In questo articolo
- Il costo medio di un impianto elettrico nuovo nel 2026 oscilla tra 50 e 120 € al mq, a seconda del livello scelto
- Un appartamento di 100 mq richiede un investimento indicativo tra 5.000 e 12.000 € per un impianto completo a norma
- Il costo a punto luce varia da 45 a 80 € per i punti base, fino a 120 € per quelli domotici
- Le detrazioni fiscali del 50% per ristrutturazione restano attive nel 2026 e dimezzano la spesa effettiva
- Richiedere almeno 3 preventivi dettagliati consente di risparmiare fino al 25% sul costo finale
- La norma CEI 64-8 stabilisce i requisiti minimi obbligatori per ogni impianto civile
Indice
- Costo impianto elettrico al mq: le fasce di prezzo 2026
- I tre livelli dell’impianto elettrico secondo la norma CEI 64-8
- Le voci che compongono il preventivo
- Costo a punto luce: come si calcola
- Tabella costi per metratura: da 60 a 200 mq
- Rifare un impianto elettrico esistente: costi aggiuntivi
- Detrazioni fiscali e bonus 2026
- Come risparmiare senza sacrificare la qualità
- Errori da evitare nella scelta dell’elettricista
In oltre vent’anni di lavoro nel settore delle ristrutturazioni, ho visto i costi degli impianti elettrici cambiare notevolmente. Il rame ha avuto oscillazioni importanti, le normative si sono fatte più stringenti e la domotica ha introdotto nuove voci di spesa. Ma una cosa non è cambiata: la confusione che regna quando si tratta di capire quanto costa davvero un impianto elettrico in casa. Con questa guida voglio fare chiarezza, partendo dalla mia esperienza diretta sui cantieri e dai prezzi reali che ho verificato nel 2026.
Costo impianto elettrico al mq: le fasce di prezzo 2026

Il primo dato che tutti cercano è il prezzo al metro quadro. È un indicatore utile per avere un ordine di grandezza, ma va preso con le dovute cautele: il costo finale dipende dal numero di punti luce, dal livello dell’impianto, dalla complessità delle tracce e dalla zona geografica. Ecco le fasce di prezzo aggiornate al 2026:
- Livello 1 (base): da 50 a 70 € al mq, comprende il minimo indispensabile previsto dalla normativa
- Livello 2 (standard): da 70 a 95 € al mq, con protezioni aggiuntive e predisposizioni per videocitofono e allarme
- Livello 3 (domotico): da 95 a 120 € al mq, con sistema bus, automazioni e controllo da remoto
Questi prezzi si riferiscono a un impianto completo, inclusi materiali, manodopera, quadro elettrico e certificazione di conformità. Se state pianificando una ristrutturazione globale, vi consiglio di leggere anche la guida sui costi di ristrutturazione appartamento per avere un quadro complessivo del budget.
I tre livelli dell’impianto elettrico secondo la norma CEI 64-8
Prima di chiedere un preventivo, è fondamentale conoscere i livelli prestazionali definiti dalla norma CEI 64-8 del Comitato Elettrotecnico Italiano. Non si tratta di una scelta arbitraria dell’elettricista: la norma stabilisce requisiti precisi per ciascun livello.
Il Livello 1 è il minimo di legge. Prevede un numero base di punti presa e punti luce per ogni ambiente, il quadro elettrico con differenziale e magnetotermici, l’impianto di messa a terra. Va bene per appartamenti piccoli dove non si prevedono carichi importanti.
Il Livello 2 aggiunge la predisposizione per il controllo dei carichi, il videocitofono, l’impianto antiintrusione e un numero maggiore di circuiti dedicati. È quello che consiglio nella maggior parte dei casi: il costo aggiuntivo rispetto al livello base è contenuto, ma la flessibilità e la sicurezza migliorano sensibilmente.
Il Livello 3 introduce la domotica vera e propria. Parliamo di automazione delle tapparelle, gestione degli scenari luminosi, termoregolazione ambiente per ambiente e controllo remoto tramite app. Il costo è più alto, ma in una casa nuova o in una ristrutturazione importante può essere un investimento che valorizza l’immobile. Se vi interessa approfondire l’aspetto progettuale, ho scritto una guida sullo schema impianto elettrico casa in PDF con modelli scaricabili.
Le voci che compongono il preventivo
Un preventivo serio deve essere dettagliato voce per voce. Diffidate dei preventivi a corpo che indicano solo un totale senza spiegare cosa include. Ecco le voci principali che dovete aspettarvi:
Tracce e canalizzazioni: la realizzazione delle tracce a muro rappresenta circa il 20-30% del costo totale. In una casa nuova con pareti in laterizio, il costo delle tracce si aggira sui 8-15 € al metro lineare. Su pareti in cemento armato il prezzo può raddoppiare. Questo è un aspetto che molti sottovalutano.
