Vimar, BTicino, Gewiss e Simon. Se la tua casa ha un impianto Vimar serie Plana, la cosa più semplice è comprare un frutto Vimar dello stesso tipo. Se invece vuoi cambiare marca, verifica che il supporto a muro (la scatoletta incassata, chiamata “503”) sia di dimensioni standard.

Sicurezza prima di tutto: togliere la corrente

Il primo passo fondamentale: staccare la corrente dal quadro elettrico prima di ogni intervento
Il primo passo fondamentale: staccare la corrente dal quadro elettrico prima di ogni intervento

Questo è il punto più importante dell’intera guida. Te lo dico con la massima serietà: non toccare mai una presa elettrica senza aver prima tolto la corrente. La tensione di rete domestica in Italia è di 230 V a 50 Hz, sufficiente a provocare conseguenze gravissime.

Ecco la procedura di sicurezza che seguo io ogni singola volta, anche dopo vent’anni di esperienza:

  1. Vai al quadro elettrico e abbassa l’interruttore magnetotermico che protegge la linea della presa che devi sostituire. Se non sai quale sia, abbassa direttamente l’interruttore generale (il differenziale, o “salvavita”)
  2. Metti un pezzo di nastro adesivo sull’interruttore abbassato con scritto “NON TOCCARE, LAVORI IN CORSO”. Questo evita che qualcun altro in casa rialzi la leva mentre stai lavorando
  3. Torna alla presa e infila il cercafase in ciascun foro. Se la lampadina del cercafase resta spenta, la presa è disalimentata. Se si accende, anche debolmente, torna al quadro e controlla
  4. Verifica anche con un piccolo elettrodomestico: collega una lampada da tavolo o un caricatore alla presa. Se non si accende nulla, puoi procedere in sicurezza

Come sottolinea il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), la verifica dell’assenza di tensione è il primo passo obbligatorio prima di qualsiasi intervento su componenti elettrici. Non è una formalità: è la procedura che separa un lavoro sicuro da un incidente.

Un altro consiglio pratico: lavora sempre con le mani asciutte, indossa scarpe con suola di gomma e, se possibile, usa guanti isolanti. Sembrano precauzioni eccessive per cambiare una presa, ma nella mia esperienza gli incidenti capitano proprio quando si abbassa la guardia sulle operazioni “facili”.

Come smontare la vecchia presa elettrica

Dopo aver verificato l’assenza di tensione, sei pronto a smontare la vecchia presa. La procedura è semplice e lineare, ma fai attenzione a ogni passaggio per non danneggiare i fili.

Passo 1: rimuovi la placca di copertura. Nella maggior parte dei casi, la placca è fissata a scatto o con una o due viti laterali. Con un cacciavite sottile fai leva con delicatezza nella fessura tra la placca e il muro. Se ci sono viti, svitale e metti da parte. Le placche moderne (Vimar Plana, BTicino Living, Gewiss Chorus) si sganciano semplicemente premendo sulle clip laterali.

Passo 2: svita il supporto. Sotto la placca troverai il telaio metallico o plastico fissato alla scatola a muro con due viti. Svitale e tira verso di te il supporto con i frutti montati.

Passo 3: identifica i fili collegati alla presa. Questo è il momento di fare una foto con il telefono. Scatta un’immagine chiara dei fili collegati al frutto, così saprai esattamente dove ricollegarli. Vedrai tipicamente tre fili:

  • Filo marrone o nero: è la fase (L), il conduttore che porta la tensione
  • Filo blu: è il neutro (N), il ritorno del circuito
  • Filo giallo-verde: è la terra (PE), il conduttore di protezione

Negli impianti più vecchi potresti trovare colori diversi o addirittura tutti i fili dello stesso colore. In quel caso, segna ogni filo con un pezzetto di nastro colorato prima di scollegarlo, annotando la posizione (alto, basso, centro).

Passo 4: scollega i fili. Allenta le viti dei morsetti sul retro del frutto e sfila i fili con delicatezza. Non tirare con forza: se un filo è bloccato, allenta ulteriormente la vite. I fili in rame sono fragili e, se si spezzano troppo corti, diventa problematico ricollegarli.

Passo 5: sgancia il frutto dal supporto. La maggior parte dei frutti si fissa al supporto con linguette a scatto o piccole viti. Premi le linguette o svita e il vecchio frutto è fuori.

Come montare la nuova presa elettrica passo dopo passo

Collegamento dei fili ai morsetti della nuova presa seguendo lo schema fase-neutro-terra
Collegamento dei fili ai morsetti della nuova presa seguendo lo schema fase-neutro-terra

Adesso arriva la parte più soddisfacente del lavoro: montare il componente nuovo. Se hai scattato la foto al passo precedente, il gioco è fatto. Segui questa sequenza:

Passo 1: prepara i fili. Controlla le estremità dei conduttori. Se il rame è ossidato, annerito o danneggiato, taglia la parte rovinata con la forbice da elettricista e spella circa 8-10 mm di guaina con la pinza spellafili. L’estremità deve essere pulita e brillante per garantire un buon contatto.