Cavi e conduttori: il prezzo del rame influenza direttamente questa voce. Nel 2026 i cavi di sezione adeguata (da 1,5 a 6 mmq) incidono per circa il 15-20% del totale. Utilizzare cavi di qualità certificata non è un optional: è un obbligo di legge.
Frutti, placche e apparecchiature: qui il range è enorme. Si va dai 2 € per un frutto base della linea economica fino a 25-30 € per i componenti delle serie di design. Le placche da sole possono incidere per 500-2.000 € sull’intero appartamento, a seconda della marca scelta.
Quadro elettrico: un quadro moderno con protezioni adeguate costa tra 300 e 800 €, esclusa l’installazione. Per un impianto di livello 2 servono almeno 24 moduli; per il livello 3 si sale a 36 o più.
Manodopera: il costo orario di un elettricista qualificato nel 2026 varia tra 35 e 55 € l’ora, a seconda della regione e dell’esperienza. Al Nord i costi tendono a essere più alti del 10-15% rispetto al Sud.
Certificazione e collaudo: la dichiarazione di conformità (DiCo) è obbligatoria per legge secondo il DM 37/08 consultabile su Normattiva. Il costo del collaudo e della certificazione è generalmente incluso nel preventivo, ma verificate sempre.

Costo a punto luce: come si calcola
Un metodo alternativo al prezzo al metro quadro è il calcolo a punto luce. Con “punto luce” si intende ogni terminale dell’impianto: una presa, un interruttore, un punto per lampadario, una presa TV, una presa telefonica. Ecco i costi medi nel 2026:
| Tipo di punto luce | Costo medio (€) | Note |
|---|---|---|
| Punto presa standard | 45 – 65 | Presa 10/16A con frutto e placca |
| Punto luce (interruttore + lampada) | 50 – 70 | Incluso deviatore o invertitore |
| Punto presa dedicato (forno, lavatrice) | 60 – 80 | Circuito dedicato con protezione |
| Punto TV/SAT | 55 – 75 | Con cablaggio coassiale |
| Punto rete dati (RJ45) | 60 – 85 | Cat. 6 o superiore |
| Punto domotico (bus) | 80 – 120 | Attuatore e programmazione inclusi |
In un appartamento di 100 mq con livello 2, servono mediamente tra 80 e 120 punti luce. Fate il conto: 100 punti a 60 € fanno 6.000 € solo per i punti, a cui vanno aggiunti quadro, tracce e certificazione. Il totale si allinea con i 70-95 € al mq che ho indicato prima.
Se state valutando di realizzare parte del lavoro in autonomia, vi suggerisco di leggere prima la guida su come fare un impianto elettrico in casa: ci sono aspetti normativi importanti da conoscere.
Tabella costi per metratura: da 60 a 200 mq
Per darvi un riferimento concreto, ho preparato una tabella con i costi indicativi per le metrature più comuni. I valori si riferiscono a un impianto di livello 2 (standard), completo di materiali, manodopera e certificazione.
| Metratura | Costo minimo (€) | Costo medio (€) | Costo massimo (€) |
|---|---|---|---|
| 60 mq (bilocale) | 4.200 | 5.400 | 7.200 |
| 80 mq (trilocale) | 5.600 | 7.200 | 9.600 |
| 100 mq (quadrilocale) | 7.000 | 9.000 | 12.000 |
| 120 mq (grande appartamento) | 8.400 | 10.800 | 14.400 |
| 150 mq (villa/attico) | 10.500 | 13.500 | 18.000 |
| 200 mq (villa grande) | 14.000 | 18.000 | 24.000 |
Attenzione: questi sono costi per un impianto completamente nuovo. Se dovete solo rifare l’impianto sfruttando le canalizzazioni esistenti, i costi si riducono del 20-30%. Se invece la casa è degli anni ’60 o ’70 e servono tracce nuove ovunque, potreste trovarvi nella fascia alta o addirittura superarla. Per un confronto completo sui costi di ristrutturazione, consultate anche l’articolo sui costi di ristrutturazione appartamento nel 2026.
Rifare un impianto elettrico esistente: costi aggiuntivi

Rifare un impianto in una casa abitata o in un edificio datato comporta costi aggiuntivi che un impianto nuovo non ha. Li conosco bene perché la maggior parte dei lavori che seguo riguarda proprio ristrutturazioni di appartamenti costruiti tra gli anni ’60 e gli anni ’90.
Demolizione delle tracce esistenti: nelle case vecchie i tubi sono spesso in acciaio zincato, murati nel cemento. Demolirli e ricanalizzare costa circa 10-20 € al metro lineare in più rispetto a una traccia su parete nuova.
Ripristino delle pareti: dopo aver realizzato le tracce, bisogna intonacare e tinteggiare. Questa voce, spesso dimenticata nei preventivi iniziali, può aggiungere 15-25 € al mq di parete interessata. Chiedete sempre se il preventivo dell’elettricista include il ripristino o se dovete chiamare un muratore a parte.
Smaltimento materiali: i vecchi cavi, i tubi in acciaio e le macerie delle tracce vanno smaltiti a norma. Il costo varia da 200 a 500 € a seconda della quantità. In una casa anni ’70 di 100 mq, ho visto fatture di smaltimento da 350 € solo per l’impianto elettrico.
Adeguamento del contatore: se il vecchio impianto era dimensionato per 3 kW e ora volete passare a 6 kW (necessario con pompa di calore, piano a induzione e auto elettrica), il cambio contatore ha un costo di 70-80 € una tantum più i costi fissi annuali maggiorati. Questo aspetto è spesso trascurato ma è importante nella pianificazione complessiva.
Per chi sta ristrutturando e deve occuparsi anche dell’impianto idraulico, ho redatto una guida specifica sui costi dell’impianto idraulico che può aiutarvi nel budget complessivo.
Detrazioni fiscali e bonus 2026
Una delle domande che ricevo più spesso è: “Ma posso detrarre qualcosa?”. La risposta è sì, e le agevolazioni nel 2026 restano significative. L’impianto elettrico rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria detraibili al 50% secondo quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle ristrutturazioni edilizie.
Ecco i punti principali:
- Detrazione 50% su un tetto massimo di 96.000 € per unità immobiliare, ripartita in 10 quote annuali di pari importo
- Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante (bancario o postale) con indicazione della causale, del codice fiscale del beneficiario e della partita IVA dell’impresa
- La comunicazione all’ENEA è necessaria se l’intervento comporta un risparmio energetico
- Per gli interventi iniziati nel 2026, verificate sempre le eventuali modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio in vigore
In pratica, un impianto elettrico da 10.000 € vi costerà effettivamente 5.000 € grazie alla detrazione, recuperata in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Non è uno sconto immediato, ma sul lungo periodo fa una differenza enorme. Se volete vedere esempi concreti di ristrutturazioni complete con budget dettagliato, vi rimando agli esempi di ristrutturazione appartamento 100 mq.
Come risparmiare senza sacrificare la qualità
Dopo aver visto i numeri, la domanda spontanea è: si può spendere meno? Sì, ma con intelligenza. Ecco i consigli che do ai miei clienti, basati su anni di esperienza sul campo:
Richiedete almeno 3 preventivi: sembra banale, ma la differenza tra il preventivo più caro e quello più economico può arrivare al 30-40%. Non scegliete il più basso in assoluto, ma quello con il miglior rapporto tra dettaglio, materiali proposti e prezzo.
Scegliete le placche con attenzione: le placche sono l’elemento estetico più visibile e anche quello su cui si può risparmiare di più. Una serie media di Vimar, BTicino o Gewiss offre qualità eccellente a costi ragionevoli. Le serie di design possono costare 5 volte tanto senza migliorare la funzionalità.
Predisponete per il futuro senza installare tutto subito: far passare i tubi corrugati vuoti per un futuro impianto domotico o per la rete dati costa pochissimo durante la fase di tracciatura. Installare i componenti attivi potrete farlo in un secondo momento, quando il budget lo permette.
Coordinate l’impianto elettrico con gli altri lavori: se dovete rifare anche l’impianto idraulico o il riscaldamento, fateli contemporaneamente. Le tracce condivise, il ponteggio e la pulizia finale si pagano una volta sola. Ho visto risparmi del 15-20% quando i lavori vengono coordinati bene. Per la parte illuminazione, potete trovare ispirazione nella guida sull’illuminazione casa moderna.
Valutate il fai da te per le finiture: la tinteggiatura dopo la chiusura delle tracce è un lavoro che molti riescono a fare da soli, risparmiando qualche centinaio di euro. Ovviamente l’impianto elettrico vero e proprio deve essere realizzato e certificato da un professionista abilitato. Su questo punto non si transige: ne va della vostra sicurezza.