Passo 2: inserisci il frutto nel supporto. Posiziona la nuova presa nello slot del telaio. Sentirai un click quando le linguette si agganciano. Verifica che sia orientata correttamente: il foro di terra (quello centrale, più grande) deve essere in alto o in basso a seconda del modello.

Passo 3: collega i fili ai morsetti. Questa fase richiede attenzione. Ogni morsetto è contrassegnato con un simbolo:

  • Il simbolo L (o una freccia): collega qui il filo di fase (marrone o nero)
  • Il simbolo N: collega qui il filo neutro (blu)
  • Il simbolo della terra (tre linee orizzontali decrescenti): collega qui il filo giallo-verde

Inserisci ogni filo nel foro del morsetto corrispondente e stringi la vite con il cacciavite. La stretta deve essere ferma ma non eccessiva: se stringi troppo, puoi tranciare il rame. Se stringi poco, il filo si staccherà. Dai un leggero strattone a ogni filo dopo aver stretto: se resta fermo, il collegamento è buono.

Passo 4: ripiega i fili nella scatola. Con delicatezza, spingi i fili all’interno della scatola a muro. Non piegarli ad angolo vivo e non forzarli: i fili devono avere abbastanza spazio per non fare pressione sui morsetti.

Passo 5: fissa il supporto alla scatola. Avvita le due viti del telaio alla scatola. Usa una livella a bolla (o l’app del telefono) per verificare che il supporto sia perfettamente dritto. Una presa storta, oltre a essere antiestetica, può creare problemi quando monti la placca.

Passo 6: monta la placca di copertura. Appoggia la placca sul supporto e premi con decisione fino a sentire i click degli agganci. Se la placca prevede viti, avvitale senza stringere troppo per non crepare la plastica.

Passo 7: rialza l’interruttore e verifica. Torna al quadro elettrico, rialza la leva del magnetotermico e torna alla presa. Inserisci il cercafase: deve accendersi nel foro della fase e restare spento nel foro del neutro. Poi collega un elettrodomestico per verificare che tutto funzioni. Se l’interruttore differenziale scatta appena rialzi la leva, c’è un errore di collegamento: togli di nuovo la corrente e ricontrolla i fili.

Se stai lavorando anche sull’illuminazione della stanza, potrebbe interessarti la mia guida sulle idee per illuminazione casa.

Tipologie di prese elettriche: quale scegliere

Il sistema elettrico italiano è noto per la sua peculiarità: a differenza della maggior parte dei Paesi europei, utilizziamo un formato di presa specifico. Conoscere le differenze è fondamentale per scegliere il frutto giusto quando vai al negozio di materiale elettrico.

Tipo di presa Standard Amperaggio Utilizzo tipico Diametro spinotti
Presa italiana piccola (tipo L 10 A) CEI 23-50 P11 10 A Lampade, TV, caricatori, piccoli elettrodomestici 4 mm, interasse 19 mm
Presa italiana grande (tipo L 16 A) CEI 23-50 P17 16 A Lavatrici, forni, condizionatori 5 mm, interasse 26 mm
Presa Schuko (tipo F) CEE 7/4 16 A Elettrodomestici con spina tedesca, apparecchi importati 4,8 mm, con contatti laterali terra
Presa universale (bipasso) CEI 23-50 P30 10/16 A Accetta sia spine da 10 A che da 16 A Fori compatibili con entrambi
Presa Schuko + bipasso Combinato 16 A Massima compatibilità: accetta ogni tipo di spina Variabile

Il mio consiglio, quando sostituisci una presa, è di montare sempre la presa universale bipasso oppure la combinata Schuko + bipasso. Costano pochi centesimi in più, ma ti evitano il problema di non riuscire a collegare un dispositivo perché la spina non entra. È una scelta particolarmente intelligente se stai ristrutturando con un budget limitato: spendi un euro in più sulla presa e risparmi sull’adattatore.

Tieni presente che lo standard italiano delle prese è regolato dalla norma CEI 23-50, che stabilisce dimensioni, tolleranze e requisiti di sicurezza per ogni tipo di connettore. Se hai dubbi sulla compatibilità, consulta lo schema impianto elettrico casa in PDF per capire come è strutturato il tuo sistema.

Errori comuni da evitare quando si cambia una presa

In tutti questi anni di bricolage ho visto e commesso un bel po’ di errori. Te li elenco così puoi evitarli:

1. Non verificare l’assenza di tensione. L’ho già detto, ma lo ripeto perché è l’errore più grave e più frequente. “Ho abbassato l’interruttore, sarà giù”: no. Verifica sempre con il cercafase. Ho visto quadri elettrici con etichette sbagliate, interruttori che non corrispondevano alle linee indicate.