Errori da evitare nella scelta dell’elettricista
In tutti questi anni ho visto errori ricorrenti che costano caro, sia in termini economici che di sicurezza. Ve li elenco perché possiate evitarli:
Accettare un preventivo verbale: il preventivo deve essere scritto, dettagliato e firmato. Un accordo a voce non vi tutela in caso di contestazioni. Inoltre, senza preventivo scritto non potete accedere alle detrazioni fiscali.
Non verificare l’abilitazione dell’impresa: l’elettricista deve essere iscritto alla Camera di Commercio tramite il Registro delle Imprese e possedere i requisiti tecnico-professionali previsti dal DM 37/08. Chiedete sempre di vedere il certificato. Un lavoro fatto da personale non abilitato non è assicurabile e la certificazione non è valida.
Risparmiare sui materiali di sicurezza: il differenziale salvavita, i magnetotermici e i cavi devono essere di marca certificata. Il risparmio di 100-200 € su questi componenti non giustifica mai il rischio. Ho visto impianti con interruttori differenziali da pochi euro che non scattavano nemmeno in condizioni di guasto evidente.
Non prevedere circuiti dedicati sufficienti: oggi una casa moderna ha bisogno di circuiti separati per forno, piano cottura, lavatrice, asciugatrice, climatizzatore e, sempre più spesso, per la wallbox dell’auto elettrica. Progettate l’impianto pensando a come vivrete la casa nei prossimi 20 anni.
Dimenticare la predisposizione per il fotovoltaico: anche se non installate subito i pannelli, far arrivare un cavidotto dal tetto al quadro elettrico durante la ristrutturazione costa poche decine di euro. Farlo dopo significa riaprire le tracce. Per capire come progettare al meglio le predisposizioni, la guida sullo schema impianto elettrico civile contiene i 5 elementi essenziali da non trascurare.
Se volete approfondire gli aspetti pratici del fai da te applicato all’impiantistica, potete consultare anche la guida su come fare l’impianto elettrico casa fai da te, dove spiego nel dettaglio cosa potete fare autonomamente e cosa no.
Da ricordare
- Richiedete sempre almeno 3 preventivi scritti e dettagliati prima di scegliere l’elettricista
- Verificate che l’impresa sia abilitata ai sensi del DM 37/08 e iscritta alla Camera di Commercio
- Optate per il livello 2 dell’impianto come minimo: il costo aggiuntivo è contenuto e la sicurezza migliora sensibilmente
- Pagate sempre con bonifico parlante per accedere alla detrazione fiscale del 50%
- Predisponete i tubi corrugati per domotica, rete dati e fotovoltaico anche se non li installate subito
Domande frequenti
Quanto costa fare un impianto elettrico in un appartamento di 100 mq?
Per un impianto elettrico completo di livello 2 in un appartamento di 100 mq, il costo medio nel 2026 si aggira tra 7.000 e 12.000 €, comprensivo di materiali, manodopera, quadro elettrico e certificazione di conformità. Con la detrazione fiscale del 50%, il costo effettivo si dimezza.
Quanto costa rifare un impianto elettrico già esistente?
Rifare un impianto esistente costa mediamente il 20-40% in più rispetto a un impianto nuovo, a causa della demolizione delle vecchie tracce, dello smaltimento dei materiali e del ripristino delle pareti. Per un appartamento di 100 mq, la spesa aggiuntiva può variare da 1.500 a 4.000 €.
Quanto costa fare le tracce per l’impianto elettrico?
Le tracce in pareti di laterizio costano tra 8 e 15 € al metro lineare. Su pareti in cemento armato il prezzo sale a 15-25 € al metro. Per un appartamento di 100 mq servono mediamente 150-250 metri di tracce, con un costo complessivo tra 1.200 e 3.500 €.
È obbligatoria la certificazione dell’impianto elettrico?
Sì, la dichiarazione di conformità (DiCo) è obbligatoria per legge ai sensi del DM 37/08. Deve essere rilasciata dall’impresa installatrice abilitata al termine dei lavori. Senza questa certificazione l’impianto non è a norma, non è assicurabile e non potete accedere alle detrazioni fiscali.
Conviene fare l’impianto elettrico a punto luce o al metro quadro?
Il calcolo a punto luce è più preciso perché riflette la complessità reale dell’impianto. Il prezzo al metro quadro è utile come stima iniziale. In fase di preventivo, chiedete sempre il dettaglio a punto luce: vi permette di confrontare le offerte in modo più trasparente e di capire esattamente cosa è incluso.
Quali detrazioni fiscali si possono ottenere per l’impianto elettrico nel 2026?
L’impianto elettrico rientra nella detrazione del 50% per ristrutturazione edilizia, su un massimale di 96.000 € per unità immobiliare. La detrazione si recupera in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi. È necessario pagare con bonifico parlante e conservare tutta la documentazione.