2. Invertire fase e neutro. Se scambi il filo marrone con il blu, la presa funzionerà comunque, ma in modo non sicuro. L’interruttore di un apparecchio collegato interromperà il neutro invece della fase, lasciando il dispositivo sotto tensione anche da spento. Questo è pericoloso soprattutto con le lampade.

3. Non collegare il filo di terra. Alcuni pensano che il filo giallo-verde sia “opzionale”. Non lo è. La messa a terra è il sistema di protezione che, insieme al differenziale, ti salva in caso di guasto di isolamento. Senza terra, se la carcassa metallica di un elettrodomestico va in dispersione, prendi la scossa toccandola.

4. Stringere troppo o troppo poco i morsetti. Troppo forte: il rame si schiaccia, si assottiglia e col tempo si spezza. Troppo debole: il filo si muove, crea arco elettrico, si surriscalda. La stretta corretta è quando il filo non gira e non si sfila, ma la vite non è serrata al massimo.

5. Usare una presa da 10 A per un carico da 16 A. Se colleghi una lavatrice (che assorbe fino a 2.500 W) a una presa da 10 A (che sopporta circa 2.200 W), stai sovraccaricando il componente. Il risultato è surriscaldamento, odore di plastica bruciata e, nei casi peggiori, principio di incendio.

6. Lasciare fili volanti dentro la scatola. Ogni conduttore deve essere collegato a un morsetto. Se trovi un filo non collegato nella scatola, non ignorarlo. Potrebbe essere una fase proveniente da un’altra linea. In quel caso, isolalo con un cappuccio pressacavo o con nastro isolante e chiedi consiglio a un elettricista.

7. Non controllare lo stato dei cavi. Se i fili hanno la guaina screpolata, indurita o danneggiata, non limitarti a cambiare la presa. Quei cavi vanno sostituiti, e per quello serve un professionista. È una situazione comune nelle case costruite prima degli anni ’80, dove spesso si usavano cavi in stoffa senza guaina protettiva adeguata.

Costi a confronto: fai da te vs elettricista

Uno dei motivi per cui molte persone decidono di cambiare presa elettrica fai da te è il risparmio economico. Vediamo i numeri concreti per capire quanto conviene fare da soli.

Voce di spesa Fai da te Elettricista
Presa (frutto) universale bipasso 3-8 euro 3-8 euro (inclusa)
Placca di copertura 2-15 euro 2-15 euro (inclusa)
Cercafase 2-5 euro (acquisto una tantum) Non necessario
Manodopera 0 euro 40-80 euro (uscita + lavoro)
Tempo 15-30 minuti 10-15 minuti (+ attesa appuntamento)
Totale per una presa 5-28 euro 45-103 euro
Totale per 10 prese 50-230 euro 200-500 euro

Come vedi, su una singola presa il risparmio è di circa 40-75 euro. Ma il vero vantaggio si vede quando devi cambiarne diverse: sostituire tutte le prese di un appartamento (10-15 punti) ti fa risparmiare facilmente 200-300 euro. Se stai valutando anche altri lavori sull’impianto, consulta la guida sui costi dell’impianto elettrico per avere un preventivo completo.

Il costo dell’elettricista varia molto in base alla zona. A Bologna, dove vivo, l’uscita di un artigiano parte da 30-40 euro, a cui si aggiunge il tempo di lavoro. A Roma i prezzi sono generalmente più alti, soprattutto in centro. In ogni caso, se devi cambiare una sola presa in un punto facilmente accessibile, il fai da te è la scelta più logica.

Quando è meglio chiamare un elettricista

Per quanto io sia un sostenitore convinto del fai da te, ci sono situazioni in cui la cosa più intelligente è alzare il telefono e chiamare un professionista. Riconoscere i propri limiti non è debolezza: è buon senso.

Chiama un elettricista se:

  • I fili nella scatola sono tutti dello stesso colore e non riesci a identificare fase, neutro e terra
  • I cavi hanno la guaina deteriorata, screpolata o bruciata
  • Nella scatola ci sono più di tre fili (potrebbe essere un nodo di giunzione)
  • Il differenziale scatta non appena rialzi l’interruttore dopo il collegamento
  • La presa serve per alimentare apparecchi ad alto assorbimento (piano cottura, forno elettrico, boiler) che richiedono linee dedicate
  • Vuoi aggiungere una nuova presa dove prima non c’era: questo implica tirare nuovi cavi, e per legge richiede la certificazione di un installatore abilitato secondo il DM 37/2008 pubblicato in Gazzetta Ufficiale
  • L’impianto è molto vecchio (ante anni ’90) e non hai la dichiarazione di conformità

In caso di dubbio, ricorda che un elettricista qualificato può anche verificare lo stato generale del tuo impianto e rilasciarti la documentazione necessaria per la sicurezza e per eventuali pratiche assicurative o di compravendita dell’immobile. Se hai bisogno anche di mettere mano all’impianto idraulico, potresti trovare utile la guida su quanto costa rifare un impianto idraulico.

Un’altra situazione in cui preferisco affidarmi a un professionista è quando devo lavorare su prese esterne o in ambienti umidi (bagno, cucina vicino al lavello, esterno). Queste installazioni richiedono componenti con grado di protezione IP adeguato e, spesso, la predisposizione di linee dedicate con protezione differenziale da 10 mA. Non è un lavoro da prendere alla leggera.

Se poi stai facendo lavori più ampi che coinvolgono anche il bagno, ti consiglio di dare un’occhiata allo schema dell’impianto idraulico del bagno per coordinare tutti gli interventi.

Da ricordare

  • Stacca sempre l’interruttore generale prima di toccare qualsiasi presa e verifica l’assenza di tensione con il cercafase
  • Scatta una foto ai fili collegati prima di scollegarli per ricordare la posizione esatta
  • Scegli una presa universale bipasso o Schuko + bipasso per la massima compatibilità con tutti i tipi di spina
  • Controlla che il filo giallo-verde di terra sia sempre collegato al morsetto corretto: non è opzionale
  • Se trovi cavi deteriorati, fili di colore non identificabile o più di tre conduttori nella scatola, fermati e chiama un elettricista

Domande frequenti


Quanto costa chiamare un elettricista per cambiare una presa?

Il costo medio per la sostituzione di una presa elettrica da parte di un elettricista professionista si aggira tra 40 e 80 euro, comprensivi di uscita, manodopera e materiale. Il prezzo varia in base alla zona geografica, all’accessibilità del punto e alla necessità di eventuali interventi aggiuntivi. Nelle grandi città come Roma e Milano il costo può superare i 100 euro, mentre in centri più piccoli può restare sotto i 50 euro.


Cosa serve per cambiare una presa elettrica da soli?

Per cambiare una presa elettrica in autonomia servono pochi attrezzi essenziali: un cacciavite a taglio (e possibilmente uno a croce), un cercafase per verificare l’assenza di tensione, una pinza spellafili per preparare i conduttori e la nuova presa compatibile con il supporto esistente. Il tutto costa meno di 15 euro se non possiedi già gli attrezzi.


Posso cambiare una presa elettrica senza essere un elettricista?

Sì, la semplice sostituzione di una presa esistente con una equivalente è considerata manutenzione ordinaria e può essere eseguita dal proprietario dell’immobile. Tuttavia, se devi aggiungere nuovi punti presa, modificare il percorso dei cavi o intervenire sul quadro elettrico, la legge italiana (DM 37/2008) richiede l’intervento di un installatore abilitato che rilasci la dichiarazione di conformità.


Come faccio a sapere se la presa è da 10 A o da 16 A?

La differenza è visibile a occhio nudo: la presa da 10 A ha fori più piccoli (diametro 4 mm) con interasse di 19 mm, mentre la presa da 16 A ha fori più grandi (diametro 5 mm) con interasse di 26 mm. Sul retro del frutto trovi sempre stampato l’amperaggio. La soluzione più pratica è montare una presa universale bipasso, che accetta entrambi i formati di spina.


Cosa fare se il differenziale scatta dopo aver montato la nuova presa?

Se il salvavita scatta subito dopo aver ricollegato la corrente, significa che c’è un errore di collegamento o un problema di isolamento. Stacca di nuovo la corrente e verifica che i fili siano collegati ai morsetti corretti (fase su L, neutro su N, terra sul simbolo di terra). Controlla anche che nessun filo nudo tocchi il supporto metallico o la scatola. Se il problema persiste anche dopo la verifica, chiama un elettricista perché il guasto potrebbe essere nel cavo all’interno del muro.


Posso sostituire una presa italiana con una Schuko?

Sì, puoi sostituire una presa italiana con una Schuko a patto che la linea sia dimensionata per almeno 16 A (sezione del cavo minimo 2,5 mm²). Se la linea esistente ha cavi da 1,5 mm² (tipici delle linee da 10 A), non dovresti montare una presa Schuko da 16 A perché rischieresti di sovraccaricare il cavo. In caso di dubbio, la scelta migliore è una presa combinata Schuko + bipasso, che si adatta a tutte le spine mantenendo la sicurezza.


MF

Scritto da Marco Ferretti

Marco Ferretti è un artigiano e appassionato di bricolage con oltre 20 anni di esperienza nel fai da te e nella ristrutturazione. Vive e lavora a Bologna.